Translate

martedì 28 luglio 2015

Molti dei pensieri che ci arrivano alla mente sono tentazioni di satana


 Non possiamo negare che satana è il tentatore e il pervertitore dell'umanità.
Egli lotta con tutte le sue forze e le sue maledette intuizioni angeliche per sottrarci a Gesù e gettarci nella disperazione e poi con sé nell'inferno. Non rimane fermo neanche un istante, pensa, progetta ed agisce per colpirci nel punto più debole e distruggere così la nostra resistenza. Soprattutto, cerca di indebolirci distraendoci dalla preghiera, ispirandoci tante cose, anche buone, pur di non farci più pregare.
A tal proposito leggiamo questo messaggio: "Quando sentite fiacchezza nella vostra preghiera, non vi fermate ma continuate a pregare con tutto il cuore. E non date retta al corpo, ma raccoglietevi completamente nel vostro spirito. Pregate con forza ancora maggiore così che il vostro corpo non vinca lo spirito e la vostra preghiera non sia vuota. Tutti voi che sentite fiacchezza nella preghiera, pregate con maggior ardore, lottate e meditate su quello per cui pregate. Non lasciate che nella preghiera vi inganni un qualunque pensiero. Allontanate tutti i pensieri, eccetto quelli che uniscono Me e Gesù a voi.
"SCACCIATE GLI ALTRI PENSIERI CON I QUALI SATANA VUOLE INGANNARVI E PORTARVI LONTANO DA ME" (27 febbraio 1985).
È un messaggio chiaro sull'azione di satana verso i deboli, coloro che pregano poco o male e sono incapaci di governare i pensieri che arrivano alla mente, di discernere ed intuire la provenienza di una idea, tanto da lasciarsi condizionare da qualsiasi pensiero che arriva alla mente.
Molti dei pensieri che ci arrivano alla mente sono tentazioni di satana e ci distraggono, rendono la preghiera vuota, senza amore e fiducia. Sappiamo che satana non riposa mai.
I nostri pensieri arrivano anche da satana, è lui il principale deviatore della nostra Fede, è lui che ci vuole sempre allontanare dalla verità del Vangelo. Ma c'è anche il nostro spirito umano a darci sensazioni contrarie alla verità, se viviamo con poca fedeltà la nostra Fede.
L'attacco di satana contro l'umanità e contro la Chiesa Cattolica è diventato spietato già nei decenni passati, sono successi tanti e strani fatti nel mondo da suscitare apprensione in molte persone. Per questo sorge l'apparizione della Madonna a Medjugorje, considerata vera e straordinaria anche da molti Cardinali e Vescovi.
Chi ha lo Spirito di Dio, legge con facilità i segni di questi tempi, si rende conto che il mondo adesso è in mano a satana; invece, chi non ha lo Spirito di Dio, non comprende quanto di terrificante sta preparando satana contro l'umanità. Sembra che tutto vada bene, anzi, mai andato meglio perché questa vita così è un vero godimento, si può soddisfare ogni piacere, ogni istinto che arriva alla mente.
In quelle persone in cui satana è padrone, nasce la fortissima rabbia mischiata all'odio contro Medjugorje e contro la Madonna, arrivano a pronunciare offese pesanti contro la Madre di Dio, solo perché viene a richiamarci alla fedeltà del Vangelo e a dirci che Gesù ci chiama alla conversione e ai suoi Comandamenti. Molte persone che condannano le apparizioni della Madonna sono cattoliche.
Satana e tutti i diavoli sono scatenati contro l'umanità e cercano di distruggere tutto ciò che sarà possibile. La loro furia omicida trasmette odio in tutti coloro che non sono protetti dalla Madonna, e questo vale anche per i consacrati. E dove c'è l'odio, la Madonna è venuta a parlarci dell'Amore di Gesù e ad invitarci al perdono. "Amate, amate! Gesù converte facilmente la gente se voi amate. Amate anche voi: così si cambia il mondo!" (23 febbraio 1985).
Nelle persone prive della Grazia di Dio, c'è maggiore inclinazione alla malizia e alla trasgressività, alla cattiveria, ad utilizzare ogni forma di slealtà per ottenere quanto vogliono.
Questa regola non riguarda tutti i non credenti o i credenti indifferenti. Ma in molti casi è così. Per un verso o per l'altro. Anche per una sola situazione e non magari per tutte quelle in cui sono coinvolte. Ma basta incappare in una situazione negativa con chi non ama e vive di cattiverie, per subire danni morali, spirituali e alla dignità.
Ci troviamo coinvolti in una incredibile guerra spirituale tra le forze del Bene e le forze del male. Vincerà alla fine sempre il Bene, ma nel frattempo il disturbo procurato dalle forze sataniche, avrà fatto soffrire e farà soffrire enormemente i buoni, comunque, milioni e milioni di esseri umani.
Le persecuzioni contro la Chiesa Cattolica e i seguaci di Cristo, le malattie strane e incurabili, le guerre causate da satana saranno state nel frattempo innumerevoli.
Per comprendere bene questo scatenamento di satana, il pericolo del tradimento di molti Consacrati nella Chiesa Cattolica, lo svuotamento della morale, bisogna leggere il libro dell'Apocalisse. Lì viene spiegato tutto. Anche l'ardimentoso piano di satana contro Dio. Si tratta di una vera guerra a livello di spiriti, come mai era avvenuta prima, tanto che viene descritta nel libro dell'Apocalisse.
Per portare avanti questo malefico piano, satana si è creato una immensa squadra di mascalzoni e disgraziati, operanti in tanti settori della vita pubblica, moltissimi dei quali occupanti poltrone autorevoli.
Per questo piano criminale di satana, contro la Chiesa Cattolica si è scatenato l'inferno, si sono riunite tante forze malefiche della terra, associandosi per un progetto comune: distruggere la Chiesa Cattolica.
Ecco la nascita del comunismo nel secolo scorso, la dif­fusione nel mondo degli errori e falsità dell'ideologia più falsa e diabolica della storia dell'uomo.
La scristianizzazione del mondo è il progetto di satana, portato avanti dai poteri occulti. La Chiesa Cattolica oggi si ritrova a lottare contro alcuni miliardi di persone, tutte sottomesse al servizio di satana.
Chi ispira, prepara ed invia i falsi profeti nel mondo è sempre satana.
Conoscendo il rifiuto irreversibile degli Angeli diventati demoni per la loro ribellione dovuta alla superbia e alla disobbedienza, si capisce meglio l'odio mortale e la massima irrequietezza dei demoni contro ognuno di noi. Non potendo colpire Dio, per vendetta colpiscono tutti noi, anche perché noi ci incamminiamo verso il Paradiso, mentre per i demoni il Paradiso sarà eternamente inaccessibile.
Satana oggi domina il mondo con il suo spirito di superbia e di ribellione, domina su tutti coloro che non pregano e vivono nei peccati e nei continui divertimenti immorali.
Domina in moltissimi cuori pieni di odio, vendetta, cattiveria, bestemmia contro Dio e ogni forma di bene. Così, satana sta portando un immenso numero di persone sulla strada della dannazione, del peccato, del piacere senza limiti, della disobbedienza alla Legge di Dio, del rifiuto del sacro.
Satana ha convinto milioni di cattolici che il peccato non è più un male, e così da essi viene giustificato e commesso senza scrupolo di coscienza. Senza confessarlo più.
