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venerdì 15 settembre 2017

Dall' 8 al 11 novembre a Medjugorie si svolgerà il 18° SEMINARIO INTERNAZIONALE PER LE COPPIE SPOSATE

18° SEMINARIO INTERNAZIONALE PER LE COPPIE SPOSATE



Il  18° Seminario internazionale per le coppie sposate si svolgerà a Međugorje dal 8 al 11 novembre 2017. 

 


La vostra carità si arricchisca sempre più"  (Fil 1, 9)



Alla scuola della Madonna

Programma:



Mercoledi, 8 novembre 2017

14. 00 Registrazione dei partecipanti

16. 00 Introduzione al seminario

17. 00 Programma di preghiera serale in chiesa



Giovedì, 9 novembre 2017  

9. 00  Preghiera mattutina

9. 30  Lezione, discussione

14.00           Preghiera sul Križevac

17.00          Programma di preghiera serale in chiesa

Venerdì,  10 novembre  2017

7. 00  Preghiera sulla Collina delle apparizioni

9. 30 Lezione, discussione

12.00          Adorazione nel silenzio del Santissimo Sacramento dell’Altare

15.00          Lezione, discussione

         Preparazione alla confessione

17.00 Programma di preghiera serale in chiesa



Sabato, 11 novembre 2017

9. 00  Preghiera mattutina

9. 30  Lezione, discussione

11.00 Esperienze dei partecipanti

12.00          S. Messa conclusiva




I relatori del seminario sono fra Marinko Škota e p. Mijo Nikić  



            Padre Marinko Šakota – nato a Čitluk nel 1968, frequenta le scuole dell’obbligo e la prima classe delle superiori a Čitluk. Scelta la vocazione francescana, si reca al Seminario francescano di Visoko dove porta a termine il secondo anno. Gli ultimi due anni del liceo li finisce presso il Liceo dei gesuiti di Dubrovnik (Ragusa), dove consegue la maturità classica. Veste l’abito francescano il 15 luglio 1987 a Humac, dove trascorre l’anno di Noviziato. Intraprende gli studi di filosofia e teologia a Sarajevo presso l'Istituto Teologico Francescano di Sarajevo (1989 – 1990). Poi è a Fulda, in Germania (1995), dove consegue la laurea.

Prende i voti perpetui a Široki Brijeg nel 1993. È ordinato diacono a Zagabria nel 1996 e sacerdote a Frohnleiten sempre nel 1996. Presta il suo primo servizio nel convento francescano di Innsbruck, dove trascorre un anno come coadiutore. Poi è a Frohnleiten come assistente spirituale e ad Augsburg (Augusta) come cappellano. Trascorre tre anni a Mostar come cappellano e sette anni a Gradnići come parroco. Dal settembre del 2010 presta servizio a Međugorje come cappellano. È parroco della parrocchia di Međugorje dal 2013.

P. Mijo Nikić – sacerdote della Compagnia di Gesù, è nato nel 1953 a Gornji Zovik (BiH). Proviene da una numerosa famiglia con ben dodici figli. Conclusi gli studi di filosofia e teologia a Zagabria presso i gesuiti, ha conseguito la laurea magistrale in psicologia del profondo presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Nel 2002 ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Facoltà di teologia di Zagabria, discutendo la seguente dissertazione: “L’immagine di Dio nei nuovi movimenti religiosi”. Dal 1992 insegna psicologia, psicologia della religione e storia delle religioni alla Facoltà di filosofia della Compagnia di Gesù a Zagabria. Presso l’Istituto teologico della Compagnia di Gesù (studi di teologia) insegna i sacramenti della penitenza (confessione) e dell’estrema unzione, mariologia e escatologia.  



