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lunedì 21 settembre 2015

Avviso sulle apparizioni a Medjugorje

La parrocchia di San Giacomo , Medjugorje , ha comunicato che il messaggio il 25 settembre sarà ancora messo a disposizione sul sito ufficiale della parrocchia Medjugorje.hr come al solito.

 Fino ad oggi il Vaticano NON ha emesso restrizioni alla parrocchia di San Giacomo , a Medjugorje , o fatto alcuna dichiarazione ufficiale , nonostante i media abbiano inventato storie sostenendo questo è stato fatto .
Fr Marinko Sakota ha fatto diverse regolazioni che limitano il coinvolgimento del pubblico con le apparizioni e la distribuzione del messaggio il 2 settembre attraverso l'ufficio informazioni , ma non ha proibito l'intero fenomeno dalla trasmissione al pubblico .

 L'attuale status ufficiale di Medjugorje dalla precedente Conferenza episcopale jugoslava ancora dichiara che le apparizioni ' Non constat de superaturalitate ' che significa che non è possibile stabilire ancora se queste apparizioni sono soprannaturali .
Nella parrocchia di San Giacomo attendono ulteriori istruzioni dal Vaticano


Fonte in inglese: http://www.nationalmedjugorjemovement.com/news/parish-to-publish-message-of-25th-september/

Andare a Medjugorje è un esperienza unica.



La semplicità dei luoghi, l’accoglienza discreta della gente che partecipa attivamente alle celebrazioni, tutto sembra spiegare perchè la Madonna abbia deciso di apparire qui. I silenzi “assordanti” durante le apparizioni , la disponibilità dei veggenti, la bellissima adorazione dell’eucarestia con il sottofondo dei violini sotto il cielo stellato estivo, tutto rimane indelebilmente nella mente di chi ha avuto il coraggio di seguire il richiamo che la Madonna suscita nei cuori.Ci sono testimonianze da ascoltare , posti da visitare, tantissimi luoghi in cui raccogliersi in preghiera lasciando parlare il proprio cuore per manifestare alla Madonna le prorpie paure, il proprio perdono, le speranze le suppliche. Lì si è veramente nudi come neonati di fronte alla propria vera Madre. Un esperienza cosi importante e profonda che ti lascia sempre il desiderio di tornare al più presto, deve essere vissuta nel meglio dei modi con guide che oltre alla professionalità partecipano e pregano insieme ai pellegrini e non per salvare l’apparenza. L’organizzazione è fondamentale: i ritmi serrati fra orari di messe, apparizioni, celebrazioni e testimonianze dei veggenti deve essere precisa come gli ingranaggi di un orologio perchè arrivare con 5 minuti di ritardo equivale a non poter vivere pienamente un evento.
Nella vita da pellegrino è importante anche riposarsi e mangiare bene la scelta di un hotel confortevole che offra servizi di qualità e spostamenti organizzati nel migliore dei modi specialmente per chi come me è andato anche con bambini piccoli di 2/3 anni (ma lo stesso discorso vale per persone anziane , disabili ma anche per semplici coppie o gruppi).
Non si puo andare a Medjugorje con 2 giorni di viaggio sulle spalle, come propongono agenzie di pellegrinaggio spesso improvvisate, fra pullman, traghetto, attese ai controlli di frontiera si rischia di arrivare fisicamente esausti prima ancora di iniziare il pellegrinaggio di per se già impegnativo.
Concludo questa testimonianza con un invito ad ascoltare il richiamo che sentite dentro di voi (anche se penso che se state leggendo la mia testimonianza credo che in fondo avete già preso la decisione di andare) l’altra è un personale ringraziamento a Francesco,  alle guide, alle persone che ho avuto modo di conoscere. e spero di rincontrare, come sempre, a Medjugorje.