Molti che fino a pochi anni fa predicavano la gravità del peccato, oggi lo giustificano, portando milioni di fedeli a vivere nei peccati gravi e a non confessarli. Si è incredibilmente avverata una trasformazione intellettuale, dovuta alla mancanza di vera preghiera e di rilassamento morale.
Se prima il peccato lo consideravano un'offesa a Dio, oggi non è più un'offesa, ma libertà, conquista. Questo modo di ragionare è lo stesso di come ragiona satana. Lui odia la verità. Per questo la Madonna ha detto che "satana si prende gioco di voi e delle vostre anime" (25 marzo 1992).
La Madonna nella Luce di Dio conosce ogni cosa, tutto il futuro a Lei è presente, conosce i buoni e coloro che vogliono distruggere l'umanità, perché si sono messi a servizio del primo impostore mondiale: satana.
Questo lo ha detto la Madonna il 25 marzo 1993: "Cari figli, oggi come mai prima d'ora vi invito a pregare per la pace: la pace nei vostri cuori, la pace nelle vostre famiglie e la pace nel mondo intero; perché satana vuole la guerra, vuole la mancanza della pace e desidera distruggere tutto ciò che è buono. Perciò cari figli pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! ".
E se qualcuno si lamenta perché non avverte aiuto dalla Madonna, mediti bene queste sue parole: "Io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore. Perciò pregate e vivete i miei messaggi e così vedrete i miracoli dell'Amore di Dio nella vostra vita quotidiana" (25 marzo 1992).
E dinanzi ad una mentalità corrotta che mette in discussione l'apparizione di Medjugorje, chi ne guadagna è satana, il nemico dell'uomo, l'odio personificato, l'avversario del Bene. Se la Madonna non avesse ricordato all'umanità che satana esiste (eccome se esiste!), che vuole distruggere la Chiesa, il mondo e tutti noi, chi si ricorderebbe più di satana? In un messaggio del 26 luglio 1983 la Madonna disse: "Vigilate! Questo è un periodo pericoloso per voi. Satana cercherà di distogliervi da questa strada. Coloro che si dan­no a Dio subiscono sempre gli attacchi di satana".
E quante volte ha parlato di satana, delle sue trame perfide, della sua astuzia malefica, della sua instancabile azione contro ogni essere umano, soprattutto contro coloro vicini a Gesù e a Maria Vergine, quindi, coloro che con molta probabilità si salveranno e andranno in Paradiso.
Chiedetevi come mai satana non disturba ed è contento di tutti coloro che vivono nei più gravi peccati. Come mai i cattivi di questa terra sono più fortunati, hanno meno malattie, hanno successo e sono sempre nella gioia. Ma è solo una fortuna apparente. Non è la vera gioia che dà Gesù.
Perché molti cattivi vivono bene? È Gesù che li aiuta? Chiaramente non è così. Per la vita immorale o disonesta che conducono, queste persone si incamminano verso l'in­ferno, sono già possesso di satana, difficilmente si convertiranno. Perché satana deve disturbare i suoi seguaci e adoratori? Se poi magari questi cominciano a pregare e si convertono? Li lascia tranquilli, adesso, poi nell'inferno darà quei tormenti che non ha dato qui e tutti i tormenti che si meritano per essere caduti nell'inferno.
E sapete cosa succede a due persone che sulla terra si amavano fino alla follia e finiscono entrambi nell'inferno? Lì si odiano a morte, perché nell'inferno non c'è amore, solo odio e tormenti.
Inferno, Purgatorio, Paradiso
Gesù ha permesso alla Santissima Madre di venire in questi ultimi decenni in mezzo a noi con una presenza prolungata e straordinaria perché l'umanità si sta dirigendo verso il baratro dell'inferno. La Madonna è Madre della Chiesa, Madre dell'umanità, non può abbandonarci, non può rimanere impassibile in Cielo assistendo alla dannazione eterna di milioni di suoi figli.
Deve intervenire, è un dovere suo, è l'Amore di Dio che La colma e La spinge ad intervenire, è questo il suo ruolo di Mediatrice di Grazie, di Corredentrice dell'umanità.
La Madonna ci ama, suo unico motivo è di salvarci, riportarci a Gesù. Lei ci ama indipendentemente dai nostri meriti, non ci condanna, perché fino all'ultimo istante cerca di portarci a suo Figlio. La Vergine Maria è la Misericordia di Dio, ma non può fare nulla quando l'uomo rifiuta Dio e sceglie l'inferno, a causa dei peccati.
Santa Faustina Kowalska nei suoi scritti parla di una esperienza straordinaria. La trascrivo: "Oggi sotto la guida di un Angelo, sono stata negli abissi dell'inferno, È un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benchè sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro.
Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l'Onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinchè nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè, che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno".
Che ne pensi?
Non è da invidiare quella persona che è lontana da Gesù e vive nell'agiatezza e nel benessere esagerato o, comunque, conduce una vita lussuosa, apparentemente piena di salute e raggiante di falsa felicità, mentre rifiuta Dio. Si sta preparando la sua condanna.
Quindi, non sono da invidiare gli sportivi famosi e ricchi ma senza Dio, la gente dello spettacolo famosa e ricca ma senza Dio, tutti quelli che hanno fame di denaro e sete di protagonismo e sono senza Dio. Neanche quelle persone che vogliono ottenere denaro in modo illecito e vivono con l'unico pensiero di ammassare ricchezze.
"La maggior parte degli uomini, quando muore, va in Purgatorio. Un numero pure molto grande va all'inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso.
Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte". Questo lo ha detto la Madonna il 2 novembre 1983.
Alla luce della Fede dobbiamo commiserare tutta questa gente che per alcuni anni di popolarità, ricchezza, vita sfrenata e immorale, cadrà come mele marce dentro l'inferno e non ne uscirà mai più. Per l'eternità. Barattano l'oro con il piombo, in questa vita hanno tutte le possibilità per incontrare Gesù, il vero Bene, ma preferiscono alcuni anni di immoralità e di depravazione infernale per finire dopo questa vita nel luogo più orribile. Si consideri, però, che vivono già qui il loro inferno, altro che essere famosi e ricchi.
La ricchezza economica non ha mai dato pace e felicità, né equilibrio o saggezza. Cercare con tutte le forze il denaro o il successo superbo, significa non avere l'amicizia con Gesù, non appartenere a Lui, non vivere da cristiani. Significa cadere nell'idolatria del vitello d'oro, innalzare a divinità il denaro, il sesso, il successo. E quanti sono i giovani oggi privi di valori morali che cercano disperatamente il successo e il denaro, e vivono nella trasgressione totale?
