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martedì 17 giugno 2014

3° giorno - Novena per la Regina della Pace


Terzo giorno: Preghiamo per tutti i parrocchiani


1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi

Gesù disse ai suoi discepoli: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch`io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. (Gv 15, 5-11)

"Cari figli! Oggi vi ringrazio per tutti i sacrifici che mi avete offerto in questi giorni. Figlioli, vi invito ad aprirvi a me e a decidervi per la conversione. I vostri cuori, figlioli, non sono completamente aperti a me, per questo vi invito di nuovo ad aprirvi alla preghiera, perché lo Spirito Santo vi aiuti nella preghiera affinché i vostri cuori diventino di carne e non di pietra. Figlioli, grazie per avere risposto alla mia chiamata e per avere deciso di camminare con me verso la santità." (Messaggio del 25 giugno 1996)

Da dove viene la preghiera dell’uomo? Qualunque sia il linguaggio della preghiera (gesti e parole), è tutto l’uomo che prega. Ma, per indicare il luogo dal quale sgorga la preghiera, la Scritture parlano talvolta dell’anima o dello spirito, più spesso del cuore (più di mille volte). E’ il cuore che prega. Se esso è lontano da Dio, l’espressione della preghiera è vana. (2562)

4: Le litanie della Madonna

Preghiera finale: Grazie Signore per il tuo amore, grazie per l’invito a rimanere in te per portare molto frutto. Grazie perché hai scelto in modo particolare questa parrocchia, dandole tua Madre, la Regina della Pace, la quale da questo luogo invita il mondo alla pace e alla riconciliazione, e alla conversione per mezzo di un rinnovato digiuno e preghiera… Grazie per l’apertura di ogni cuore che ha saputo accoglierla e che ha accettato di essere il suo segno visibile per tutte la persone che vengono qui. Oggi ti preghiamo, Signore, affinché Tu renda questa parrocchia un segno ancora più visibile del Regno di Dio e aiuti i parrocchiani ad essere frutti gioiosi e santi della presenza della Madonna. Amen.

lunedì 16 giugno 2014

2° giorno - Novena alla Regina della Pace


Secondo giorno: Preghiamo per i sacerdoti che offrono il loro servizio nel santuario


1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi

Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità, in verità vi dico anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò”. (Gv 14, 12-14)

"Cari figli! Oggi sono con voi in un modo speciale e vi porto la mia benedizione materna della pace. Io prego per voi e intercedo per voi presso Dio affinché capiate che ognuno di voi è portatore di pace. Non potete avere la pace se il vostro cuore non è in pace con Dio. Per questo, figlioli, pregate, pregate, pregate perché la preghiera è il fondamento della vostra pace. Aprite il vostro cuore e date del tempo al Signore, che Lui sia il vostro amico. Quando si crea una vera amicizia con Dio, nessuna tempesta può distruggerla. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!” (Messaggio del 25 giugno 1997)

“Se tu conoscessi il dono di Dio” (Gv 4,10). La meraviglia della preghiera si rivela proprio là, presso i pozzi dove andiamo a cercare la nostra acqua: là Cristo viene ad incontrare ogni essere umano; egli ci cerca per primo ed è lui che ci chiede da bere. Gesù ha sete; la sua domanda sale dalle profondità di Dio che ci desidera. Che lo sappiamo o no, la preghiera è l’incontro della sete di Dio con la nostra sete. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui. Tu gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva” (Gv 4,10). La nostra preghiera di domanda è paradossalmente una risposta. Risposta al lamento del Dio vivente: “Essi hanno abbandonato me, sorgente d’acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate” (Ger 2,13), risposta di fede alla promessa gratuita della salvezza, risposta d’amore alla sete del Figlio unigenito. (2560 - 2561)

