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venerdì 19 giugno 2015

E dopo aver pregato e digiunato arriva il miracolo. Mio fratello è guarito

Lynda (scozzese) testimonia di un avvenimento notevole avvenuto nella sua famiglia. Suo fratello Patrick era schiavo dell’alcohol e del gioco:
alcol“Mio fratello era il più giovane della famiglia, mi ha detto. Crescendo era un gran bravo ragazzo: obbediente, calmo, e che sapeva divertirsi. A 18 anni è partito per l’Università per studiare medicina. E’ diventato membro di tutte le bande di giovani e dei clubs che vi si trovavano ed ha frequentato tutto quel mondo! Faceva veramente la bella vita! Beveva eccessivamente e si era anche buttato nel gioco. Dopo aver ottenuto la laurea in medicina, ha cominciato a lavorare in ospedale ma si lamentava delle sua carriera. La mia famiglia ed io stessa eravamo preoccupati del tempo che consacrava al gioco. Abbiamo cercato di parlargli, in particolare io che sono la sua unica sorella ed anche la sua madrina. Passavo molto tempo ad andarlo a trovare nel suo appartamento per aiutarlo a far ordine nelle sue finanze, a gestire i suoi soldi ed in parole povere a rimetterlo sul “giusto cammino”. Ma invano! Molto preoccupati per lui, mia madre ed io abbiamo deciso di andare a Medjugorje nell’ottobre del 2012.
EmmanuelMentre ci dirigevamo verso la tomba di Padre Slavko, mia madre mi disse: “Guarda là, è Suor Emmanuel! Vado a chiederle di pregare per Patrick”.  E così fece. Suor Emmanuel rispose a mia madre: “Per vincere una tale guerra, cosa chiede la Madonna?” E mia madre rispose: “La preghiera ed il digiuno”. Suor Emmanuel le disse allora: “Fate bene tutta la vostra parte (non la metà), pregate, pregate e digiunate per vostro figlio e Dio farà la Sua parte. Con la preghiera e con il digiuno potete ottenere tutto, dice la Madonna”. Quando mia madre mi ha ripetuto queste parole la mia reazione è stata: “Grazie a Dio, non è a me che la suora ha detto questo!”. Comunque, quando siamo tornate a casa, oltre alla preghiera per mio fratello, abbiamo cominciato a digiunare a pane e acqua per lui, i mercoledì ed i venerdì.
Poi abbiamo veramente assistito ad un miracolo. Infatti, dopo più di due anni, mio fratello è totalmente libero dai suoi legami! Ha fatto molti progressi nella sua carriera come medico, ha una buona reputazione come medico e partecipa ad un progetto che potrà farlo progredire ancora di più nella sua carriera.
Ora, non beve che raramente delle bevande alcoliche, un bicchiere ogni tanto. Fa una vita molto sana, pratica la sua fede, ed ha una meravigliosa fidanzata.
statua chiesa preghieraE’ dopo aver cominciato a pregare ed a digiunare, che abbiamo visto operarsi il miracolo. Prima, quando cercavamo di parlargli, era come sbattere la testa contro un muro. Il digiuno ha avuto il potere di rompere qualcosa in lui che né la mia famiglia, né io avevamo potuto realizzare con la parola e la preghiera. Ci voleva anche il digiuno. Pur essendo cresciuto in una famiglia piena di amore e di fede a mio fratello ci voleva qualcosa di più per salvarlo ed era la potenza della preghiera accompagnata dal digiuno”.
La testimonianza di Lynda parla al cuore di molta gente, poiché il tasso delle dipendenze aumenta terribilmente oggigiorno. Alcohol, droghe di tutti i tipi, pratiche sessuali deviate, gioco, ecc. stanno distruggendo tante famiglie! Se qualcuno non è proprio convinto della forza del digiuno legato alla preghiera, come ne parla Gesù nel Vangelo, o come ne parla Maria nei suoi messaggi, faccia una prova! Non ha niente da perdere, al contrario tutto da guadagnare.
Fonte:http://blog.studenti.it/biscobreak/2015/06/les-enfants-de-medjugorje-30/

martedì 16 giugno 2015

Perchè queste apparizioni quotidiane a Medjugorje - Padre Slavko

Questa è una lunghissima storia, è un fenomeno mondiale. Abbiamo lasciato fare tutti gli esperimenti per assicurarci, per vedere che cosa succede e adesso si può dire che la medicina, la psicologia, la patologia, non hanno più niente da dire. Adesso è rimasta solo la teologia, la pastorale, la spiritualità, la mistica, per vedere, per continuare a ricercare tutto quello che succede qua. Che cosa vuole la Madonna in tanti mesi di apparizioni? La pace. La Madonna ha affidato la pace nelle nostre mani, ne siamo responsabili. Così mostra una grande confidenza in noi, pregandoci di aiutarla a portare la pace in questo mondo.

La Madonna come Madre ci invita ad aiutarla a portare la pace nel mondo: come si fa? Ha detto molto semplicemente: « Pregate e digiunate ».

Pregare ogni giorno il Credo significa deciderci per Dio: ti dò la mia vita oggi, in ogni momento, in ogni difficoltà, nella sofferenza, nel lavoro, nello studio; so a chi appartengo. Questo è il Credo. La Madonna vuole che noi preghiamo ogni giorno, perché ogni giorno sia un impulso, un cammino verso il Signore.

La Madonna come Madre vuole essere con noi e può esserlo solo se noi Le dedichiamo tempo, meditando la sua vita e avvicinandoci con la nostra vita alla sua vita.

Ho parlato in questi giorni in Irlanda con un Vescovo. Mi ha detto: « Ho sentito parlare di Medjugorje, dei messaggi, ma una cosa mi disturba un po': queste apparizioni quotidiane. Perché? ».

Io ho risposto: « La Madonna sa l'ultima risposta del perché ogni giorno. Ma io posso dire la mia opinione. La Madonna è Madre e vuole essere ogni giorno in ogni famiglia come la madre, non solo alla domenica quando si va a Messa. Vuole essere ogni giorno e può esserlo solo se noi prendiamo il tempo per il Rosario ». Tutto questo deve essere per noi un mezzo per cambiare la vita, ogni giorno approfondendola di nuovo nella fede, nell'amore, nella pace, nella riconciliazione.