Fonte:http://www.lauretum.com/reviews-view/andare-a-medjugorje-e-un-esperienza-unica/

Il 29 settembre 2015 la veggente Marija e don Marinko a Vienna

traduzione: Rita Vicario
Fonte:https://www.facebook.com/groups/infodamedju/permalink/839230296172873/
A VIENNA DUE IMPORTANTI PRELATI
A SUPPORTO DEI VEGGENTI DI MEDJUGORJE



L’Arcivescovo André-Joseph Léonard co-ospiterà con il cardinale Christoph Schönborn la veggente Marija Pavlovic e don Marinko Sakota parroco di San Giacomo, a Medjugorje, nella Cattedrale Santo Stefano di Vienna, in Austria, il 29 settembre 2015 prima della riunione attesa in Vaticano per l'annuncio sul fenomeno di Medjugorje.
L'azione di questi due primati famosi getta via le voci che a don Marino, dal Vaticano, sono state date restrizioni per i veggenti e si pone come una potente testimonianza a sostegno di Medjugorje prima della Commissione Ruini e Papa Francesco.
L'evento è organizzato da Friedensgebet sarà trasmesso in diretta in inglese, russo e slovacco per MaryTV.
La Congregazione per la Dottrina della Fede richiede che gli eventi con i veggenti di Medjugorje non possono essere ammessi se 'presumono l'autenticità' delle apparizioni. Questo evento si intitola 'Preghiera per la Pace, Messaggio per te' e sul programma non ci saranno menzioni alcune sulle apparizioni.
Un “feria quarto” si terrà presto in Vaticano dove cardinali e vescovi potranno discutere suggerimenti per l'azione sul fenomeno di Medjugorje. Le conclusioni della Commissione Ruini non sono completamente note ancora. Fonti del Vaticano ci hanno però informato che ci sono restrizioni raccomandate a Papa Francesco e che ci sono stati prelati (al di fuori della Commissione) che stanno spingendo per le restrizioni.
Il Cardinale Schönborn ha invitato l'arcivescovo Leonard del Belgio ad unirsi a lui in quanto ospiterà la veggente Marija e il Parroco don Marinko proprio verso il periodo della quarta feria (che il cardinale Schonborn e possibilmente Mons Leonard saranno presenti) mettendo in chiaro che le discussioni sulle possibili restrizioni sui veggenti potrebbero non essere così semplici.
Un avvocato canonico ci informa 'Questa che hanno fatto è una mossa astuta - sia che lo intendano o meno – essenzialmente è mettere il Vaticano in una situazione di stallo. Sono entrambi dei giganti gerarchici provenienti insieme da due – oso dire ali opposte – della Chiesa unendo forze a sostegno di Medjugorje. Se il Vaticano intende di limitare i veggenti questo lo rende loro ora molto complicato con un tale supporto gerarchico. Essi effettivamente si stanno ergendo come due pilastri a sostegno di Medjugorje. Canonicamente parlando un cardinale è in grado di sostituire e invitare chi gli piace nella sua diocesi, che è effettivamente un papa del suo territorio ecclesiale e con il supporto aggiunto di Mons Leonard stanno dimostrando a quelli che vogliono che i veggenti di Medjugorje siano messi a tacere, non sarà così facile come si pensa. La Madonna ha le sue armi segrete ...
Bisogna ammettere, i due prelati riconosciuti a livello internazionale - anche se a capo di territori vicini, apparentemente provengono da diverse estremità dello spettro cattolico. Il Cardinale Schönborn è stato criticato questa settimana da Catholic Herald e Lifesitenews.com per le sue recenti idee liberali che ha espresso sull'omosessualità e in passato è stato accusato dai cattolici conservatori per il famoso ‘messa pallone’. Mentre in diretto contrasto l’arcivescovo Leonard è stato odiato dai modernisti per l'attuazione in Belgio la Messa tridentina e il sacerdozio tradizionale FSSP, è stato 'accusato di omofobia' e attaccato da attivisti 'diritti dei gay "dopo aver citato gli atti