Sono ubriachi di nulla, pieni di vuoto. Ragazzi e ragazze che stanno consumando la vita dietro mode inconsistenti, dietro ideali falsi e maledetti, dietro la superbia che li governa e li conduce nel baratro. Giovani che potrebbero diventare come Angeli dinanzi Gesù Eucaristia, si trasformano in demoni nelle discoteche dove c'è prostituzione e droghe; si annullano in certi concerti a gridare adorazione totale verso un artista, solo perché canta o stornella qualcosa; dicono che il loro sogno è diventare veline o star del cinema o dello spettacolo, comunque, vogliono diventare famosi a qualunque costo; si legge sui quotidiani che pur di apparire in qualche spettacolo, le ragazze sono pronte a mostrarsi nude o a fare cose ancora più immorali. Per un momento di illusoria esultanza televisiva.
E poi? Si cade sempre più giù moralmente, i peccati si sommano a peccati e la persona diventa facile preda di satana, perché vive in una condizione spirituale simile a satana.
Meditiamo bene queste parole della Madonna del 25 lu­glio 1982: "Oggi molti vanno all'inferno. Dio permette che i suoi figli soffrano nell'inferno perché hanno commesso colpe gravissime e imperdonabili. Coloro che vanno all'inferno non hanno più possibilità di conoscere una sorte migliore. Le anime dei dannati non si pentono e continuano a rifiutare Dio. E lì lo maledicono ancor più di quanto non facessero prima, quando erano sulla terra. Diventano parte dell'inferno e non vogliono essere liberate da quel luogo".
Più una persona commette peccati e più deturpa l'imma­gine di Dio impressa in essa, perché i peccati abbruttiscono l'anima, la rendono orribile, avversaria di Dio, le fanno perdere la bellezza e l'unione con Dio. L'intelletto diventa sempre più accecato, incapace di desiderare il bene, non ha la capacità di pensare cose buone. È radicato nel male, orientato solo verso il male, a compiere opere malvagie.
Il danno spirituale che scaturisce da una condotta equivoca, è gravissimo. Quando il cristiano vive disordinatamente e perde il senso del peccato, gradualmente si allontana dalla Luce di Dio e si immerge nelle tenebre, non riuscendo più a distinguere il vero dal falso. In questo stato spirituale, perde la fedeltà a Gesù, inventa un suo vangelo e cammina nella corruzione. Portando molti altri in questo tenebroso burrone. Questa infedeltà tenebrosa colpisce e corrompe la persona: la mentalità, le scelte, il linguaggio, l'equilibrio. Chi vive intenzionalmente nell'infedeltà a Gesù, diventa anche bugiardo, ipocrita, insensibile, avverso a Dio.
Chi commette molti peccati è incapace di avere pensieri buoni, non c'è amore verso Dio né verso il prossimo. I ripetuti peccati rendono la persona sempre più avversaria di Dio, perché i peccati portano gli stessi sentimenti di satana: odio, vendetta, disonestà, falsità, malvagità, perversità, avversione a Dio e al sacro. Si compie tutto contro Dio. Il contrario...
È inutile pretendere una vita onesta da chi è radicato nel male, perché non riesce a vedere e desiderare il Bene.
È pieno di spirito satanico e non può percepire l'Amore di Dio, il rispetto del prossimo, la pratica delle virtù cristiane. Anzi, rifiuta e rifugge tutto questo. Nella sua mente c'è la mentalità di satana che governa e conduce verso la più grande avversione a Dio.
Per comprendere meglio il potere di satana sulla persona, è opportuno leggere l'ampia trattazione che ho fatto nel mio libro Infine il mio Cuore Immacolato trionferà.
Più peccati significa che la persona diventa sempre più incapace di resistere alle tentazioni e ai desideri immorali. Più peccati comporta la perdita del controllo della propria volontà, sempre più indirizzata a scegliere solo ciò che diletta i sensi: quindi, soddisfare ogni forma di perversione. Più peccati rendono la persona intellettualmente incapace di percepire l'idea di Dio Amore, che è anche esigente, così aumenta il distacco da Lui proporzionatamente ai peccati che si commettono. Come la pratica delle virtù avvicina fortemente a Dio fino alla trasfigurazione in Dio, così commettere peccati allontana fortemente da Dio fino alla trasfigurazione in satana.
L' anima diventa immagine di satana.
Si vedono e si conoscono nel mondo persone, che sembrano demoni incarnati.
Sappiamo che tante persone agiscono e pensano come se fossero loro stesse dei demoni, in realtà sono ricolmi dello stesso spirito di satana. Ma la Madonna è venuta a Medjugorje anche per chi vive in piena opposizione a Dio: "... anche chi ha fatto molto male durante la vita terrena può andare in Cielo, se alla fine della vita si pente sinceramente dei suoi peccati, si confessa e si comunica" (24 luglio 1982).
Qui, però vale la pena ricordare la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro: il primo, aveva goduto in vita di tante ricchezze e aveva sperperato in feste le ricchezze e la sua dignità; il secondo, nella vita aveva conosciuto solo totale povertà e disprezzo dalla gente, rimaneva dietro la porta del ricco con la speranza che potesse ricevere almeno le briciole che cadevano dall'abbondante mensa del ricco.
Per la legge della retribuzione, il Signore Gesù al termine della vita di ognuno di noi, darà il premio a chi merita, a chi non merita chiude la porta del Paradiso e l'anima si allontana dalla sua presenza, perché non può sostenere lo sguardo di Lui, a causa del suo stato di peccato oramai immutabile. E si getta nell'inferno.
Come si vive, così si muore. E se si muore non in Grazia di Dio, non ci sarà altra destinazione se non l'orrore e le tremende punizioni dell'inferno. Non dimentichiamo le parole della Madonna: "Un numero molto grande di uomini va all'inferno" (2 novembre 1983).
In questa vita decidiamo quale sarà la nostra destinazione futura: o nella felicità del Paradiso o nelle tenebre dell'inferno. Per l'eternità, significa per miliardi e miliardi di anni, senza ime, appunto eternamente.
Quando il ricco epulone chiede un sorso di acqua, gli viene negata, perché in vita aveva goduto di molti beni, rifiutando al povero Lazzaro anche le briciole della sua tavola. Proprio al ricco epulone condannato all'inferno viene detto: "Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti" (Lc 16,25).
Queste parole di Gesù cadono nel vuoto se dette agli uomini di oggi, in quanto la maggior parte vive talmente immersa nei peccati, da non avere più la capacità di rendersi conto della propria gravissima condizione spirituale, simile a quella dei demoni.
L'uomo di oggi senza Dio è dominato da una grande superbia, dall'idea di essere lui stesso dio, come una divinità superiore alle altre.
Chi pensa oggi al Giudizio che ognuno di noi riceverà dal Signore Gesù? La Madonna è venuta a Medjugorje per ricordarcelo, ma non ci ha parlato solo di inferno o di punizioni, al contrario, la presenza della Madonna è un segno di speranza, è una presenza misericordiosa, ci ricorda che Dio è Amore, Gesù vuole salvare tutti e ci invita alla conversione.
Ecco perché la Madonna è apparsa per lungo tempo a Medjugorje, Lei vuole salvare addirittura tutto il mondo, tutti i giovani, ci richiama all'adorazione di Gesù, ma chi è contro Dio, nega e combatte anche Medjugorje.
 Di Padre Giulio Maria Scozzaro