Io sono sicuro che ognuno di voi che ha cominciato a pregare ha delle difficoltà con la preghiera: è distratto e altre cose. Ma non fa niente. Non abbiate paura davanti a queste difficoltà, andate avanti. Per quanto riguarda il digiuno, ha detto: due giorni alla settimana a pane ed acqua, come ideale.

Il digiuno serve sicuramente alla preghiera. Si prega meglio quando si digiuna e si digiuna più facilmente quando si prega.

Il digiuno aiuta anche la fede: si sente meglio la parola del Signore. Digiunare significa uscire da noi stessi; dalla casa rotta del proprio cuore per sentire il Signore. Il digiuno ci purifica e la fede viene anche dall'ascoltare; così siamo più pronti ad ascoltare la Parola e la Parola, in un cuore libero dal materialismo, dall'egoismo, può più facilmente diventare attiva, cambiare la nostra vita.

Il digiuno aiuta anche l'amore, perché digiunando si diventa un po' più trasparenti, si sente più facilmente l'altro, il prossimo, si vede più facilmente che abbiamo abbastanza, dobbiamo proprio pensare di più agli altri. Quando digiunate, il primo criterio per sapere se digiunate bene o no, è se sentite che la preghiera si approfondisce, se pregate più facilmente, se sentite più facilmente il dolore quando avete fatto qualche cosa contro qualcuno. Questo significa che diventiamo più sensibili e solo così si può andare verso la pace.

I messaggi del giovedì ci aiutano ad approfondire i messaggi della pace, della conversione, della fede, della preghiera.

La Madonna ha chiesto di nuovo tre settimane fa di ringraziare, di imparare a ringraziare anche per le più piccole cose. Questa è l'altra parola per la pace. Quando io dico grazie? Quando dovrei dire grazie? Chi può dire grazie? Uno che vede l'altro, uno che riconosce l'altro, uno che è umile. Si legge nel Magnificat che la Madonna ringraziava.

Non dire grazie, non essere grato, non avere gratitudine nel cuore: questo è il più grande ateismo.

Pensate alla storia di Adamo ed Eva: hanno ricevuto tutto dal Signore, ma in un momento hanno dimenticato, sono diventati proprio ciechi per quello che il Signore aveva dato; avevano bisogno del peccato, dovevano fare il peccato sperando di ricevere ancora altre cose. Sono diventati ciechi. Questo è l'ateismo più profondo. Chi può dare tutto ad un egoista? Quando deve dire grazie un egoista? Se gli fosse dato tutto il mondo, non sarebbe abbastanza. Quando un superbo può dire grazie? Se si fa tutto per lui non sarà abbastanza. Chi è umile vede gli altri, vede le più piccole cose, comincia a ringraziare. Se si fa così viene la pace nelle famiglie, viene la pace nel mondo. Io vi dico che per poter ringraziare, come domanda la Madonna, si deve pregare, ci si deve confessare, si deve digiunare.

Allora: poter vedere per poter ringraziare.

Quando ricevete questi messaggi del giovedì, provate sempre ad approfondirli, a vedere il collegamento con gli altri messaggi, perché c'è sempre una ragione perché la Madonna dà i messaggi.

In questi giorni sapete che ha detto che vuole guidarci, che vuole che noi siamo pieni di pace, di gioia, di conversione: come un nuovo vestito.

Questa è ancora un'altra parola per la pace: avere un nuovo vestito di bontà, di amore.

Quando la Madonna dice: un vestito nuovo di amore, di pace, dobbiamo pensare ai vestiti che sono stati rotti per il peccato. È il peccato che rompe sempre una persona, una comunità, una Chiesa. Il peccato rompe sempre e il vestito nuovo è l'amore, è la pace. Nell'ultimo messaggio ci ha invitati tutti ad essere attivi nella Chiesa, a portare i propri fiori alla Chiesa, a Gesù, e ha detto che siano tutti contenti. Quando la Madonna dice che dobbiamo essere attivi, questo significa che possiamo essere attivi. La Madonna sa a chi parla, cioè non c'è nessuno, anche malato che può dire: « Che cosa posso fare? ».

Pensate al paragone di S. Paolo sul corpo e la Chiesa: l'occhio non può dire alla testa « non ho bisogno di te » o la testa non può dire alla gamba « non ho bisogno di te ». Tutti noi abbiamo tanti carismi, abbiamo ricevuto tante grazie e possiamo servire la Chiesa e Gesù.

E quando io mi vedo positivamente, quando riconosco che ho ricevuto molto, mi sento anche responsabile per andare avanti. Là Madonna vuole questo.

Tutta la logica di queste apparizioni si può ripetere in una parola che la Madonna ha detto forse due mesi fa a Marija.

Marija ha domandato durante un'apparizione: « Madonna hai qualche cosa di concreto per me? ». La risposta è stata: « Sì. Io ti do il mio amore perché tu lo dia agli altri ». Questa è la logica: « Io ti do il mio amore, la mia pace, la riconciliazione, tutto, tutte le grazie, perché tu le dia agli altri ». Se restiamo in questi giorni, in questo tempo senza pace, senza amore, senza riconciliazione, questo significa che non abbiamo aperto le nostre mani.


(P. Slavko Barbaric - 2 novembre 1985)
Fonte : http://wap.medjugorje.ws/it/articles/red-book/38

sabato 13 giugno 2015

Mario Adinolfi: Medjugorje non è un luogo pericoloso, i luoghi pericolosi sono altri