            Ha pubblicato diversi articoli in varie riviste. Partecipa a simposi nazionali e internazionali. È redattore di diverse miscellanee e raccolte: Nuovi movimenti religiosi (1997); Reincarnazione e/o resurrezione (1998); Fede e salute (2007); Malattia e salute nelle religioni (2011). Ha dato alle stampe i seguenti libri: L’immagine di Dio nelle sette religiose e nei nuovi movimenti religiosi (2003); Psicologia della famiglia (2004); Con gli occhi dello psicologoteologo (2015); Psicoterapia biblica (2015); Come superare la paura con la fede (2005); Immagini di Dio vere e false (2011). Tiene esercizi spirituali per sacerdoti, suore e famiglie; seminari a sfondo psicologicospirituale per giuristi, manager e altri professionisti sul ruolo della spiritualità nella gestione dello stress. È presidente della Fondazione del vescovo Josip Lang che si occupa d’assistenza ai vecchi e ai bisognosi.

In quanto esperto in psicologia, ha fatto parte della Commissione internazionale pontificia di inchiesta e studio sulle apparizioni della Madonna di Međugorje.      

Il seminario si svolgerà nel salone accanto alla chiesa. Il contributo spese al seminario è di € 40 per coppia. È possibile inviare le proprie adesioni al seguente indirizzo e-mail: seminar.marija@medjugorje.hr >, oppure al seguente numero di fax: 00387 36 651 999 (per Marija Dugandzic).  Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio; pertanto vi esortiamo ad inviare le vostre adesioni quanto prima. Inoltre invitiamo tutte le coppie che parteciperanno al seminario a trovarsi un alloggio a Međugorju.







Sia per le esigenze organizzative del seminario, sia per la vostra sicurezza, siete cortesemente pregati di considerarvi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma. Se non avete ancora ricevuto tale risposta, ciò significa che non abbiamo ricevuto la vostra richiesta d’iscrizione (e quindi non abbiamo potuto registrarvi) o perché il vostro messaggio e-mail è stato inviato ad un indirizzo sbagliato, o perché il vostro computer ha un virus che blocca automaticamente l’invio della posta elettronica. Ecco perché potete ritenervi registrati soltanto quando riceverete una risposta di conferma. 



MONSIGNOR HOSER NUOVO PRELATO DI MEDJUGORJE?

NOTIZIA IMPORTANTE DA VARSAVIA E DA ROMA PER IL FUTURO DI MEDJUGORJE
Papa Francesco ha nominato un vescovo coadiutore a Varsavia Romuald Kaminski, molto probabilmente per dare modo al Vescovo in carica nella capitale polacca Monsignor Hoser di guidare a Medjugorje la parrocchia di San Giacomo.
È questo, forse, il primo passo per trasformare la chiesa di San Giacomo a Medjugorje in un vero e proprio santuario delegazione pontificia della Santa Sede di Roma. Hoser rimarrà Vescovo a Varsavia e contemporaneamente si potrà così occupare con grande attenzione alla vicenda di Medjugorje che potrebbero avere ora una improvvisa accelerazione.
Questa notizia circola già da qualche giorno a Varsavia e noi la anticipiamo insieme al sito online www.lafedequotidiana.it che è sempre molto puntuale e preciso a seguire le vicende di monsignor Hoser e soprattutto delle decisioni del Santo Padre Papa Francesco.

MONSIGNOR HOSER NUOVO PRELATO DI MEDJUGORJE?
Una ghiotta indiscrezione circola sulla riva destra della Vistola nella diocesi Varsavia- Praga. Ovviamente bocche cucite e nessuno parla. Ma è assai probabile che l' attuale vescovo Monsignor Henryk Hoser, già nominato da Papa Francesco inviato per lo studio dei problemi pastorali a Medjugorje possa assumere, non troppo a lungo, il ruolo di Prelato a Medjugorje. Hoser ha quasi 75 ed è in vista della pensione. Nella sua relazione non ha fatto mistero di avere idee favorevoli sui risultati pastorali di Medjugorje, in perfetta sintonia del resto con la maggioranza della Chiesa polacca. A conferma dei rumors, è arrivata due giorni fa una strana nomina di Papa Francesco che ha designato come vescovo coadiutore proprio per la diocesi Varsavia- Praga Monsignor Romuald Kaminski. Un vescovo coadiutore ( in una diocesi che ha peraltro il vicario) può leggersi o come ( improbabile) commissariamento di Hoser, o come vescovo facente funzione durante impegni prolungati e stressanti del titolare. Ed è questa la chiave di lettura che danno in riva alla Vistola. Insomma tutto lascia pensare che Monsignor Hoser potrebbe essere il Prelato di Medjugorje.