omosessuali sono "anormali "- a cui ha risposto "Potrei affrontare la reclusione tra pochi anni, ma mi potrebbe offrire una vacanza tanto necessaria."
I due prelati provengono da due diverse posizioni a sostegno di Medjugorje mettono da parte il dibattito e rendono difficile per il fenomeno di Medjugorje essere etichettato con una qualsiasi cosiddetta 'ala' del cattolicesimo.
Entrambi i prelati hanno anche una forte posizione in Vaticano. Mons Leonard ha predicato il ritiro quaresimale 1999 per Papa Giovanni Paolo II e alla Curia Romana e il cardinale Schönborn è stato fatto membro della Congregazione Educazione da Papa Francesco nel 2013, così come già essere un membro della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Recentemente Rorate Caeli e Gianluca Bavile hanno diffuso notizie che il Vaticano ha ristretto i veggenti dal momento che anche il parroco don Marinko ha preso lui stesso la decisione di mettere restrizioni a Medjugorje. Subito dopo la diffusione delle notizie, sono state negate dal CDF e fin d'ora il Vaticano ha preso alcuna azione. Mons Leonard è anche un ben noto per essere altamente conservatore e descritto da Andrea Tornielli del Vatican Insider come 'il prelato più tradizionale in Belgio'. Rorate Caeli nel frattempo ha apprezzato Mons Leonard per i suoi sforzi per ristabilire la liturgia tradizionale, chiamandolo 'un attimo di respiro per l'ortodossia' e lamentare le sue dimissioni che sono state approvate a 'tempo di record' ed è 'ugualmente un peccato che Mons Leonard si è dimissionato senza essere fatto Cardinale '.
Rorate Caeli ha anche affermato veri cattolici tradizionali non hanno bisogno di essere convinti delle false affermazioni di Medjugorje' Eppure l’arcivescovo Leonard ospiterà la veggente Marija Pavlovic il 29 settembre.
Mons Leonard ha recentemente sfidato gli oppositori di Medjugorje dicendo che i libri che attaccano Medjugorje lo portano a credere ma, anche se è d'accordo con alcune critiche, egli mette sottolinea che si possono trovare problemi in tutte le cose umane, ma ci sono "fondamenti e casualità”. Mons Leonard è stato chiaro gli elementi fondamentali di Medjugorje sono buoni e ha avvertito l'opposizione di avere un 'tono polemico che non sembra essere a posto.' Egli ha confutato gli argomenti che le conversioni possono accadere dove avviene preghiera dicendo '"che la logica che non mi sembra essere completamente corretta" spiegando "ci sono molti altri posti nel mondo in cui vi è la preghiera, in cui vi è la confessione, si celebra l'Eucarestia, ma non ci sono lo stesso tipo di frutti evidenti! "
Mons Leonard ha raggiunto la fama mondiale nel 2013, quando ha pregato per gli attivisti "diritti dei gay" Femen mentre lo cospargevano di acqua e gridavano contro di lui - l'evento è stato trasmesso dai media internazionali. Nel 2013 il Movimento Nazionale di Medjugorje ha portato un gruppo dal Regno Unito in Terra Santa guidato da don Gianni Sgreva CP, Fondatore Comunità Oasi di Pace, dove abbiamo incontrato e trascorso la settimana con l'arcivescovo Leonard e la veggente Vicka Ivankovic, che aveva le sue apparizioni ogni giorno in sua presenza (immagini sotto)
Articolo originale in inglese:http://www.nationalmedjugorjemovement.com/news/two-major-prelates-to-support-medjugojre-visionary-in-vienna-2/