di Mario Adinolfi

Sui “veggenti” stiamo con il Papa, ma l’attacco è alla fede e alla Chiesa

Mi sono ritrovato più di una volta negli ultimi giorni a discutere della “questione dei veggenti” negli studi televisivi. Sullo sfondo una grande foto di Papa Francesco, con il suo monito piuttosto netto sul tema; nei servizi e tra gli ospiti storie di “apparizioni” che spesso hanno a che fare con Maria. Il talk show classico prova a raccontare una Chiesa ufficiale “molto prudente” e fenomeni popolari piuttosto accesi, con scienziati convocati alla bisogna che provano a ventilare l’ipotesi di reato di “abuso della credulità popolare”. Sono stato interrogato, è stata chiesta la mia opinione, io ho risposto. Voglio darvi conto della mia risposta perché credo che i lettori de La Croce siano interessati al tema.
Punto primo. Questo giornale, lo abbiamo dichiarato fin dal primo numero il 13 gennaio scorso, è con Papa Francesco aprioristicamente. Non abbiamo mai avuto la tentazione di altri, quella di insegnare al Papa come fare il Papa. Meno che mai ci sogneremmo di sostenere che sbaglia, anche quando non parla ex cathedra. Dunque, se ha ritenuto di dover dire una cosa ovvia ma importante, come quella secondo cui la fede si fonda su Gesù e non sui messaggi a orologeria dei veggenti, noi non possiamo che riportare e sottolineare. Chiaro, la fede si fonda su Gesù, chiaramente la nostra fede è riposta in Lui. In televisione però mentre si cerca di fare a pezzi qualsiasi ipotesi di apparizione mariana, spiegandola con la “suggestione”, io ho avvertito una sensazione piuttosto fastidiosa. Che oggetto della delegittimazione di fenomeni che radunano molte persone in diversi luoghi europei non siano le apparizioni mariane, bensì l’idea stessa di fede. Quelle vengono infatti bollate come esperienze “scientificamente non provabili”, rivolte “a un popolo ignorante”, che si vorrebbe in qualche modo circuire. Uhm.
Mi è capitato di rispondere agli augusti scienziati, fisici, medici che mi guardavano con aria stupefatta che io sono nato il 15 agosto, giorno in cui si celebra l’assunzione in cielo di Maria non solo in spirito, ma anche in corpo; ho aggiunto poi che credo a un Tizio che trasformava l’acqua in vino, donava la vista ai ciechi, raddrizzava gli storpi, resuscitava morti e invece di fare jogging si faceva belle camminate sul lago di Tiberiade da cui ritornava affamato e, soprattutto, dovendo parlare a folle di migliaia di persone affamate anch’esse a cui provvedeva con cinque pani e due pesci, a un Tizio nato da una vergine che vergine era prima, durante e dopo il parto, a un Tizio che è risorto dai morti dopo tre giorio. Tre giorni dopo che, mentre era appeso su una croce, qualcuno che credeva solo a ciò che vedeva e toccava lo insolentisse con parole così: “Se sei davvero il Figlio di Dio come dici, scendi dalla croce. Vediamo ora se Elia viene a salvarti”. Sembravano scienziati da talk show.
Quel che voglio dire è che io non so quel che avviene davvero a Medjugorie o altrove, non sono prete e non voglio essere Papa, sono l’ultimo dei peccatori che si rimette alla Chiesa e alle sue determinazioni. Ma quando sento qualcuno dileggiare in televisione anche la meno certa delle apparizioni mariane mettendola sul piano della assenza di prove scientifiche, ecco, io sento aleggiare uno spirito maligno. Sento che a essere messa in discussione non è la singola apparizione, ma la sostanza stessa della nostra fede, che prevede che il sovrannaturale faccia irruzione nelle nostre vite, con logiche non misurabili dai parametri scientifici.
La Comunione dei Santi è composta da persone che hanno ottenuto miracoli presso nostro Signore, San Giovanni Paolo II ha intercesso per la guarigione medicalmente inspiegabile di molte persone, per arrivare a casi recentissimi e non volendo disturbare il sovrannaturale di cui è intrisa l’esperienza umana di Nostro Signore. Attenzione, dunque, a quelli che irridono la fede dei semplici sfoggiando lauree e titoli scientifici. La fede semplice, popolare, qualche volta immediata, è preziosa. Luoghi come Medjugorie saranno analizzati dovutamente dalle apposite commissioni. Io, ultimo dei peccatori, mi trovo semplicemente a dire che un luogo che ha provocato decine di migliaia di conversioni, che ha ascoltato milioni di persone in preghiera, è un luogo dove Gesù attraverso Maria c’è. La Regina della Pace lo conduce a noi, anche se non fossero vere le visioni di chi dice di ricevere i suoi messaggi. I luoghi dove tante persone si radunano in preghiera e si avvicinano a un percorso di fede che cambia le loro vite, sono luoghi che io non vedo come pericolosi. I luoghi pericolosi sono altri, magari gli studi di un talk show televisivo, dove qualche volta accanto a un semplice che dice di aver visto Maria e di averle parlato, il sinedrio di scribi e farisei pretende di fargli la morale. Gliela faccia chi è titolato a fargliela, la Chiesa in primis, che parla per bocca di Papa Francesco. Gli increduli, però, si tengano la loro complessiva incredulità, la loro ostilità verso la fede in sé, verso cui pure ostentano un falso rispetto.
Io resto convinto che l’essenziale sia invisibile agli occhi e che la Rivelazione è un miracolo illeggibile dagli scientifici parametri umani. La differenza tra noi e il mondo è questa: noi crediamo, loro no. E l’attacco irridente alla nostra fede in Gesù è costante e assume molte forme, si sostanzia di fatto in un attacco alla Chiesa, obiettivo ultimo di queste campagne.
13/06/2015
Fonte:http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2015/06/13/chiesa/sui-veggenti-stiamo-con-il-papa-ma-lattacco-e-alla-fede-e-alla-chiesa

venerdì 12 giugno 2015

Ecco i mezzi che dobbiamo usare per sconfiggere satana: calma , preghiera, penitenza, confessione...

Resistenza a satana
Mezzi.
Nella lotta corporale si adoperano mezzi materiali: la spada, il fucile, ecc. Nella lotta contro il demonio non valgono le armi materiali. È necessario ricorrere a mezzi spirituali. Tali sono la preghiera e la penitenza.
La calma.
Nelle tentazioni impure la prima cosa da farsi è il mantenere la perfetta calma di mente. Il demonio cerca di portare il turbamento per far cadere più facilmente. Bisogna mantenersi nella serenità, pensando che finché la volontà è contraria alla tentazione, non si commette peccato; giova pensare pure che il demonio è come un cane attaccato alla catena, il quale può abbaiare ma non mordere.
Il fermarsi a contemplare la tentazione o preoccuparsi, non fa altro che rendere peggiore la situazione. Distrarsi subito, occuparsi di qualche cosa, cantare qualche lode sacra. Questo mezzo d'ordinario è sufficiente a smorzare la tentazione e mettere in fuga il demonio.