4: Le litanie della Madonna

Preghiera finale: Signore, Tu sei la sola fonte di vita, l’unico che possa dissetare la nostra sete di amore e di amicizia. Grazie perché nella tua umiltà hai stabilito di darti al tuo popolo nella S. Messa, nei sacramenti e nella benedizione, attraverso la persona del sacerdote. Oggi chiediamo la tua benedizione su tutti i sacerdoti che svolgono il loro ministero in questo santuario della Regina della Pace, affinché possano sempre più scoprire la forza della fede per mezzo della quale concederai loro tutto ciò che ti chiederanno e perché diventino dei veri portatori di pace, di quella pace che scaturirà da una loro più profonda amicizia con Te. Amen.

domenica 15 giugno 2014

Il piano di satana


Se ancora crediamo al Vangelo, non possiamo negare che satana è il tentatore e il pervertitore dell'umanità. Egli lotta con tutte le sue forze e le sue maledette intuizioni angeliche per sottrarci a Gesù e gettarci nella disperazione e poi con sé nell'inferno. Non rimane fermo neanche un istante, pensa, progetta ed agisce per colpirci nel punto più debole e di­struggere così la nostra resistenza. Soprattutto, cerca di inde­bolirci distraendoci dalla preghiera, ispirandoci tante cose, anche buone, pur di non farci più pregare.
A tal proposito leggiamo questo messaggio: "Quando sentite fiacchezza nella vostra preghiera, non vi fermate ma continuate a pregare con tutto il cuore. E non date retta al corpo, ma raccoglietevi completamente nel vostro spirito. Pregate con forza ancora maggiore così che il vostro corpo non vinca lo spirito e la vostra preghiera non sia vuota. Tutti voi che sentite fiacchezza nella preghiera, pregate con mag­gior ardore, lottate e meditate su quello per cui pregate. Non lasciate che nella preghiera vi inganni un qualunque pen­siero. Allontanate tutti i pensieri, eccetto quelli che unisco­no Me e Gesù a voi. SCACCIATE GLI ALTRI PENSIERI CON I QUALI SATANA VUOLE INGANNARVI E PORTARVI LONTANO DA ME" (27 febbraio 1985).
È un messaggio chiaro sull'azione di satana verso i debo­li, coloro che pregano poco o male e sono incapaci di gover­nare i pensieri che arrivano alla mente, di discernere ed in­tuire la provenienza di una idea, tanto da lasciarsi condizio­nare da qualsiasi pensiero che arriva alla mente.
Molti dei pensieri che ci arrivano alla mente sono tenta­zioni di satana e ci distraggono, rendono la preghiera vuota, senza amore e fiducia. Sappiamo che satana non riposa mai.
I nostri pensieri arrivano anche da satana, è lui il princi­pale deviatore della nostra Fede, è lui che ci vuole sempre allontanare dalla verità del Vangelo. Ma c'è anche il nostro spirito umano a darci sensazioni contrarie alla verità, se vi­viamo con poca fedeltà la nostra Fede.
L'attacco di satana contro l'umanità e contro la Chiesa Cattolica è diventato spietato già nei decenni passati, sono successi tanti e strani fatti nel mondo da suscitare appren­sione in molte persone. Per questo sorge l'apparizione della Madonna a Medjugorje, considerata vera e straordinaria an­che da molti Cardinali e Vescovi.
Chi ha lo Spirito di Dio, legge con facilità i segni di que­sti tempi, si rende conto che il mondo adesso è in mano a satana; invece, chi non ha lo Spirito di Dio, non comprende quanto di terrificante sta preparando satana contro l'umani­tà. Sembra che tutto vada bene, anzi, mai andato meglio per­ché questa vita così è un vero godimento, si può soddisfare ogni piacere, ogni istinto che arriva alla mente.
In quelle persone in cui satana è padrone, nasce la fortis­sima rabbia mischiata all'odio contro Medjugorje e contro la Madonna, arrivano a pronunciare offese pesanti contro la Madre di Dio, solo perché viene a richiamarci alla fedeltà del Vangelo e a dirci che Gesù ci chiama alla conversione e ai suoi Comandamenti. Molte persone che condannano le apparizioni della Madonna sono cattoliche.