La tentazione non viene da Dio ma dalle nostre debolezze interiori

La tentazione si manifesta come un'innocua attrattiva e finisce per trasformarsi in una gabbia, della quale spesso più che cercare scampo si tenta di minimizzarne la schiavitù, sordi alla Parola di Dio. All’omelia, Papa Francesco riafferma una verità e una sequenza descritte da San Giacomo in un passo della sua Lettera, proposta dalla liturgia. La verità è che non è mai Dio a tentare l’uomo, bensì le sue passioni. La sequenza è quella prodotta dalle passioni stesse le quali, dice l'Apostolo, “concepiscono e generano il peccato. E il peccato, una volta commesso, produce la morte”:

“La tentazione, da dove viene? Come agisce dentro di noi? L’apostolo ci dice che non viene da Dio, ma dalle nostre passioni, dalle nostre debolezze interiori, dalle ferite che ha lasciato in noi il peccato originale: da lì vengono, le tentazioni, da queste passioni. E’ curioso, la tentazione ha tre caratteristiche: cresce, contagia e si giustifica. Cresce: incomincia con un’aria tranquilla, e cresce… Lo stesso Gesù diceva questo, quando ha parlato della parabola del grano e della zizzania: il grano cresceva, ma anche la zizzania seminata dal nemico. E la tentazione cresce: cresce, cresce… E se uno non la ferma, occupa tutto”.