La preghiera.
  Con l'invocazione dell'aiuto di Dio aumenta la forza della volontà e facilmente si resiste al demonio.
Suggerisco qualche invocazione: Dallo spirito di fornicazione, liberami, o Signore! - Dalle insidie del diavolo, liberami, o Signore! - O Gesù, mi chiudo nel tuo Cuore! Maria Santissima, mi metto sotto il tuo manto! Angelo mio Custode, aiutami nella lotta!
L'Acqua Benedetta è mezzo potente per mettere in fuga il demonio. Perciò nella tentazione è utile fare il segno della croce con l'Acqua Benedetta.
Le pie riflessioni giovano a certe anime per superare la mala tentazione: Dio mi vede! Potrò morire subito! Questo mio corpo andrà a marcire sotto terra! Questo peccato, se lo faccio, apparirà al Giudizio Universale davanti a tutta la umanità!

La penitenza.
Alle volte non basta la sola preghiera; ci vuole altro e cioè la mortificazione o penitenza.
- Se non farete penitenza, dice Gesù, vi dannerete tutti! - Penitenza significa imporsi dei sacrifici, delle rinunzie volontarie, soffrire qualche cosa, per tenere a freno le passioni corporali.
Il demonio impuro fugge davanti alla penitenza. Perciò chi è fortemente tentato, faccia qualche penitenza speciale. Non si creda che la penitenza accorci la vita o guasti la salute; invece è il vizio impuro che logora l'organismo. I Santi più penitenti sono vissuti più a lungo. I vantaggi della penitenza sono diversi: l'anima resta inondata di gioia pura, sconta i peccati, attira gli sguardi misericordiosi di Dio e mette in fuga il demonio.
Può sembrare un'esagerazione darsi alla dura penitenza; ma per certe anime è un assoluto bisogno.
- È meglio, dice Gesù, andare in Paradiso con un occhio, con una mano, con un solo piede, cioè sottoporsi a grandi sacrifici, anziché andare all'inferno con tutti e due gli occhi, con le due mani ed i due piedi. -

Una tentazione.
A proposito di tentazione e di penitenza riporto un esempio di Santa Gemma Galgani. Ecco la narrazione da lei stessa fatta: Una notte mi sentii presa da una forte tentazione. Uscii di camera e andai dove nessuno potesse vedermi o sentirmi; presi la corda, che ogni giorno porto sino a mezzogiorno; la riempii tutta di chiodi e poi me la legai tanto strettamente ai fianchi, che alcuni chiodi mi entrarono nella carne. Il dolore fu così forte, che non potei resistere e caddi a terra. Trascorso un po' di tempo, mi apparve Gesù. Oh, com'era contento Gesù! Mi sollevò da terra, mi allentò la corda, però me la lasciò ... Poi gli dissi: Gesù mio, dove eri tu, quando mi sentivo tentata in quel modo? - E Gesù rispose: Figlia mia, ero con te, e molto vicino. - Ma dove? - Nel tuo cuore! - Oh, Gesù mio, se tu fossi stato con me, non avrei avuto simili tentazioni! Chi sa, Dio mio, quanto ti avrò offeso? - Forse tu ne avevi piacere? - Dolore immenso invece ne avevo. - Consolati, figlia mia, non mi hai offeso per niente! - L'esempio dei Santi sia di sprone a tutti a fare penitenza.
La Confessione.
Se grande è la strage che mena Satana nel campo della purezza, non è molto inferiore quella che compie nel far profanare il Sacramento della misericordia di Dio, cioè la Confessione. Sa il demonio che, commesso un grave peccato, non resta altra strada di salvezza che la Confessione. Perciò si affatica affinché l'anima peccatrice non vada a confessarsi, oppure affinché nella Confessione taccia qualche peccato mortale, oppure affinché, pur confessandosi, non abbia il vero dolore, unito al proponimento di fuggire le occasioni gravi di peccato. 

 
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/inferno//32-resistenza.php

giovedì 11 giugno 2015

Al bano: "La fede è indispensabile! Dio c’è, lo devi trovare.Il santuario di Medjugorje mi ha colpito..." - INTERVISTA


“Il santuario di Medjugorje mi ha colpito per la sua semplicità e rudezza: sono salito lungo un sentiero irto, ma è anche questo il bello del cammino della fede"
 
 
 La sua forte fede cattolica è cosa nota, una fede che si è fatta ancora più solida dopo la scomparsa della figlia Yasmine a New Orleans, eppure Al Bano Carrisi non riesce proprio a mandar giù il fatto di non essersi potuto esibire a Lourdes perché divorziato.
 

 

In una lunga intervista per il settimanale Top, il cantante di Cellino San Marco ha descritto le fasi della sua fede, ammettendo la delusione per essere stato respinto da Lourdes: “Quando si parla di fede io parlo sempre di due fasi: la prima, in cui ti viene imposta dai tuoi genitori, e una seconda. Quando ho cominciato a viaggiare, mi sono accorto che esistevano tante religioni, anche se Dio è uno solo, e ho cominciato a provare interesse per queste. Poi è arrivata la lunga notte burrascosa: negli anni ’90 il mio sembrava un rosario di disgrazie. Incominciò a vacillare anche la mia fede, anche se col senno di poi, so che iniziavo a riscoprirla. Mi ero messo contro Dio, mi chiedevo: “Perché tutto questo a me? Perché perdere tutto ciò in cui avevo creduto e per cui avevo speso la mia esistenza?”. Ora però ho recuperato la mia fede”.
 

 
 
Intervista: "La Stampa"
Al Bano, la mia vita tra demoni e santi
La visita da Padre Pio, i concerti per il Papa, il dolore per Ylenia: il cantante racconta la sua fede

Al Bano racconta la sua vita guardandola attraverso la lente della fede e del rapporto con Dio. Arriva in libreria «Io ci credo. Perché con la fede non mi sono arreso mai»

 




Dio non lo tocco, non l’ho mai visto, però ci parlo. Dio è quel sole che sta su di noi, che mi sta illuminando anche in questo momento. Dio è tutto, lo scorgo nel miracolo quotidiano delle 24 ore che cambiano, col vento che c’è o che non c’è o col temporale che arriva, o con il sole che rinasce. È una forza incredibile che tu avverti tangibilmente, la «tocchi» anche se non in senso materiale. Dio c’è, lo devi trovare. Devi lasciarti raggiungere da Lui.

Buone azioni
Ho imparato a fare ogni giorno qualcosa, anche una piccola cosa, che non serva solo a me stesso, ma serva agli altri. Se non faccio almeno una cosa buona ogni giorno, non mi sento in pace. Mi arrivano le telefonate delle suore della Caritas che mi chiedono di accogliere nella mia tenuta qualche nuova lavorante immigrata. Ecco, se non sono riuscito a fare qualcosa, a dire di sì a una richiesta, se non ho fatto almeno una buona azione ogni giorno, non riesco ad andare a letto in pace con me stesso.