domenica 20 settembre 2015

" Vi chiedo di dimostrare il vostro amore col venire a Messa"

Ritornate al fervore primitivo "Vivete la S. Messa"
Tante volte la Madonna nei suoi messaggi ha parlato della S.Messa. Il giovedì 3.4.86 ha detto: Cari figli! Vi invito a vivere la S. Messa. Molti di voi ne hanno sperimentato la bellezza, ma ci sono anche coloro che non vengono volentieri. Io vi ho scelto, cari figli ed è nella S.Messa che Gesù vi dà le sue grazie. Perciò vivete coscientemente la S.Messa e la vostra venuta sia piena di gioia. Venite con amore ed accogliete in voi la S.Messa. E il 16.5.85: Desidero che ogni vostra Messa sia esperienza di Dio. E ancora: Venite a Messa, perché questo è un tempo che vi è dato in dono. Sono molti a venire regolarmente (ogni giorno) anche se fa cattivo tempo, perché mi vogliono bene e desiderano manifestare in modo speciale il loro amore. Vi chiedo di dimostrare il vostro amore col venire a Messa. Il Signore vi ricompenserà largamente (21.11.85). Erano gli anni in cui ogni sera si vedeva la Chiesa piena della gente del paese.
E a Jelena diceva: Figli miei, desidero che la S.Messa sia per voi il regalo della giornata. Aspettatela, desiderate che essa cominci, perché Gesù stesso si dona a voi nella Messa. Aspirate, quindi a quel momento in cui siete purificati. Se la gente assiste alla Messa tiepidamente, ritorna a casa fredda e con il cuore vuoto (30.3.83). Altra volta chiedeva per il gruppo di preghiera di non arrivare alla Messa all'ultimo momento, ma di venire almeno 10 minuti prima, per prepararla con la preghiera. Molti, appena é finita la Messa si affrettano ad andarsene. Non é bene che si attardino attorno la chiesa. Così non potranno mai donarsi totalmente... (4.2.84).
La Messa al 1° posto nella vita
I preti dovrebbero parlare di più sulla Messa. Se la Messa è il centro della fede, non si dovrebbe mai lasciare passare un anno senza un corso serio sulla Messa. Nei catechisti e nelle catechiste questo argomento dovrebbe essere vivissimo per la vita spirituale individuale e vivissimo nella trasmissione del messaggio ai ragazzi. La Chiesa ha detto delle cose nuove, grandiose sulla Messa che purtroppo non sono ancora giunte a tutti i cristiani.
A me sembra di dover affermare che se non si rivoluziona la partecipazione alla Messa, non si fa nulla nella pastorale. Se la Messa non è al vertice di tutto il nostro vivere cristiano, mi sembra che non siamo arrivati a capire il nocciolo del vivere cristiano, il cuore della fede cristiana.
Prendo anzitutto un brano della Lumen gentium del Concilio Vaticano II. Al n. 11 c'è questa affermazione sulla Messa: "Il sacrificio Eucaristia è culmine e origine di tutta la vita cristiana". Il Concilio ha detto una cosa paradossale, bisogna che me ne renda conto! Affermando che la Messa, la Cena del Signore, è il culmine e l'origine di tutta la vita cristiana, ha detto allora che la Messa è il cuore della religione, il centro propulsore di tutta la sua vitalità, di tutta la sua forza. Culmine e origine di tutta la vita della Chiesa, allora, il sacrificio Eucaristico è la vetta e la sorgente del culto, è il "terminal" e la partenza di tutta la forza che muove la Chiesa.
Allora il Concilio ha detto in sostanza che il sacrificio Eucaristico è il centro della religione perché: è il tutto della religione, il fine di tutto e l'inizio di tutto; è l'atto supremo della religione e insieme l'atto primo; è l'ultimo fine della religione e il primo principio della religione è lo scopo e il mezzo della religione, è la conclusione e l'inizio della religione. "Culmine e origine" di tutta la vita cristiana, allora è il sacrificio Eucaristico: è l'atto supremo di amore a Dio che l'uomo può compiere ed è l'inizio dell'amore; è tutta la redenzione che passa a me ed è il mio passo personale nella Redenzione; è la più grande ricchezza in possesso dell'uomo.
Perché la Chiesa nel Concilio ha lanciato questo paradosso?
Non può averlo fatto per fare accademia; in un decreto conciliare si pesano le parole fino alla pedanteria. Se l'ha usato è perché voleva che comprendessimo che il sacrificio Eucaristico è tutta la fede ed è il tutto della fede cristiana; che il sacrificio Eucaristico non è un soprammobile della fede, è la fede. Se l'ha fatto è per dire basta al mio superficialismo! È per tracciare una sbarra di confine all'infantilismo religioso di una religione troppo magica e lontana dalla realtà.