Inoltre, prosegue Papa Francesco, la tentazione “cerca un altro per farsi compagnia, contagia” e “in questo crescere e contagiare, la tentazione ci chiude in un ambiente da dove non si può uscire con facilità”. È l’esperienza degli Apostoli narrata nel Vangelo del giorno, che vede i Dodici incolparsi a vicenda sotto gli occhi del Maestro per non aver portato del pane a bordo della barca. Gesù, ricorda il Papa, forse sorridendo a quel bisticcio, li invita a guardarsi “dal lievito dei farisei, di Erode”. Ma gli Apostoli per un po’ insistono, senza ascoltarLo, “tanto chiusi nel problema di chi avesse la colpa di non aver portato il pane, che – commenta Papa Francesco – non avevano spazio, non avevano tempo, non avevano luce per la Parola di Dio”:

“E così, quando noi siamo in tentazione, non sentiamo la Parola di Dio: non sentiamo. Non capiamo. E Gesù ha dovuto ricordare la moltiplicazione dei pani per farli uscire da quell’ambiente, perché la tentazione ci chiude, ci toglie ogni capacità di lungimiranza, ci chiude ogni orizzonte, e così ci porta al peccato. Quando noi siamo in tentazione, soltanto la Parola di Dio, la Parola di Gesù ci salva. Sentire quella Parola che ci apre l’orizzonte… Lui sempre è disposto a insegnarci come uscire dalla tentazione. E Gesù è grande perché non solo ci fa uscire dalla tentazione, ma ci da più fiducia”.

Questa fiducia, afferma il Papa, è “una forza grande, quando siamo in tentazione: il Signore ci aspetta”, “si fida di noi così tentati, peccatori”, “apre sempre orizzonti”. Viceversa, ripete Papa Francesco, il diavolo con “la tentazione, chiude, chiude, chiude” e fa “crescere” un ambiente simile alla barca degli Apostoli. E non lasciarsi “imprigionare” da questo tipo di ambiente, conclude, è possibile soltanto “quando si ascolta la Parola di Gesù”:

“Chiediamo al Signore che sempre, come ha fatto con i discepoli, con la sua pazienza, quando siamo in tentazione ci dica: ‘Fermati, stai tranquillo. Ricordati cosa ho fatto con te in quel momento, in quel tempo: ricordati. Alza gli occhi, guarda l’orizzonte, non chiudere, non chiuderti, vai avanti’. E questa Parola ci salverà dal cadere in peccato nel momento della tentazione”.
Fonte: http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/santmarta/Pagine/santa-marta-18-febbraio-.aspx

lunedì 27 luglio 2015

Quando un dolore bussa alla porta- P. Slavko


Quante persone hanno cominciato a pregare solo quando un dolore ha bussato alla porta del loro cuore? E allora dovremmo chiederci come mai aspettiamo che un dolore sfondi la porta del nostro cuore per deciderci ad aprirla a Dio? Ma è proprio questo il momento di dirci e di credere che alla fine ogni cosa volge al bene. Ed è per questo che non è giusto pensare che sia per volontà di Dio che soffriamo. Perché se poi lo diciamo anche a un altro, che cosa penserà questi del nostro Dio? Quale immagine si farà di Dio, se pensa che sia Lui a volere la nostra sofferenza?

Quando soffriamo, quando le cose vanno male, allora, non dovremmo dire che è la volontà di Dio, ma piuttosto che è volontà di Dio che noi, attraverso la nostra sofferenza, possiamo crescere nel suo amore, nella sua pace e nella sua fede. Per capirlo meglio, pensiamo a un bambino che soffre e che dice ai suoi amici che sono i suoi genitori a desiderare la sua sofferenza.

Che cosa penseranno gli amici di quei genitori? Naturalmente nulla di buono. Ed è quindi bene che anche noi nel silenzio del nostro cuore, ripensiamo al nostro comportamento e cerchiamo cosa ha chiuso le porte del nostro cuore a Dio, o che cosa invece ci ha aiutati ad aprirle La gioia di cui parla Maria è una gioia evangelica, la gioia di cui parla anche Gesù nei Vangeli.

È una gioia che non esclude il dolore, i problemi, le difficoltà, le persecuzioni, perché è una gioia che li trascende tutti e porta alla rivelazione della vita eterna assieme a Dio, nell'amore e nella gioia eterna. Qualcuno disse una volta: "La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo". Cari amici, vi invito ora in nome di Maria, qui a Medjugorje, a decidervi per la preghiera, a decidervi ad avvicinarvi a Dio e a cercare in Lui lo scopo della vostra vita. Il nostro incontro con Dio cambierà la nostra vita e allora saremo in grado, gradualmente, di migliorare anche il rapporto nella nostra famiglia, nella Chiesa e in tutto il mondo. Con questo appello vi invito ancora a pregare...

Cari figli, anche oggi vi invito tutti alla preghiera. Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera; perciò cercate e pregate, perché possiate comprendere tutto ciò che vi offro qui. Io vi invito, cari figli, alla preghiera col cuore; sapete che senza preghiera non potete comprendere tutto ciò che Dio programma attraverso ciascuno di voi: perciò pregate. Desidero che attraverso ognuno si realizzi il disegno di Dio, che cresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. (Messaggio del 25 aprile 1987)

Dio, Padre nostro, Ti ringraziamo di essere nostro Padre, di chiamarci a Te e di desiderare di stare con noi. Ti ringraziamo perché con la preghiera possiamo incontrarTi. Liberaci da tutto ciò che soffoca il nostro cuore e il nostro desiderio di stare con Te. Liberaci dall'orgoglio e dall'egoismo, dalla superficialità e risveglia il nostro profondo desiderio di incontrarTi. Perdonaci se spesso ci allontaniamo da Te e se Ti incolpiamo della nostra sofferenza e della nostra solitudine. Ti ringraziamo perché desideri che preghiamo, in Tuo nome, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per tutto il mondo. Ti imploriamo, concedici la grazia di aprirci all'invito alla preghiera. Benedici coloro che pregano, così che possano incontrarTi nella preghiera e attraverso di Te trovino uno scopo nella vita. Dona a tutti coloro che pregano anche la gioia che viene dalla preghiera. Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te, che si sono allontanati da Te perché ora stanno bene, ma Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te perché sono nella sofferenza. Apri il nostro cuore al Tuo amore così che in questo mondo, attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, possiamo essere testimoni del Tuo amore. Amen.