Padre Pio
Era il novembre 1955, mi ci portarono le zie. Ho ancora chiara la strana sensazione che provai. C’era un odore forte e soave al tempo stesso. Un misto di incenso e di profumo di viole. Era il profumo di cui tutti parlavano.

Giovanni XXIII
Quando stavo a Milano una domenica andai a Sotto il Monte, il paese di Giovanni XXIII. Mi piacque molto l’idea che anche lui fosse figlio di contadini e che contadini fossero i suoi fratelli. Incontrai uno di loro, Saverio. Constatare quanto fossero umili le origini del Pontefice mi diede forza e speranza. La Chiesa cattolica ha sempre avuto questa grandezza: anche il figlio della famiglia più umile può diventare Papa.

Papa Wojtyla

Ho cantato per lui sette volte, ho partecipato alla messa celebrata nella sua cappella privata. Papa Wojtyla aveva due tipi di sguardo. Quello sorridente e bonario, che faceva cadere paure e soggezioni che potevi avere davanti a lui. Ma anche un altro sguardo, che ti faceva l’endoscopia dell’anima. Anche se i miei ricordi di quella volta che mi confessai da Padre Pio sono ormai sbiaditissimi, credo che la profondità dello sguardo fosse la stessa.

Romina e la divinità indiana
La mia ex moglie condivideva la mia visione religiosa della vita, anche questo ci aveva molto accomunati. Poi lei si è avvicinata al buddhismo. Un giorno spostò un’immagine della Madonna, che avevamo in giardino, per metterci quella di Ganesha, la divinità con la testa di elefante. Mi sono ribellato: era l’immagine della Vergine che avevamo messo insieme nella nostra casa. Ho detto: «C’è tanto spazio, proprio lì la dovevi sistemare?». Mi ha guardato in silenzio, come se io non capissi. Io soffrivo, soffrivo perché non condividevamo più la stessa fede.

La morte di Ylenia

Il mondo mi è crollato addosso. Mi sembrava di vivere in una tragedia greca, era come se le divinità del cielo avessero deciso che fino a quel momento ero stato troppo felice. Così sono entrato in crisi e ho sepolto la fede sotto una spessa coltre di cenere. Ho cominciato a vivere con disattenzione, inveivo contro il Cielo. Sono uscito dal tunnel quando mi sono reso conto che senza il dialogo con Dio vivevo peggio. Ho capito che avevo imboccato una strada senza uscita, fatta di cattiveria. Ero diventato cattivo con me stesso e con gli altri.

Il diavolo
Lo sento, lo avverto. E capisco che l’unica maniera per sconfiggerlo è la preghiera. Quando percepisco questa presenza, ho una reazione semplice, legata alla mia cultura. Prego e mi copro di croci. Faccio il segno della croce e più ne faccio, più percepisco che quella presenza si allontana. La croce è sempre stata una specie di arma segreta. Quando Ylenia e Romina hanno cominciato a prendere certe strade, la mia fede mi faceva considerare la presenza del male. Perché il diavolo si accanisce sempre contro i più deboli.


Mi torna spesso l’immagine di mio padre seduto ad ascoltare Radio Maria. Diceva: «Ascoltare Radio Maria mi fa stare bene. Da quando la ascolto è come se avessi recuperato una vista che prima non avevo». Questa radio è davvero un fenomeno da studiare: non trasmette pubblicità, ma solo preghiere, messe, meditazioni, conferenze di carattere religioso. Fa compagnia a tantissime persone sole.

La malattia

Sono stato operato di cancro alla prostata. Ho coniato un motto: voglio essere io un problema per i problemi. Siccome i problemi non li devo invitare né li devo inventare, sono già lì a portata di mano e ti aggrediscono ogni giorno, allora voglio diventare agguerrito contro di loro, non scoraggiarmi, affrontarli. Senza azzardi, ma senza farmi prendere dal vittimismo. Un atteggiamento che detesto: ho visto molta gente rovinarsi con le proprie mani per vittimismo.

I precetti della Chiesa
Ho sofferto molto per lo schiaffo che ho ricevuto dopo il divorzio. Mi hanno vietato di incontrare il Papa, di fare la comunione, di fare il padrino di battesimo per il figlio di un mio amico. Se qualcuno ha avuto un incidente di percorso, deve essere aiutato, accolto, sostenuto. Il Vangelo è basato sul perdono, sull’amore. Non dovrebbero farmi sentire un estraneo. Ma il bilancio del mio rapporto con la Chiesa è positivo: meno male che i preti, i religiosi e le religiose ci sono, che ogni giorno lavorano per aiutare gli altri.

L’aldilà

Credo che la vita non finisca con la morte, che ci sia un Aldilà, che Qualcuno ci attenda. Ci credo perché sono nato in una famiglia legata alla terra, che mi ha educato a guardare al Cielo. Ci credo perché ancora oggi vedo che cos’è la fede riflessa negli occhi di mia madre. E perché nella bellezza della natura come nell’amore di un figlio riconosco la scintilla di un amore più grande.

 

 






mercoledì 10 giugno 2015

Non possiamo riconoscere una mamma, se non vogliamo sentire cosa dice.

Padre SLAVKO: Nei tempi dichiarati “mariani” Maria viene ad educarci come può fare una mamma. - Eco di Medjugorje nr.89

Le nostre costruzioni e false attese ci impediscono di riconoscerla

(Della lunga intervista che Alberto Bonifacio ha fatto a P. Slavko, reduce dal ritiro di Triuggio, il 3 dicembre 91, riportiamo l'essenziale delle sue risposte, come sempre chiare e persuasive.)