La Messa è tutto - mi grida in faccia la Chiesa - o prendi sul serio la Messa o spappoli tutta la tua fede. Il sacrificio Eucaristico è la prima cosa della tua giornata, della tua settimana; la cosa più ardua, più impegnativa, la vetta, e la cosa più bella, più attraente, la sorgente della tua gioia più pura. E se il sacrificio Eucaristico è la cosa più importante per la tua vita, allora esige da te un atteggiamento nuovo, forte, completo, nella sfera delle idee e nella sfera dell'azione. Se la Chiesa afferma con solennità che la Messa è il culmine e il principio della religione, allora devono entrare in azione la testa e il cuore quando partecipiamo all'Eucaristia: testa e vita!
S. Giustino, filosofo cristiano martire (+ 163) testimoniava che i cristiani partecipavano alla S. Messa ogni mattina prima dell'alba. La Chiesa insomma ci chiede di prepararci a questo atto, di programmarlo, di essere coscienti e non degli automi; di agire, non di stare immobili; di partecipare, non di gingillarci.
Dividere ogni giorno e ogni settimana nel preparare e nel vivere la Messa
Se l'Eucaristia è il cuore della religione, allora va messa al primo posto nella nostra vita: come stima, come sforzo,come gioia dello spirito,come preoccupazione,come dovere. Io direi che grosso modo dovremmo dividere la giornata in due parti: se al mattino abbiamo la Messa, continui fino a mezzogiorno e da mezzogiorno continui la preparazione alla Messa del giorno dopo.
E per fortuna è così che tutti i giorni c'è una Messa, perché così abbiamo sempre il modo di completare i difetti di amore della Messa precedente e credo che chi invece non ha la fortuna della Messa ogni giorno è perché non la cerca! Che cosa non facciamo quando vogliamo veramente una cosa! Perché allora non si può trovare mezz'ora per la Messa? Anche se siamo indaffaratissimi, per una cosa importante possiamo tirar fuori mezz'ora anche in una giornata febbrile!
Ma anche se non è possibile la Messa tutti i giorni, bisogna almeno che la Messa domenicale sia la cosa importantissima, il luogo dove sfocia la settimana e da dove riparte la settimana nuova. Bisognerebbe proprio dividere così la settimana: fino a metà settimana per godermi la Messa della domenica e dalla metà in avanti per prepararmi con la preghiera a quella seguente [Così faceva anche S.Luigi Gonzaga]. (da una conversazione di P.Gasparino a Radio Maria)
Come è facile sprecare questo tesoro!
La regina di Saba, rientrando nella sua casa, non si stancava mai di raccontare le meraviglie che aveva vedute nel tempio di Salomone e ne parlava sempre con rinnovato piacere. La stessa cosa dovrebbe accadere al cristiano che abbia ascoltato a dovere la S. Messa. Rientrando in casa, egli dovrebbe intrattenersi con i figli e con i domestici e chiedere che cosa, della sua santa funzione, li abbia maggiormente colpiti ed attratti. Mio Dio che cosa sto dicendo?... Quanti genitori e quanti padroni se si parlasse loro di ciò che hanno inteso nella S. Messa, si prenderebbero gioco di una tale richiesta e chiederebbero di non essere annoiati ancora!
Tuttavia come constatazione di carattere generale, pare che le parole della Messa siano ancora ascoltate. Appena usciti però di chiesa, ci si lascia andare ad ogni sorta di dissipazioni: ci si alza con partecipazione, si corre, ci si affolla all'uscita. Il sacerdote non è ancora disceso dall'altare che già si è fuori ad intrattenersi intorno a mille argomenti. Ecco, fratelli, qual è il risultato di una tale condotta: non si riceverà alcun profitto, alcun vantaggio di ciò che si è veduto ed inteso nella casa di Dio. Quante grazie disprezzate, quante possibilità di salvezza calpestate!
Quale sventura riuscire a tramutare in danno ciò che dovrebbe essere un valido aiuto per il raggiungimento della salvezza eterna! Con i vostri stessi occhi avrete constatato quanto siano pesanti per la maggior parte dei cristiani le sacre funzioni: hanno trascorso quel poco tempo in chiesa come in una specie di prigione ed, appena usciti, li abbiamo intesi muoversi e parlare con tanta vivacità ed entusiasmo da sembrare tanti prigionieri appena messi in libertà.
Quante volte siamo stati costretti a chiudere la porta per non essere storditi dal loro chiasso? Mio Dio sono questi i cristiani che dovrebbero uscire dal vostro santo tempio con il cuore colmo di quei buoni proponimenti che dovrebbero cercare di imprimere nella loro mente per non dimenticare più? 

Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/vitacristiana/messa.html

Presidente Ecumenico, in pellegrinaggio a Medjugorje

Il Signor Rateb Jacob Rabie, presidente di una Comunità Cristiana Ecumenica, in pellegrinaggio a Medjugorje


data: 19.09.2015.


Il Signor Rateb Jacob Rabie, presidente di una Comunità Cristiana Ecumenica, è stato in pellegrinaggio a Medjugorje. I giornalisti di Radio “Mir” Medjugorje hanno conversato con lui. Egli è un cristiano palestinese nato in Giordania poiché, nel 1948, i suoi genitori furono costretti a lasciare Gerusalemme. Della sua vita ci ha detto quanto segue: “Ho studiato negli USA, dove vivo attualmente con mia moglie e i nostri quattro figli. Diciassette anni fa ho deciso di lasciare il mio lavoro per aiutare i cristiani in Terra Santa ed ho fondato la Comunità Cristiana Ecumenica di Terra Santa, per custodire la presenza dei cristiani palestinesi in Terra Santa. Da allora è questa la mia missione, la mia vita: proteggere le radici del cristianesimo a vantaggio di tutti, non solo dei cristiani arabi ma di quelli di tutto il mondo, dal momento che tutto è iniziato in Terra Santa: a Betlemme, a Gerusalemme, a Nazareth, in tutte quelle città di cui sentiamo parlare e leggiamo nella Bibbia. Negli Stati Uniti ho solo quattro dipendenti, ma abbiamo centinaia di volontari che ci aiutano. A Betlemme e in Terra Santa ho venticinque dipendenti a tempo pieno e altri venti impiegati “part time”. Grazie ai nostri progetti, in cui sono coinvolte altre cinquantacinque persone, ripariamo le case degli abitanti cristiani e così, nella sola Betlemme, ci prendiamo cura complessivamente di circa cento famiglie”. Questa è la seconda volta che il Signor Rateb viene a Medjugorje: “Qui a Medjugorje trovo il vero riposo, perché sento che la Madonna è attorno a noi, che ci protegge e che, forse, cammina anche accanto a noi. Lei è qui, lo sento. Sono qui anche per un altro motivo: per collegare Medjugorje e la Terra Santa, poiché abbiamo in progetto di istituire, qui a Medjugorje, un ambasciata per la Terra Santa. Mi sono messo all’opera dopo la mia prima venuta qui. Ho conosciuto delle persone ed ho visto tutto quello che posso fare. Sto ancora lavorando su diverse cose, ma siamo arrivati ad un punto in cui dobbiamo muoverci. Questa è una questione connessa anche agli eventi di Medjugorje ed a quelli in Terra Santa. Noi desideriamo porci a servizio delle persone che vanno in chiesa, anche se solitamente la maggior parte di loro pensa solo alla chiesa, non capendo che una chiesa è priva di significato senza persone. Vedo che la gente viene qui e ci resta per qualche giorno e mi sono chiesto cosa faccia per tutto il tempo in cui sta qui: prega! Questa è una cosa buona, ma ora vorremmo che la gente traducesse la sua fede in opere aiutando i cristiani in Terra Santa, non però perché ad essi sia necessario il suo aiuto: essi infatti, non hanno bisogno di cibo sulle loro tavole, necessitano piuttosto del sostegno internazionale dei cattolici, per poter mantenere viva la loro fede”.
Fonte:http://www.medjugorje.hr/it/attualita/il-signor-rateb-jacob-rabie-presidente-di-una-comunit%C3%A0-cristiana-ecumenica-in-pellegrinaggio-a-medjugorje,7286.html

sabato 19 settembre 2015

Sentivo di dover portare qui a Medjugorje anche i bambini - Testimonianza

“Ogni anno prego di poter portare a Medjugorje quanti più bambini possibile”