P. Slavko Barbaric

Fonte: http://medjugorje.altervista.org

domenica 26 luglio 2015

Se offriamo al Signore quel poco che abbiamo ,Dio lo moltiplicherà

Papa Francesco: Gesù sazia, non solo la fame materiale, ma anche quella più profonda



L’Angelus di Papa Francesco: “La folla è colpita dal prodigio della moltiplicazione dei pani; ma il dono che Gesù offre è pienezza di vita per l’uomo affamato. Gesù sazia non solo la fame materiale, ma quella più profonda, la fame di senso della vita, la fame di Dio”

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Papa Francesco: Gesù sazia, non solo la fame materiale, ma anche quella più profondaIl Vangelo di questa domenica (Gv 6,1-15) presenta il grande segno della moltiplicazione dei pani, nella narrazione dell’evangelista Giovanni. Gesù si trova sulla riva del lago di Galilea, ed è circondato da «una grande folla», attirata dai «segni che compiva sugli infermi» (v. 2). In Lui agisce la potenza misericordiosa di Dio, che guarisce da ogni male del corpo e dello spirito.

Ma Gesù non è solo guaritore, è anche maestro: infatti sale sul monte e si siede, nel tipico atteggiamento del maestro quando insegna: sale su quella “cattedra” naturale creata dal suo Padre celeste. A questo punto Gesù, che sa bene quello che sta per fare, mette alla prova i suoi discepoli.

Che fare per sfamare tutta quella gente? Filippo, uno dei Dodici, fa un rapido calcolo: organizzando una colletta, si potranno raccogliere al massimo duecento denari per comperare del pane, che tuttavia non basterebbe per sfamare cinquemila persone.

I discepoli ragionano in termini di “mercato”, ma Gesù alla logica del comprare sostituisce quell’altra logiva del dare. Le due logiche: comprare e dare. Ed ecco che Andrea, un altro degli Apostoli, fratello di Simon Pietro, presenta un ragazzo che mette a disposizione tutto ciò che ha: cinque pani e due pesci; ma certo – dice Andrea – sono niente per quella folla (cfr v. 9). Ma Gesù aspettava proprio questo. Ordina ai discepoli di far sedere la gente, poi prese quei pani e quei pesci, rese grazie al Padre e li distribuì (cfr v. 11).

Questi gesti anticipano quelli dell’Ultima Cena, che danno al pane di Gesù il suo significato più profondo e più vero. Il pane di Dio è Gesù stesso. Facendo la Comunione con Lui, riceviamo la sua vita in noi e diventiamo figli del Padre celeste e fratelli tra di noi. (…) Partecipare all’Eucaristia significa entrare nella logica di Gesù, la logica della gratuità, della condivisione. E per quanto siamo poveri, tutti possiamo donare qualcosa. “Fare la Comunione” significa anche attingere da Cristo la grazia che ci rende capaci di condividere con gli altri ciò che siamo e ciò che abbiamo.

La folla è colpita dal prodigio della moltiplicazione dei pani; ma il dono che Gesù offre è pienezza di vita per l’uomo affamato. Gesù sazia non solo la fame materiale, ma quella più profonda, la fame di senso della vita, la fame di Dio. Di fronte alla sofferenza, alla solitudine, alla povertà e alle difficoltà di tanta gente, che cosa possiamo fare noi? Lamentarsi non risolve niente, ma possiamo offrire quel poco che abbiamo. (…) Abbiamo certamente qualche ora di tempo, qualche talento, qualche competenza… Chi di noi non ha i suoi “cinque pani e due pesci”? Tutti ne abbiamo. Se siamo disposti a metterli nelle mani del Signore, basteranno perché nel mondo ci sia un po’ più di amore, di pace, di giustizia e soprattuto di gioia. Quanto è necessaria la gioia nel mondo. Dio è capace di moltiplicare i nostri piccoli gesti di solidarietà e renderci partecipi del suo dono.

La nostra preghiera sostenga il comune impegno perché non manchi mai a nessuno il Pane del cielo che dona la vita eterna e il necessario per una vita dignitosa, e si affermi la logica della condivisione e dell’amore. La Vergine Maria ci accompagni con la sua materna intercessione.

A cura di Redazione Papaboys fonte: Il Sismografo

La chiesa oggi celebra i Santi Anna e Gioacchino, i genitori di Maria



Santi Anna e Gioacchino, genitori di Maria Santissima



I libri canonici non ci dicono nulla dei genitori della Madonna. Quello che sappiamo di S. Anna e S. Gioacchino, genitori della Vergine Maria, fu diffuso fin dal II secolo dal Protovangelo di Giacomo, di ispirazione cristiana, che anticamente si chiamava Storia della Natività di Maria. Gioacchino e Anna sarebbero stati dei pii israeliti della tribù di Giuda, discendenti dalla stirpe reale di Davide.
Nonostante avessero sempre osservata alla perfezione la legge di Mosè, dopo molti anni di matrimonio Anna e Gioacchino non avevano ancora avuto figli. Essi vivevano umiliati in seno al popolo eletto perché gli Israeliti ritenevano la sterilità come un indizio eloquente della maledizione divina. Per questa ragione, venivano  perseguitati da coloro che ritenevano inconciliabile la vera giustizia con la sterilità e così li tentavano, come già fecero gli amici con Giobbe, dicendo: "Se siete giusti, perché Dio non vi concede una discendenza?".
Così Gioacchino decise di ritirarsi nel deserto per digiunare e pregare, mentre Anna si affliggeva nel pianto, credendo ormai di essere stata abbandonata dal Signore. 
Finchè un giorno, mentre Gioacchino era al lavoro nei campi, gli apparve un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ebbe la stessa visione.
S.Anna si ricollega in tal modo alle donne sterili del popolo di Israele, da Sara fino alla sua omonima Anna, madre di Samuele. Cristo nasce così da una discendenza disperata e sterile, e ciò costituisce una speranza per la nostra vita: non potevamo avere patrona più compassionevole verso di noi, quando ci troviamo senza frutto o sorpresi da qualche fallimento. 
S. Anna diede alla luce una bambina che chiamarono Maria, che vuol dire «amata da Dio».