Fonte:https://www.facebook.com/brosio.paolo/

mercoledì 13 settembre 2017

"Attenzione al "duo con l'anello"! Mienmiuaif - Medjugorje (video ufficiale)

GIUSEPPE E ANITA “MIENMIUAIF”

  Un loro pezzo  su Medjugorje....

                                   VIDEO:


I mienmiuaif sono una “wedding band” straordinaria.

http://www.credere.it/n.-30-2016/giuseppe-e-anita-signorin.html 
Se pensate che il matrimonio sia una tomba, attenti ai “due con l’anello” di Arzignano (Vicenza), meglio noti come Mienmiuaif, un gioco tra inglese e dialetto veneto che significa qualcosa come «Io e mia moglie». Un progetto cristiano, «fede e umorismo contro le insidie del matrimonio», che contempla una wedding band (complesso musicale che suona ai matrimoni, ndr), un blog, canzoni ironiche su temi seri, video su Youtube, social network, libri e pure una macchina per cucire. Chiaro? Non proprio, ma l’entusiasmo di Giuseppe Signorin, 34 anni, e Anita Baldisserotto, 26, è tale che vale la pena di approfondire.
10446042_10203603797589295_1376129491490187774_o.jpgLONTANI DALLA FEDE
Giuseppe e Anita si amano fin da giovanissimi, amano la musica che “spacca”, le feste, il divertimento. Sono contro la Chiesa, critici su tutto. Chi è il cristiano? «Una persona di mezza età, triste, noiosa». Ma Giuseppe va in crisi. «Il momento che stava passando lui, ha fatto riflettere anche me», dice Anita. «Anch’io non trovavo un senso alla mia vita, non riuscivo a vedere Dio e non volevo ammettere che mi mancava. Giuseppe intanto trovava conforto solo nella preghiera. Ero scettica, ma l’ho seguito perché ero innamorata di lui. Poi, un’esperienza a Medjugorje ha fatto cadere le ultime barriere». «Io ho cominciato prima a sperimentare la fede», interviene Giuseppe, «ma Anita mi ha subito superato. Penso che sia stato un dono. Se uno dei due non avesse capito l’altro, probabilmente ci saremmo lasciati. Invece, abbiamo messo al primo posto Dio, e Lui ha sistemato le cose».

LA CRISI CHE CONVERTE
Ed ecco la svolta: la giornata scandita dalla preghiera, lo “scandalo” di andare a Messa. Giuseppe e Anita vanno oltre, vogliono una vita “a tre”. «Sposami in Cristo», chiede lei. Il matrimonio viene celebrato il 22 novembre 2013. Il resto è storia di oggi. Il 21 giugno 2014 pubblicano su Youtube il primo video; a febbraio 2015 esce il blog, «non solo uno spazio dove postare e ricevere commenti, bensì un viatico per conoscere altre persone con la nostra stessa visione del mondo»; poi una collana di libri. «Volevamo sfatare l’idea del matrimonio come di qualcosa di stantìo», spiega Giuseppe, «oggi le vere rockstar sono gli sposi; vuoi mettere quant’è trasgressivo un amore indissolubile? Così abbiamo cominciato a musicare qualche piccolo testo. A me piace suonare e comporre, ad Anita cantare».

E, poiché il disegno di Dio sfugge all’umano, inaspettatamente i due giovani coniugi scoprono che la loro vita quotidiana cantata e raccontata in maniera ironica, piace. Tra colazione ai cereali e latte di soia, kleenex per asciugare le lacrime e dieta di pomodori… musicate in cucina, salotto o camera da letto, le visualizzazioni crescono, 40 mila ne ha registrate il post sul racconto del Family day. «E pensare che l’idea iniziale era di parlare ai nostri amici, sostenitori convinti della convivenza. Volevamo dire loro che sposarsi è una bella scelta, con la speranza che anche loro potessero un giorno sperimentare questa bellezza», aggiunge Anita, che sta per partire anche con un progetto di sartoria, «abiti sobri, in risposta a una moda per la quale non sei mai abbastanza magra, né abbastanza bella».
ALLEGRIA INNANZI TUTTO
Com’è cambiata la vostra vita? «Abbiamo provato i due tipi di relazione», dice Giuseppe, «un anno da “pagani”, un anno e mezzo da cristiani, poi ci siamo sposati. Non c’è paragone, l’incontro con Dio ha dato al nostro rapporto un’intensità molto superiore. Solo Lui ti cambia e ti permette di amare».