Alberto: Tu che sei il testimone più autorevole, perchè sei arrivato a Medjugorje sei mesi dopo la prima apparizione e vi sei sempre rimasto, sei in grado di dirci che cosa significano questi messaggi di Maria?
Slavko: Mi vengono in mente tutte le obiezioni, le difficoltà e i pregiudizi della gente che chiede: perchè appare così a lungo? Perchè i messaggi sono così semplici e ripetono sempre le stesse cose? Non abbiamo già la Chiesa, la Bibbia, i Sacramenti? Allora a che servono questi messaggi?... io non pretendo di difendere la Madonna, non ne sarei in grado e poi Lei non ne ha bisogno. Ma come sacerdote mi sembrano proprio le parole di una madre che vuoi accompagnare la nostra vita con le sue raccomandazioni... Ricordo che il Papa alla fine dell'anno mariano aveva detto: ora entriamo nei tempi mariani. Ecco, in questi tempi che sono suoi, la Madonna ci segue con la sua parola semplice, ci dà continui avvisi educativi e raccomandazioni. Quando dico “semplici” voglio dire come parla una madre. Se una madre cominciasse a fare filosofia con i propri bambini, non farebbe educazione... Immaginiamo poi quante parole dice una madre che è sempre a fianco del suo bambino per anni e anni: sempre ripete le stesse cose, anche le più banali: “Ti voglio bene, ascoltami, lavati, stà attento, parla così ecc.” Ma se un bambino non le avesse sentite, non sarebbe capace di vivere.
Così in questi tempi complicati, sofisticati, tutti pieni di ideologie, di tensioni anche nella Chiesa — cose buone sì, ma anche qualche confusione — la Madonna è qui e sta educando nella semplicità; e molti ritrovano la Chiesa, la Bibbia, i Sacramenti. Ecco, in questi tempi mariani, di evangelizzazione 2000, questa voce semplice e forte, persistente, aiuta molto. Io non posso dire cosa sarebbe il mondo senza queste apparizioni, ma posso dire cosa sarebbe la mia vita senza di esse. Ora, dopo 10 anni 5 mesi e 8 giorni, non vorrei non aver conosciuto tutto questo.
A. Evidentemente per educare i figli occorre molto tempo: ecco il perché della lunghezza delle apparizioni. Ma quando io vado a Medjugorje mi sembra di andare alla mia casa dove mamma aspetta...
S. Mi sono trovato in Germania ad ascoltare una relazione sui frutti di Medjugorje. Mi sono arrabbiato con tutti quelli che vogliono i frutti. Quali frutti? Quelli che vogliono loro. Ognuno, invece di convertirsi e di cambiare le proprie idee di fronte a quello che sta accadendo, vuole i frutti che piacciono a lui... Anche Gesù con tutta umiltà e amore ha dato tanti argomenti alla gente per credere, ha fatto miracoli e alla fine ha dato la sua vita! Eppure molti non hanno visto, non hanno voluto credere. Volevano da Lui cose diverse, dei frutti secondo la loro immaginazione; e non hanno creduto che fosse il Messia, perchè non hanno trovato quello che loro volevano. Io dico: per vedere i frutti bisogna cambiare occhiali, allora vedremo anche l'albero.
Quando uno pone il problema del protrarsi delle apparizioni, delle ripetizioni dei messaggi, mi disturba, perchè non gli bastano conversioni, guarigioni... Se pone quei problemi come scuse per non accettare, non voglio convincerlo per forza. Ricordiamo che molti, volendo un Messia come loro desideravano, non hanno potuto riconoscere Gesù e salvarsi. Per questo Gesù piange su Gerusalemme dicendo: “Non hai riconosciuto il tempo della mia visita”. Allora io sono triste a causa di tutte queste nostre costruzioni e attese: quello che abbiamo costruito con tante regole e prescrizioni (anche con buona volontà e nell'ambito della Chiesa) sono impedimenti per riconoscere questa presenza di dieci anni.
Mons. Franic', riferendosi alle conclusioni della commissione del 10 aprile sulla non—soprannaturalità, dice: ‘Cosa vogliono ancora di più? Io ripeto che sono le concezioni della nostra testa che ci impediscono di credere alla Madonna. Io non so chi ispira il Papa quando parla dell'avvento di questi tempi mariani, ma la Madonna intanto ci sta e viene tutti i giorni e ci parla perchè sono i suoi tempi'.
A. Ma che cosa vogliono che venga approvato? Nei messaggi è contenuto tutto il Vangelo e l'insegnamento della Chiesa...
S. C'è chi dice: bada prima a chi ti parla e poi ascolta ciò che ti dice; ma anche: sta' attento cosa ti dice e puoi vedere chi è. Possono essere veri tutti e due, ma spesso non possiamo riconoscere chi parla, se non vogliamo sentire cosa dice. Ecco, per conoscere una mamma bisogna veramente guardare a quello che ti dice, poi la riconosci. Se fai nell'altro modo ti blocchi. Ecco allora la semplicità, la ripetizione. Se accetti messaggi senza problemi, riconosci la madre. Ma non riconosco colei che parla quando non voglio accettare quello che si trova nei messaggi e che è già tutto riconosciuto dalla Chiesa. Nella semplicità questi messaggi si riconoscono: preghiera, amore, Bibbia, Sacramenti... A. Studiando i messaggi, trovo che quando la Madonna parla anche dello stesso argomento, usa modi e sfumature diverse.
S. Ma anche se non fosse così, si scopre in essi una profondita incredibile, una saggezza che è solo di una Madre... Ma non bisogna leggere i messaggi come qualsiasi altra lettura, per poi dire: io li conosco, ma leggerli nel ritmo come la Madonna li dà, p.es. uno alla settimana... Io dopo qualche giorno mi vergogno delle spiegazioni improvvisate che do appena uscito il messaggio: vi trovo in seguito altre cose ben più profonde. Bisogna provare anche a viverli, allora li scopriamo.
  