Il suo primo merito  di gloria perciò è di essere stata la Madre dell'Immacolata. La sua santità, come quella di Gioacchino, è fuori discussione perché la Chiesa, sia orientale che occidentale, la venera come santa. L'anima candidissima di Maria, quindi, quando nel seno di S. Anna assunse un corpo umano, possedeva già con ogni probabilità la grazia raggiunta da tutti i santi del paradiso.
Il secondo merito di gloria di S. Anna è di aver collaborato, con l'educazione di sua figlia, all'opera dello Spirito Santo per fare fruttificare i doni meravigliosi deposti da Lui nell'anima della futura Madre del Signore.  Possiamo perciò pure dire di S. Anna ciò che si dice della SS.Vergine Maria: "Benedetto è il frutto del tuo seno!". 

S. Anna è la Santa protettrice delle partorienti, delle madri e delle vedove.






Non sappiamo quando morirono i genitori della Madonna. Per parecchi secoli la loro memoria rimase nell'ombra. Il loro culto apparve anzitutto in oriente. L'imperatore Giustiniano I (+565) fece edificare a Costantinopoli una chiesa in onore di S. Anna. Nel secolo VII  la sua effigie comparve nella chiesa di Santa Maria Antiqua, il più importante e il più antico edificio cristiano del foro romano. La sua festa nel secolo XIV era estesa a quasi tutta l'Europa.
Nel 1584 papa Gregorio XIII impose a tutta la Chiesa la festa della Santa come di precetto. Dante ne descrive così il posto e l'atteggiamento in Paradiso: "Di contro a Pietro vidi seder Anna - tanto contenta di mirar sua figlia - che non muove occhi per cantare osanna" (Par. 32, 133).
Oggi la Chiesa celebra la ricorrenza dei Santi Anna e Gioacchino il 26 luglio.
Fonte:http://www.itineraricristiani.it/santi/229/Santi-Anna-e-Gioacchino.html

Messaggio del 25 luglio 2015



"Cari figli! Anche oggi con gioia sono con voi e vi invito tutti, figlioli, pregate, pregate, pregate perchè possiate comprendere l' amore che ho per voi. Il mio amore è più forte del male perciò, figlioli, avvicinatevi a Dio perchè possiate sentire la mia gioia in Dio. Senza Dio, figlioli, non avete ne futuro, ne speranza, ne salvezza, perciò lasciate il male e scegliete il bene. Io sono con voi e con voi intercedo presso Dio per i tutti vostri bisogni. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
-----------------------------------------------------------

 
Poruka, 25. srpanj 2015
„Draga djeco! S radošću sam i danas s vama i sve vas pozivam, dječice, molite, molite, molite da biste shvatili ljubav koju imam za vas. Moja ljubav je jača od zla, dječice, zato se približite Bogu da biste osjetili moju radost u Bogu. Bez Boga, dječice, nemate budućnosti, nemate nade ni spasenja, zato ostavite zlo i izaberite dobro. Ja sam s vama i s vama zagovaram pred Bogom za sve vaše potrebe. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.“

sabato 25 luglio 2015

La Parrocchia di Medjugorje intitolata a San Giacomo, protettore dei pellegrini

Il Santuario, centro del pellegrinaggio


santuario di medjugorje
santuario di medjugorje
La Parrocchia di Medjugorje venne fondata nel 1892, intitolata a San Giacomo, protettore dei pellegrini, ed affidata pastoralmente ai frati francescani della provincia dell’Erzegovina. Appartiene alla diocesi di Mostar e comprende, oltre a Medjugorje (che essendo più grande ha dato il proprio nome a tutta la parrocchia), anche i le frazioni di Bijakovici, Miletina, Vionica e Surmanci. Solo cinque anni dopo venne completata la vecchia chiesa Parrocchiale, che per l’epoca era abbastanza grande e bella. Essendo stata costruita su un terreno instabile, iniziò immediatamente a deteriorarsi con rischio di crollo e, dopo la prima Guerra mondiale, si iniziò a pensare alla costruzione di una nuova Chiesa che venne ultimata e benedetta il 19 Gennaio 1969. I costruttori senza neppure sapere il perché, ma spinti da un impulso interiore, la costruirono molto grande rispetto al numero dei parrocchiani di allora. Quando si sono verificate le apparizioni in molti hanno avuto una risposta. Dopo le apparizioni, la Chiesa è stata
gradualmente sistemata, così come lo spazio che la circonda. I resti della vecchia Chiesa sono conservati nel parco a sinistra del Santuario.
Nuove necessità apparse con l’arrivo dei pellegrini spiegano le ristrutturazioni continue della chiesa e dei suoi dintorni.

Nel piazzale si erge dal 1987 una statua bianca della Regina della Pace, realizzata dall’artista italiano Dino Felici in marmo di Carrara, diventata uno dei simboli del santuario.

I pellegrini che desiderano dedicare una parte del loro tempo alla preghiera personale e all’Adorazione al Santissimo possono farlo nella cappella dell’Adorazione, costruita nel 1991, situata nella parte sinistra guardando la chiesa. La cappella è aperta tutto il giorno e il 25 del mese anche tutta la notte ed è possibile fare l’Adorazione notturna silenziosa al Santissimo Sacramento.

La cappella è nata per offrire ai pellegrini un luogo dove adorare in silenzio Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare, ma vista la mancanza di luoghi di preghiera al santuario, vi si celebrano tutte le mattine le S. Messe per i diversi gruppi linguistici. Di fatto solo nel pomeriggio, la cappella è disponibile per la adorazione personale.