Non litigate mai? «Certo. Però una volta, quando litigavamo, restavamo arrabbiati per giorni; adesso ci facciamo una risata. Come dice san Giovanni Bosco: il diavolo ha paura della gente allegra».

Testo di Romina Gobbo

 Ecco il loro BLOG:https://www.youtube.com/user/giuseppesignorin



ANITA BALDISSEROTTO
Anita Baldisserotto, 1990, Arzignano (VI). Impara a cantare guardando i cartoni della Disney. Nel 2012 si laurea a Ca’ Foscari con una tesi sul canto Gospel. Alla fine, suo marito l’ha fregata e oltre all’anello da mettere al dito l’ha costretta a finire in un gruppo sia per chitarra (suonata male) e voce, sia per chitarra, basso (suonato male), batteria e voce. Oltre a tenere la rubrica “Donne dududu”, nella sezione del blog chiamata “Pompelmo Rosa”, il progetto di moda femminile a cui sta lavorando…

GIUSEPPE SIGNORIN
Giuseppe Signorin, 1982, Arzignano (VI). Ha preso qualche lezione di chitarra durante l’adolescenza e attualmente suona il basso nel gruppo “Mienmiuaif”. Ha pubblicato diverse opere, tra il 2006 e il 2014. Si è laureato e ha fatto da assistente per qualche anno allo Iulm di Milano e dal 2012 lavora per Berica Editrice, per il magazine Corriere Vicentino e fa l’operaio della scrittura nel mondo della comunicazione per Hassel. Alla fine, sua moglie l’ha fregato e, oltre all’anello da mettere al dito, l’ha costretto ad aprire un blog.

[Biografie estratte dal loro blog]

Il nome “Mienmiuaif” impronunciabile è la trascrizione in italiano dell’inglese “me and my wife”, “io e mia moglie”.  Il nome del gruppo tradotto in parole semplici vuol dire “GIUSEPPE e ANITA” che hanno fatto e stanno facendo del loro matrimonio, grazie a Dio e grazie alla musica,  un capolavoro.
 Artisti giovani e cristiani: musica, libri e film cristiani :: Blog su Today



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Ho avuto il piacere di porgere loro  qualche domanda! Quanta Grazia!
  • Dio e la fede nelle vostre canzoni.  Che rapporto avete con Lui?  “Chi dite che io sia?”
“Nelle nostre canzoni Dio e la fede sono presenti in maniera spontanea. Ne parliamo perché fanno parte della nostra vita, sono essenziali. Qualche volta ci sono riferimenti più diretti, qualche volta meno. Non è che si debba per forza nominare Dio, ma neppure avere paura di inserire l’argomento. Gesù, Maria ed i Santi sono argomenti tabù: se si parla di una divinità, di un’energia, la cosa è più accettata.
Noi però non crediamo in un essere vago, in un “dio spray”, come una volta lo ha definito Papa Francesco. Noi crediamo nel Dio del Vangelo, perché è Lui che ci ha salvati, che ha cambiato le nostre vite in un momento difficile, poco più di cinque anni fa.
L’incontro con Cristo ha determinato la nostra storia, il nostro matrimonio, è qualcosa che non può stare fuori dai modi in cui ci esprimiamo, anche a livello musicale.”
  • Il matrimonio. Perché sposarsi? Per voi cosa è il matrimonio oltre che, come lo definisce Chesterton, un duello all’ultimo sangue? Un duello contro chi?
“Più che altro perché non sposarsi? Mi domando che cosa avessimo in testa prima dell’inizio del nostro cammino di conversione, quando a nessuno dei due interessava l’idea di sposarsi. Anzi, quell’idea ci faceva quasi ribrezzo.
La tomba dell’amore.
Una noia.
Invece il matrimonio è tutt’altro!  Un’avventura pazzesca! Una follia!
Segno dell’amore di Cristo per la sua Chiesa! Qualcosa di umanamente impossibile.
Un duello all’ultimo sangue fra maschio e femmina, due universi diversi; un duello all’ultimo sangue con noi stessi, con il nostro egoismo; un duello all’ultimo sangue con quello di sotto, che non vuole assolutamente matrimoni cristiani. Ma i matrimoni cristiani, se funzionano, non funzionano perché sono bravi gli sposi… questo non c’entra niente. Solo se si mette Cristo al primo posto, le cose funzionano. Dio è amore. Senza mettere Lui al primo posto, le cose non funzionano. Prendono il sopravvento l’orgoglio e l’idolatria…”
  • Un consiglio ai fidanzati e alle coppie che si stanno per sposare.
Di dedicare del tempo, insieme e da soli, ogni giorno, alla preghiera. Al Rosario, in particolare. Non cinque minuti… dedicare tempo in abbondanza! Non si perde nulla, si guadagna il centuplo! La preghiera è la benzina della vita cristiana. Senza non si va da nessuna parte! “