Il Card. Kuharic' invoca la Regina della Pace! Tempo di riflessione per Medjugorje
A. Com‘è la situazione con l‘episcopato?
S. Nulla è mutato dopo la dichiarazione del 10 aprile, in cui la Commissione promette che proseguirà le ricerche, ma intanto no può dire sì totalmente al carattere soprannaturale delle apparizioni. Non possono dire “Ci consta della loro non—soprannaturalità”: sarebbe una negazione assoluta. Ma non possono dire neanche “Ci consta della soprannaturalità”. Allora si sta nella via di mezzo: “Non ci consta (ancora) della soprannaturalità”. Ratzinger ha confermato.., Il 17 giugno è venuta la Commissione pastorale, che doveva aiutarci a organizzare la pastorale e vedere cosa fanno i francescani... C'è stato una lunga discussione. Dovevano trovarsi il 27 giugno a Zagabria per una possibile dichiarazione, ma è venuta la guerra e non se ne è fatto nulla. Sono venuti qui ancora verso la fine di novembre. Sappiamo che il nostro Vescovo non ha cambiato parere.
Ma il Cardinale Kuharic in una lettera a tutti i cristiani della Croazia risponde a tutti i pellegrini che gli hanno scritto sulla loro conversione a Medjugorje.. e perchè la Chiesa croata non si consacra alla Regina della Pace, ecc... Egli risponde naturalmente che devono ancora continuare le ricerche, ma poi alla fine propone una preghiera di consacrazione da fare tutti i giorni, sia individualmente, sia nei gruppi e nella Chiesa e in quella nomina espressamente anche la Regina della Pace. Io non vorrei trarre conclusioni più grandi, anche perchè so che lui è in linea con tutti i Vescovi, ma in questa preghiera è significativo che lui, tra tanti titoli possibili, invochi proprio la Regina della Pace. Mi sembra che abbia aperto una porta.
A. E la situazione a Medjugorje?
S. E' tranquilla e tesa... Non ci sono più pellegrini, ma alla sera la Chiesa si riempe. E abbiamo scoperto che questo tempo è tempo di riflessione e di approfondimento per tutti noi: francescani, veggenti e parrocchia, scoprendo anche quello che la Madonna non voleva: arricchimento, commercio, turismo... Lei ci voleva bene e sapeva quello che doveva venire. Quando Lei ha detto in gennaio di “non tradire la sua presenza qui”, chi poteva immaginare una situazione come questa, in cui sia quelli che sono qui, sia quelli che non possono venire, devono continuare a essere fedeli? Quando ritorneranno i pellegrini sarà per noi primavera (cioè la tensione e la paura saranno passate).
Certo ci sono provocazioni... se la guerra venisse in Bosnia—Erzegovina sarebbe un macello con le varie razze. Questa non è una guerra nel senso classico, ma piuttosto vandalismo bestiale. Un poeta montenegrino ha detto: “quando potrò mi ininocchierò davanti alle mura di Dubrovnik e chiederò perdono ‘... Ma quante preghiere, novene per la pace si sono fatte? In nessuna guerra si è mai pregato come per questa.
A. Perchè si dice che questa guerra è una prova di autenticità per le apparizioni stesse?
S. Potrebbe essere anche una contro—prova per alcuni. Ma se uno ti dice dieci anni prima: prega e digiuna per potere evitare la guerra, e la guerra viene, sicuramente è un profeta. E lei è Regina dei Profeti. Ha detto pace, ma se veniva la conversione, la preghiera, il digiuno. Nessuno immaginava che dopo il crollo del comunismo sarebbe venuta la guerra, eppure dieci anni prima Lei lo sapeva... E' un argomento di autenticità. Ma come mai viene la Madonna e c'è la guerra? Il Signore ci dà una Regina della Pace così debole?... E il Messia sulla croce, abbandonato, rimasto solo con Maria e Giovanni? Allora Dio forte permette tutte queste cose per far sorgere qualcosa di nuuovo, non è per distruggere il popolo croato, ma per farci capire tante cose. Riceviamo questa lezione non con la paura, ma con responsabilità, con amore... “Pregate per poter raggiungere l'amore completo” cosa vuoi di più? Questo messaggio riassume tutto. A. Tu dicevi di gruppi che si dànno da fare con la preghiera e con aiuti concreti, Pensavi al momento della ricostruzione, ai gemellaggio di qualche parrocchia con una croata che è stata distrutta.
S. Questo è un modo concreto. (...) Sono colpito dalla generosità degli italiani, porto soldi da parte di gruppi, ma sarebbe bello che avessero contatti personali e nascesse una nuova comunione tra voi e le nostre comunità...
a.m. 101-padre-slavko-nei-tempi-dichiarati-mariani-Maria-viene-ad-educarci-come-puo-fare-una-mamma.php
Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/101-padre-slavko-nei-tempi-dichiarati-mariani-Maria-viene-ad-educarci-come-puo-fare-una-mamma.php

lunedì 1 giugno 2015

Desidero guidarvi verso la preghiera del cuore - di Padre Slavko


Maria sa che anche questa è una cosa che dobbiamo imparare e vuole aiutarci a farlo. Queste due cose che Maria ci ha dettò di fare - dare spazio alla preghiera e la preghiera personale - sono le condizioni per la preghiera del cuore. Nessuno può pregare con il cuore se non si è deciso per la preghiera e solo allora comincia davvero la preghiera del cuore.

Quante volte a Medjugorje sentiamo chiedere cosa significa e come si fa a pregare con il cuore? Come si deve pregare affinché sia davvero una preghiera con il cuore?

Ognuno può cominciare subito a pregare con il cuore, perché pregare con il cuore significa pregare con amore. Pregare con amore non vuol dire però sapere pregare bene e aver memorizzato bene la maggior parte delle preghiere. Significa invece cominciare a pregare quando ce lo chiede Maria e nel modo che abbiamo fatto sin dall'inizio delle sue apparizioni.

Quindi, se qualcuno dice: "Non so pregare, ma se tu mi chiedi di farlo, comincerò come so fare", allora in quel momento è cominciata la preghiera con il cuore. Se invece pensassimo di cominciare a pregare solo quando sapremo davvero pregare con il cuore, allora non pregheremo mai.

La preghiera è una lingua e pensate a cosa accadrebbe se noi decidessimo di parlare una lingua solo quando l'avremmo imparata bene. In quel modo, non saremmo mai in grado di parlare quella determinata lingua, visto che chiunque cominci a parlare una lingua straniera inizia proprio col dire le cose più semplici, facendo pratica, ripetendo più volte e facendo degli errori e alla fine imparando davvero quella lingua. Bisogna essere coraggiosi e cominciare in qualsiasi modo si riesca a fare e poi, con la preghiera quotidiana, allora impareremo anche a pregare con il cuore.

Questa è la condizione di tutto il resto, di cui Maria ci parla nel resto del messaggio. Maria dice...

Solo così capirete che la vostra vita è vuota senza la preghiera

Spesso, quando abbiamo il vuoto nel cuore non ce ne accorgiamo e cerchiamo delle cose che colmino il nostro vuoto. Ed è spesso da quì che comincia il cammino delle persone. Quando il cuore è vuoto molti cominciano a ricorrere a ciò che è male. È il vuoto dell'anima che ci porta alla droga o all'alcol. E' il vuoto dell'anima che genera il comportamento violento, i sentimenti negativi e le cattive abitudini. Se il cuore invece riceve la testimonianza della conversione di un altro, allora si accorge che è stato il vuoto dell'anima a spingerlo verso il peccato. Per questo, è importante che ci decidiamo per la preghiera e che in essa scopriamo la pienezza della vita e questa pienezza ci trasmette la forza di liberarci del peccato, delle cattive abitudini e di cominciare una vita che valga la pena di essere vissuta. Poi Maria sottolinea...