Grazie alle apparizioni della Vergine, Medjugorje è diventato un luogo di riconciliazione, che i pellegrini possono sperimentare in particolare nel sacramento della confessione. È il motivo per cui, vicino alla chiesa, sono stati realizzati 25 confessionali (costruiti nel 1990 e restaurati nel 2001) dove i fedeli, ogni giorno, hanno l'occasione d’incontrarsi con il perdono di Dio. Medjugorje è diventata famosa in tutto il mondo per il sacramento della confessione. Non a caso viene definita il “confessionale del mondo”. Preti provenienti da tutto il mondo sono ben disposti ad ascoltare confessioni per ore. L’atmosfera di Medjugorje aiuta molti pellegrini a vivere la propria conversione nell’incontro con i sacramenti e a dare una vera svolta alla propria vita di fede.

Vicino ai confessionali è stata posta nel 1998 una statua in bronzo di San Leopoldo Mandic, santo protettore dei confessori, canonizzato il 16 ottobre 1983, opera dell’artista italiano Carmelo Puzzolo.

Dal lato opposto è stato creato attorno ad una grande crocifisso in legno uno spazio per la preghiera silenziosa, dove i pellegrini possono anche accendere candele.

Uno spazio coperto, per il ristoro dei pellegrini, è stato approntato nell'anno 2000. Dietro quest’ultimo vi sono i servizi igienici.

L’altare esterno, costruito nel 1989, con oltre 5.000 posti a sedere, viene utilizzato principalmente nel periodo estivo per le celebrazioni liturgiche serali e per i grandi raduni come l’annuale Festival dei giovani.

Dietro la chiesa nell’anno 1998 è stata costruita una grande sala intitolata a Giovanni Paolo II, prima chiamata salone giallo o padiglione giallo - per gli incontri di preghiera, le testimonianza di veggenti e dei frati, celebrazioni, sante Messe, adorazioni e convegni; all’interno del salone, vi è il quadro raffigurante l’immagine della Gospa realizzato da Carmelo Puzzolo. Contiene 800 posti a sedere.

Nel Santuario durante la mattinata si celebrano le sante messe per i vari gruppi linguistici dei pellegrini.

Durante la serata, invece, si svolge il programma comunitario, molto intenso e vissuto.

La preghiera serale quotidiana ha inizio alle ore 17 (18 dal 1° maggio) con i Misteri gioiosi e dolorosi del Rosario, come momento di preparazione alla Santa Messa chiesto dalla Madonna stessa.

Questo è anche un momento in cui i fedeli si confessano, in un’atmosfera di preghiera. 

Il momento della preparazione alla messa con la preghiera è anche quello dell’apparizione: la Madonna viene, prega e benedice tutti e con la sua presenza prepara anche i fedeli alla celebrazione eucaristica. 

Alle ore 18 (19 d’estate) comincia la santa Messa internazionale (solo il vangelo si legge nelle rispettive lingue dei pellegrini, il resto in lingua croata) ed alla fine si prega in ginocchio il Credo e 7 Pater, Ave e Gloria, secondo la richiesta della Vergine di non andar via subito dopo la Messa, ma di rimanere ancora un po’ a ringraziare Gesù.

Seguono la benedizione degli oggetti, la preghiera per la guarigione dell’anima e del corpo e i Misteri gloriosi del Rosario fino alle ore 20 (21 d’estate). 

Il giovedì dopo la benedizione degli oggetti c’è un’ora di https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=3067051089236440972#editor/target=post;postID=404816529892851824adorazione eucaristica; il venerdì la venerazione della croce. 

L’adorazione eucaristica, oltre che dopo la messa del giovedì, si svolge ogni mercoledì e sabato dalle 21 (22 d’estate) alle 22 (23 d’estate).

I frati del santuario guidano il Rosario comunitario sulla Collina delle Apparizioni ogni domenica alle ore 14 (15 d’estate) e la Via crucis sul Krizevac il venerdì alla stessa ora.

Il Parroco: Fra Marinko Šakota è nato a Citluk il 12 Luglio 1968.
Ha frequentato la scuola primaria e la prima classe della scuola secondaria a Citluk; in quel periodo ha sentito la vocazione, decidendo di unirsi all'Ordine Francescano e si è quindi trasferito presso il Seminario Francescano di Visoko. Lì ha terminato la seconda classe del Ginnasio, mentre ha frequentato le altre due nel Ginnasio dei Gesuiti di Dubrovnik, dove si è anche diplomato.
Ha rivestito l'abito francescano il 15 Luglio 1987 a Humac, dove ha trascorso l'anno di Noviziato.
Dal 1988 al 1989 ha prestato servizio nell'Esercito Popolare Jugoslavo.
Ha iniziato gli studi di Filosofia e Teologia presso l'Istituto Teologico Francescano di Sarajevo (dal 1989 al 1990), li ha proseguiti a Zagabria presso l'Università dei Gesuiti (dal 1990 al 1992) e li ha terminati a Fulda (Germania) (dal 1992 al 1995), dove si è anche laureato.
Ha emesso i Voti Perpetui a Široki Brijeg nel 1993.
E' stato ordinato Diacono a Zagabria il 10 Febbraio 1996 e Sacerdote a Frohnleiten il 13 Luglio del 1996.
Il suo primo servizio è stato nel convento francescano di Innsbruck dove ha trascorso un anno come coadiutore (dal 1996 al 1997), poi è stato a Frohnleiten come assistente spirituale (dal 1997 al 1998) e come cappellano ad Augusta (dal 1998 al 2000).
E' stato cappellano a Mostar (dal 2000 al 2003) ed in seguito parroco a Gradnici (dal 2003 al 2010); dal Settembre del 2010 presta servizio a Medjugorje come cappellano.Dopo la morte dell'attuale parroco, fra Marinko è il nuovo Amministratore parrocchiale.
Fonte:http://www.messaggimedjugorje.net/santuario.html