data: 18.09.2015.
Dal 1993 a Deva, una città rumena situata nella zona di Erdely, opera la Fondazione “San Francesco”, creata dal francescano Böjte Csaba. Al suo interno è attiva una casa per bambini abbandonati, ossia per bambini privi dell’assistenza dei loro genitori. Attualmente in essa sono ospitati centonovantasei bambini. Direttrice della casa è la Signora Cecilia Palko, che la scorsa settimana, grazie all’aiuto di persone buone, ha portato in pellegrinaggio a Medjugorje una cinquantina di bambini. Grata al Signore per il dono di questo pellegrinaggio, la Signora Cecilia, nel corso di un programma di Radio “Mir” Medjugorje, ha condiviso con noi la storia di quell’orfanotrofio, del fondatore e dei bambini che attualmente vi risiedono. Durante la trasmissione hanno preso la parola anche la tredicenne Katalin Moldovan e la quattordicenne Laura Segarceanu. La Signora Cecilia ci ha detto che, in occasione della sua prima visita a Medjugorje, aveva sentito di dover portare qui anche i bambini, o perlomeno alcuni di loro. Grazie a delle brave persone, questo desiderio si è realizzato. Ha poi aggiunto: “Ho parlato alle mie colleghe ed ai bambini delle apparizioni e del fatto che la Madonna ci è vicina. So che la Madonna ci è accanto. Ogni anno prego di poter portare a Medjugorje, in questo luogo santo, quanti più bambini possibile. Perciò ritengo che la mia gratitudine per tutti quelli che mi aiutano a portare qui i bambini non sarà mai sufficiente”. In seguito Katalin ha detto che vive nella casa per bambini abbandonati già da dieci anni: “Sono molto felice di poterci stare. Qui, a Medjugorje, sto pregando di poter ritrovare i miei genitori da qui a quando compirò diciotto anni, di amarli e di non essere arrabbiata con loro. Amo molto il Križevac e ieri sera sono stata anche all’Adorazione. Mi è piaciuta molto la fede che avevano le persone che pregavano davanti al Santissimo”. Laura ci ha detto che, per lei, la gioia più grande è quella di trovarsi a Medjugorje: “Prego per i bambini che non hanno potuto venire a Medjugorje”. 
Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/attualita/%E2%80%9Cogni-anno-prego-di-poter-portare-a-medjugorje-quanti-pi%C3%B9-bambini-possibile%E2%80%9D,7283.html

venerdì 18 settembre 2015

IMPROVVISAMENTE SI E' FERMATO A SALUTARMI ,LA REGINA DELLA PACE, VOLEVA COSI.

IL PAPA HA FERMATO SOLO UNA VOLTA LA PAPAMOBILE , ALL'UDIENZA GENERALE DI MERCOLEDI'  SCORSO, E TRA TANTI NOTA  LUCA E SCENDE AD ABBRACCIARLO E BENEDIRLO                                                                                                                                                                            ecco il video:
 
 Questo è quello che scrive su FB  Luca Ongaro dopo l'ncontro con il  Papa avuto  mescoledì 15 settembre: MERCOLEDI' MATTINA  IO E IL MIO STUPENDO GRUPPO SIAMO STATI ALL'UDIENZA IN PIAZZA SAN PIETRO A ROMA, C'ERA TANTISSIMA GENTE, ITALIANI, E STRANIERA FRA CUI, FRANCESI, INGLESI, SPAGNOLI, CINESI, CROATI, AMERICANI, BULGARI, DA TUTTO IL MONDO. ERA LA PRIMA VOLTA CHE VEDEVO ROMA, SAN PIETRO, UNA CITTA' ULTRAMERAVIGLIOSA, MOLTO CAOTICA, DURANTE LA CONFERENZA, VERSO LE 9, PAPA FRANCESCO CON LA SUA PAPAMOBILE HA FATTO IL PRIMO GIRO, QUANDO E' ARRIVATO NELLA ZONA DEI DISABILI, MI HA GUARDATO IN UN MODO MOLTO PARTICOLARE, LA SECONDA, MIRACOLOSAMENTE, ED IMPROVVISAMENTE SI E' FERMATO A SALUTARMI, ABBRACCIARMI E MI HA DETTO DI PREGARE PER LUI, UN EMOZIONE TROPPO FORTE, LA REGINA DELLA PACE, VOLEVA COSI'.