 Un altro Video 
 Fonte:https://martibiblog.wordpress.com/2017/09/02/giuseppe-e-anita-mienmiuaif/

domenica 10 settembre 2017

Medjugoirje: La Madonna ha scelto noi per diventare testimoni della Croce

Padre Jozo: da noi gli sposi baciano la croce e la portano con se

Tihalijna, vigilia dell’esaltazione della Croce, 9 setttembre 1989 (a cura di Alberto Bonifacio del Gruppo Medjugorje di Lecco)



Carissimi fratelli voi siete venuti a Medjugorje per la festa dell’Esaltazione della Croce, dopo otto anni e due mesi e mezzo dall’inizio delle apparizioni. Da noi, quando si fa la celebrazione del matrimonio, gli sposi dalla loro casa portano in chiesa un Crocifisso; il parroco lo benedice. Così si è sempre fatto e anche oggi. Gli sposi si sono preparati da qualche mese con diversi incontri. Questa preparazione non è mai mancata. Mai. Tre giorni fa un parroco dell’Umbria mi raccontava come voi non avete avuto nessuna preparazione per il matrimonio. Sono rimasto colpito e triste. Noi sempre abbiamo avuto diversi incontri con i futuri sposi, poi con la famiglia. La catechesi per gli adulti l’abbiamo sempre fatta, prima o dopo la Messa, quando il parroco può. Guardate: gli sposi portano la croce, il parroco la benedice e loro, durante il sacramento, mettono la mano destra sul Crocifisso e dicono la promessa, mentre il parroco la tiene in mano in nome della Chiesa; dopo baciano la croce e la portano nella famiglia. La croce diventa il segno delle nozze. Davanti alla croce è nato il matrimonio, e nata la famiglia.

Davanti a questa croce gli sposi, marito e moglie, stanno ogni giorno in preghiera. Quando i bambini nascono non sanno pregare, ma fa niente: sanno stare con i genitori, sanno piangere davanti alla croce; quando incominciano a parlare cominciano anche a pregare. Ogni giorno tutta la famiglia si raccoglie e sta davanti alla croce.

Quando arrivano le difficoltà, si va davanti alla croce a pregare. Non esistono da noi i divorziati, le famiglie distrutte. Come posso lasciare mia moglie? Vuoi dire che voglio lasciare la mia croce. Come posso lasciare mio marito? Vuoi dire che voglio lasciare la mia croce, voglio lasciare Gesù. Non ho sposato una moglie o un marito senza peccati o senza difetti; non l’ho trovata perfetta, ma ho trovato la mia croce, segno visibile della mia salvezza: “Non posso rifiutarti, ho bisogno di te perché sei la mia croce”.