Voi scoprirete il senso della vostra vita quando avrete scoperto Dio nella preghiera

Dio è fonte di Vita, di Amore, di Pace e di Gioia. Dio è luce ed è la nostra via. Se siamo vicini a Dio, la nostra vita avrà uno scopo e questo indipendentemente da come ci sentiamo in quel momento, se siamo sani o ammalati, ricchi o poveri, perché lo scopo della vita continua a sopravvivere e domina ogni situazione che incontriamo nella vita. Questo scopo, naturalmente, possiamo trovarlo unicamente in Dio e grazie a questo scopo che troviamo in Lui ogni cosa acquisterà valore. Anche se ci imbattiamo o commettiamo un peccato e anche se è un peccato grave, anche la grazia è grande. Se ci si allontana da Dio, invece, si vive nelle tenebre, e nelle tenebre ogni cosa perde colore, ogni cosa è uguale all'altra, spenta, ogni cosa diventa irriconoscibile e così non si trova più la via. Per questo è fondamentale che noi stiamo accanto a Dio. Poi, alla fine, Maria ci implora dicendo...

Perciò, figlioli, aprite la porta del vostro cuore e capirete che la preghiera è la gioia senza la quale non potete vivere

Ci viene spontaneo chiederci: come possiamo aprire il cuore a Dio e che cosa ce lo fa chiudere. E' bene che ci rendiamo conto che tutto ciò che ci succede, il bene come il male, è in grado di chiuderci o di aprirci a Dio. Quando le cose vanno bene, si rischia davvero di allontanarsi da Dio e dagli altri, cioè di chiudere il nostro cuore a Dio e agli altri.

La stessa cosa può accadere quando si soffre, perché allora ci si chiude e si incolpano Dio o gli altri delle nostre sofferenze e ci si ribella a Dio o agli altri, che sia per odio, per dolore o per depressione. Tutto questo può farci correre il pericolo di perdere il senso della vita Ma in genere, quando le cose vanno bene, si dimentica facilmente Dio e quando vanno male si ricomincia a cercarlo.

Quante persone hanno cominciato a pregare solo quando un dolore ha bussato alla porta del loro cuore? E allora dovremmo chiederci come mai aspettiamo che un dolore sfondi la porta del nostro cuore per deciderci ad aprirla a Dio? Ma è proprio questo il momento di dirci e di credere che alla fine ogni cosa volge al bene. Ed è per questo che non è giusto pensare che sia per volontà di Dio che soffriamo. Perché se poi lo diciamo anche a un altro, che cosa penserà questi del nostro Dio? Quale immagine si farà di Dio, se pensa che sia Lui a volere la nostra sofferenza?

Quando soffriamo, quando le cose vanno male, allora, non dovremmo dire che è la volontà di Dio, ma piuttosto che è volontà di Dio che noi, attraverso la nostra sofferenza, possiamo crescere nel suo amore, nella sua pace e nella sua fede. Per capirlo meglio, pensiamo a un bambino che soffre e che dice ai suoi amici che sono i suoi genitori a desiderare la sua sofferenza.

Che cosa penseranno gli amici di quei genitori? Naturalmente nulla di buono. Ed è quindi bene che anche noi nel silenzio del nostro cuore, ripensiamo al nostro comportamento e cerchiamo cosa ha chiuso le porte del nostro cuore a Dio, o che cosa invece ci ha aiutati ad aprirle La gioia di cui parla Maria è una gioia evangelica, la gioia di cui parla anche Gesù nei Vangeli.

È una gioia che non esclude il dolore, i problemi, le difficoltà, le persecuzioni, perché è una gioia che li trascende tutti e porta alla rivelazione della vita eterna assieme a Dio, nell'amore e nella gioia eterna. Qualcuno disse una volta: "La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo". Cari amici, vi invito ora in nome di Maria, qui a Medjugorje, a decidervi per la preghiera, a decidervi ad avvicinarvi a Dio e a cercare in Lui lo scopo della vostra vita. Il nostro incontro con Dio cambierà la nostra vita e allora saremo in grado, gradualmente, di migliorare anche il rapporto nella nostra famiglia, nella Chiesa e in tutto il mondo. Con questo appello vi invito ancora a pregare...

Cari figli, anche oggi vi invito tutti alla preghiera. Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera; perciò cercate e pregate, perché possiate comprendere tutto ciò che vi offro qui. Io vi invito, cari figli, alla preghiera col cuore; sapete che senza preghiera non potete comprendere tutto ciò che Dio programma attraverso ciascuno di voi: perciò pregate. Desidero che attraverso ognuno si realizzi il disegno di Dio, che cresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. (Messaggio del 25 aprile 1987)

Dio, Padre nostro, Ti ringraziamo di essere nostro Padre, di chiamarci a Te e di desiderare di stare con noi. Ti ringraziamo perché con la preghiera possiamo incontrarTi. Liberaci da tutto ciò che soffoca il nostro cuore e il nostro desiderio di stare con Te. Liberaci dall'orgoglio e dall'egoismo, dalla superficialità e risveglia il nostro profondo desiderio di incontrarTi. Perdonaci se spesso ci allontaniamo da Te e se Ti incolpiamo della nostra sofferenza e della nostra solitudine. Ti ringraziamo perché desideri che preghiamo, in Tuo nome, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per tutto il mondo. Ti imploriamo, concedici la grazia di aprirci all'invito alla preghiera. Benedici coloro che pregano, così che possano incontrarTi nella preghiera e attraverso di Te trovino uno scopo nella vita. Dona a tutti con loro che pregano anche la gioia che viene dalla preghiera. Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te, che si sono allontanati da Te perché ora stanno bene, ma Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te perché sono nella sofferenza. Apri il nostro cuore al Tuo amore così che in questo mondo, attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, possiamo essere testimoni del Tuo amore. Amen.

P. Slavko Barbaric

Fonte:http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/99-Desidero-guidarvi-verso-la-preghiera-del-cuore.php