 Ma Chi è Luca?
 Luca Ongaro, 21enne di Casnigo in carrozzella, ha coronato uno dei suoi sogni più grandi: ricevere l'abbraccio e la benedizione del Papa. Nell'udienza generale di mercoledì 16 settembre in piazza san Pietro il giovane, in compagnia della sorella e della mamma, ha visto Papa Francesco scendere dalla Papamobile e andare proprio verso di lui.
Un'emozione grandissima per Luca, devoto alla Madonna di Medjugorie  "Luca ha 21 anni, e la sua malattia si presenta sin dai primi mesi di vita, esattamente aveva 10 mesi quando i medici riscontrarono questa patologia alle gambe senza evidenziarne la causa, così da ritrovarsi a vivere su una sedie a rotelle soprannominata da lui 'La bat- mobile'. Dopo aver frequentato la scuola, ha trovato lavoro negli uffici del suo comune. Nonostante la sua precarietà fisica, Luca Ongaro è un ragazzo solare, ha tanti amici, gli piace ascoltare musica e chiacchierare.


Va per la prima volta in pellegrinaggio a Medjugorje a Natale 2010 e lì la sua vita è per sempre cambiata. Percorrendo la collina delle apparizioni, sperimenta una sensazione di pace e di serenità mai provata prima di allora. Dal ragazzo tiepido e con poca fede, si trasforma in un ragazzo innamorato di Gesù e di Maria e si avvicina ai sacramenti, frequentando la chiesa tutte le volte che può. Luca riesce a trasmettere la sua fede a tutti coloro lo circondano. Infatti più volte l’anno, porta la sua testimonianza nelle varie parrocchie d’Italia, donando un sorriso e una parola di conforto a chi gli si avvicina".

Luca porta il suo messaggio di fede attraverso facebook dove ha 5000 amicizie ed è seguito da più di 200 fans. Ad accompagnarlo nella vita la sua "ragazza speciale" Jennifer.
HA SCRITTO ANCHE QUESTA BELLISSIMA CANZONE:

LUCA SARA' ANCHE UNO DEI PROTAGONISTI DEL FILM CHE PRESTO USCIRA', SU  MEDJUGORJE, CHE SI INTITOLERA',
IN FONDO ALLA SALITA
del regista Simone Visentini :

Con sempre maggiore frequenza la Madonna nei suoi messaggi a Medjugorje parla della sua grande preoccupazione
per i giovani e le famiglie,
sempre più esposti agli attacchi del maligno.
Ma il Bene trionferà.
E il nostro progetto vuole essere
una piccola goccia
in quell’oceano di bene
che tutti, giorno dopo giorno, siamo chiamati a ri-costruire.
Questo film allora sarà rivolto soprattutto ai giovani e alle famiglie.
Ai GIOVANI, perché si accorgano che l'unica strada da seguire
è quella di Gesù.
Perché le attrazioni e gli idoli di questi tempi sono mezzi diabolici per farli sbandare:
droga,
alcool,
sesso,
musica satanica,
denaro,
potere,
successo.
I giovani devono avere il coraggio di rifiutarli, di andare controcorrente, di dimostrare a se stessi e ai loro coetanei che possono fare cose grandi, anzi molto più grandi

mettendo al centro GESÙ, MARIA, DIO, la preghiera, la fede, l’impegno verso gli altri, verso i più deboli e svantaggiati.
I giovani devono imparare a rispettare se stessi e gli altri, a perdonare, ad accogliere, a condividere, a sacrificarsi, a credere che la vita non finisce qui.
Anzi non è qui.
Questa è solo LA prova!

E questo film è anche per le FAMIGLIE, affinché difendano fino al martirio la loro Sacra Unione o, se non l'hanno ancora trovata, la ricerchino con fede, sofferenza, perseveranza.
Affinché questa Santa Unione abbia il suo centro in Dio e tutta la famiglia giri intorno a Lui.
Affinché la famiglia sia il primo e più importante luogo di preghiera, il primo nucleo del rispetto, dell'accoglienza della vita, della reciproca donazione, dell'altruismo, della carità cristiana.
La famiglia deve dimostrare di essere il segno più bello che GESÙ ci ha lasciato perché famiglia significa vita e costituisce la prima Chiesa Domestica.