L’amore e la fede basate sulla croce resistono

Vedete, per questo la fede è rimasta viva qui anche se non avevamo più le chiese come edifici, i templi. Voi siete in una chiesa, in una diocesi, in una zona che e povera, che ha solo chiese nuove, perché tutto fu distrutto dai Turchi. Voi oggi vi trovate in una diocesi dove la maggior parte (degli anziani) non sa leggere. Erano come schiavi e non avevano le scuole, ma avevano la fede, avevano le famiglie, avevano una chiesa viva (pur senza la chiesa di pietre), avevano i sacerdoti, che durante la lunga dominazione turca operavano di nascosto e rischiando la vita.

A Medjugorje tutte le quaresime, dopo che nel 1933 la parrocchia ha costruito la croce sul Krizevac, tutti i cristiani fanno la Via Crucis durante la notte, quando nessuno vede, o all’alba, quando tutti riposano. Quando si hanno problemi nella famiglia si va davanti alla croce e si fa un voto.

Quando una persona ha una grande sofferenza, fa visita alle case dove altri soffrono, visita le famiglie delle vedove, gli ammalati; e raccoglie un’offerta per far celebrare la Messa. Poi questa persona va dal parroco e dice: “Ho visitato tutte queste famiglie, i malati, le vedove, e ho raccolto queste offerte per la Messa”. E subito è sicuro: “Sono entrato nel mistero della sofferenza degli altri, non ho paura: la mia croce si cambia”. Vedete come la gente sa soffrire; sta collegata con la croce dei sofferenti e cerca aiuto.

Poi non si vede più la croce, si vede la Madre

Quando è stata costruita la croce sul Krizevac, la parrocchia ha fatto un grande e più profondo passo nella devozione verso la croce. Quando la Madonna è apparsa sul Podbrdo il primo e il secondo giorno, una luce andava verso il Krizevac; e così ogni volta. Poi il quarto giorno, la domenica, non abbiamo visto la croce, abbiamo visto solo la Madonna che si innalzava al posto della croce, come una grande luce, come un’alba. La Madonna è stata 35 minuti là, al posto della croce. Così ha raccolto tutti e dopo l’apparizione abbiamo celebrato la Messa come al solito alle 18,30. La gente è rimasta colpita. Dopo, tante volte si vedeva la luce sulla collina e la polizia voleva sapere chi aveva acceso la luce, ma non trovava nessuno; non esisteva un posto dove fosse bruciato qualcosa. Tante volte la croce non si vedeva; si vedeva la Madonna.

E’ un grande messaggio: la croce non è l’ultima spiegazione di questo messaggio. La croce è un segno. Ultima è la Madre. Non si vede la croce, si vede la Madre, la nuova Eva, la nuova Mamma dei viventi, che è stata creata, che è nata dal Cuore divino; e noi tutti siamo nati dal cuore di Lei, dal Cuore Immacolato, il quale non ha nessun altro scopo che l’amore. Siamo testimoni della croce, siamo figlie della croce, siamo nati dalla croce, siamo frutto della croce e dobbiamo diventare anche testimoni della Madonna che è stata sotto la croce, al posto della croce.

Dalla croce viene la pace

Noi abbiamo visto quando la Madonna ha riconciliato la mia parrocchia; quando abbiamo pregato e celebrato la Messa nella chiesa tutta la notte; l’indomani dalla croce usciva un fiume che correva verso di noi, verso la chiesa, come una grande scritta: “pace”. Nell’intimo ho sentito come veramente dalla croce viene la pace, come entra nella chiesa, come la chiesa può trovare la pace solo in Gesu e nella sua croce.

Non rifiutare la croce! La Chiesa tiene la Croce, la Chiesa protegge la Croce, onora la Croce, sta inginocchiata davanti alla croce, inizia ogni giorno la preghiera con la croce. Sempre la Croce: questo segno della vita, questo segno della gioia, questo segno della salvezza. La Madonna ha scelto noi per diventare testimoni della Croce, per trasmettere i frutti della Croce.
Fonte: Eco di Medjugorje nr. 67

venerdì 8 settembre 2017

Messaggio 8 settembre 2017 - Medjugorje

Carissimi,ecco quanto Ivan ci ha comunicato circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 8 settembre 2017, presso la Croce blu alle ore 21:00:
«Anche oggi la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice e ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi ha pregato per un tempo prolungato qui su tutti noi con le mani distese, ha pregato in particolare su voi malati presenti. Poi stasera la Madonna ha pregato in modo particolare per i giovani e per le famiglie, ed ha detto brevemente:

“Cari figli, anche oggi desidero invitarvi nuovamente a pregare per le famiglie: a pregare per la santità nelle famiglie e per i giovani, i miei figli che si sono allontanati, si sono allontanati da mio Figlio Gesù. Pregate, cari figli! Sappiate che prego per tutti voi e intercedo per tutti voi dinanzi a mio Figlio. Grazie, cari figli, per aver risposto anche oggi alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto ciò che avete portato perché venisse benedetto. Quindi ho raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie. Ho raccomandato in modo particolare tutti voi malati presenti e tutti voi sacerdoti presenti qui stasera. Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo su tutti noi, e in questa preghiera se n’è andata nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace cari figli miei!”».

martedì 5 settembre 2017

Venerdì 8 settembre liturgicamente si Festeggia la Natività di Maria.

La chiesa festeggia la Natività della Madonna, come tutti sanno, l'8 settembre  . 

Per chi conosce i messaggi di Medjugorje il suo  compleano è il 5 agosto. Noi festeggiamo 2 volte

  Ecco il programma a Medjugorje:

 Le Sante Messe in lingua croata verranno celebrate soltanto in chiesa parrocchiale, e precisamente alle ore 7:00, 8:00, 11:00 e 18:00. Il programma liturgico di preghiera serale avrà invece inizio, come di consueto, con la preghiera del Rosario delle ore 17:00. Quel giorno, la consueta Via Crucis del venerdì sul monte Križevac non ci sarà. Ricordiamo inoltre che, come da tradizione, la prima Domenica dopo la Festa della Natività della Madonna — ossia il 10 settembre di quest’anno — presso la parrocchia di Medjugorje verrà celebrata la Festa dell’Esaltazione della Croce.

 

Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/festa-della-nativit%c3%a0-della-madonna-a-medjugorje,9236.html

Domenica 10 settembre festa dell' Esaltazione della Croce a Medjugorje

Celebrazione parrocchiale della Festa dell’Esaltazione della Croce a Medjugorje


La Celebrazione parrocchiale della Festa dell’Esaltazione della Croce, a Medjugorje, quest’anno si terrà Domenica 10 settembre. Presso la chiesa parrocchiale di san Giacomo, le Sante Messe in lingua croata saranno celebrate alle ore 7:00, 8:00, 12:00 e 18:00, mentre la solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 11:00 sul Križevac verrà presieduta da fra Antonio Šakota, vicario parrocchiale della parrocchia dei santi Pietro e Paolo di Mostar. Nelle chiese filiali, quella Domenica non vi saranno Sante Messe.
Nella parrocchia di Medjugorje, la Festa dell’Esaltazione della Croce viene tradizionalmente celebrata la Domenica dopo la Festa della Natività della Madonna. In onore dell’Anno Santo della Redenzione del 1933/34, e spronati dall’allora parroco fra Bernardin Smoljan, nonostante la loro grande povertà, i parrocchiani edificarono sul monte che sovrasta Medjugorje una Croce monumentale in cemento. Nel punto di incontro tra i suoi due bracci vennero incastonate alcune reliquie della Croce di Cristo, ricevute da Roma. La prima Messa ai piedi di detta Croce venne celebrata il 16 marzo 1934. Quella fu anche la data in cui il monte cambiò il suo nome da Šipovac in Križevac.
Già a partire dal settembre del 1935, l’allora Vescovo fra Alojzije Mišić decretò che, a Medjugorje, la Festa dell’Esaltazione della Croce venisse celebrata la Domenica seguente la Festa della Natività della Madonna, e che quel giorno la Santa Messa “per il popolo” fosse celebrata appunto sul Križevac. Fino al 1981, tale ricorrenza ha visto la partecipazione dei parrocchiani e degli amici dei paesi vicini ma, da quell’anno, essa vede anche la presenza di pellegrini provenienti da tutto il mondo.