Satana e tutti i diavoli sono scatenati contro l'umanità e cercano di distruggere tutto ciò che sarà possibile. La loro furia omicida trasmette odio in tutti coloro che non sono pro­tetti dalla Madonna, e questo vale anche per i consacrati. E dove c'è l'odio, la Madonna è venuta a parlarci dell'Amore di Gesù e ad invitarci al perdono. "Amate, amate! Gesù con­verte facilmente la gente se voi amate. Amate anche voi: così si cambia il mondo!" (23 febbraio 1985).
Nelle persone prive della Grazia di Dio, c'è maggiore in­clinazione alla malizia e alla trasgressività, alla cattiveria, ad utilizzare ogni forma di slealtà per ottenere quanto vogliono.
Questa regola non riguarda tutti i non credenti o i cre­denti indifferenti. Ma in molti casi è così. Per un verso o per l'altro. Anche per una sola situazione e non magari per tutte quelle in cui sono coinvolte. Ma basta incappare in una si­tuazione negativa con chi non ama e vive di cattiverie, per subire danni morali, spirituali e alla dignità.
Ci troviamo coinvolti in una incredibile guerra spirituale tra le forze del Bene e le forze del male. Vincerà alla fine sempre il Bene, ma nel frattempo il disturbo procurato dalle forze sataniche, avrà fatto soffrire e farà soffrire enorme­mente i buoni, comunque, milioni e milioni di esseri umani.
Le persecuzioni contro la Chiesa Cattolica e i seguaci di Cristo, le malattie strane e incurabili, le guerre causate da satana saranno state nel frattempo innumerevoli.
Per comprendere bene questo scatenamento di satana, il pericolo del tradimento di molti Consacrati nella Chiesa Cat­tolica, lo svuotamento della morale, bisogna leggere il libro dell'Apocalisse. Lì viene spiegato tutto. Anche l'ardimento­so piano di satana contro Dio. Si tratta di una vera guerra a livello di spiriti, come mai era avvenuta prima, tanto che viene descritta nel libro dell'Apocalisse.
Per portare avanti questo malefico piano, satana si è crea­to una immensa squadra di mascalzoni e disgraziati, operan­ti in tanti settori della vita pubblica, moltissimi dei quali oc­cupanti poltrone autorevoli.
Per questo piano criminale di satana, contro la Chiesa Cattolica si è scatenato l'inferno, si sono riunite tante forze malefiche della terra, associandosi per un progetto comune: distruggere la Chiesa Cattolica.
Ecco la nascita del comunismo nel secolo scorso, la dif­fusione nel mondo degli errori e falsità dell'ideologia più falsa e diabolica della storia dell'uomo.
La scristianizzazione del mondo è il progetto di satana, portato avanti dai poteri occulti. La Chiesa Cattolica oggi si ritrova a lottare contro alcuni miliardi di persone, tutte sot­tomesse al servizio di satana.
Chi ispira, prepara ed invia i falsi profeti nel mondo è sempre satana.
Conoscendo il rifiuto irreversibile degli Angeli diventati demoni per la loro ribellione dovuta alla superbia e alla di­sobbedienza, si capisce meglio l'odio mortale e la massima irrequietezza dei demoni contro ognuno di noi. Non potendo colpire Dio, per vendetta colpiscono tutti noi, anche perché noi ci incamminiamo verso il Paradiso, mentre per i demoni il Paradiso sarà eternamente inaccessibile.
Satana oggi domina il mondo con il suo spirito di super­bia e di ribellione, domina su tutti coloro che non pregano e vivono nei peccati e nei continui divertimenti immorali.
Domina in moltissimi cuori pieni di odio, vendetta, catti­veria, bestemmia contro Dio e ogni forma di bene. Così, sa­tana sta portando un immenso numero di persone sulla stra­da della dannazione, del peccato, del piacere senza limiti, della disobbedienza alla Legge di Dio, del rifiuto del sacro.
Satana ha convinto milioni di cattolici che il peccato non è più un male, e così da essi viene giustificato e commesso senza scrupolo di coscienza. Senza confessarlo più.
Molti che fino a pochi anni fa predicavano la gravità del peccato, oggi lo giustificano, portando milioni di fedeli a vi­vere nei peccati gravi e a non confessarli. Si è incredibil­mente avverata una trasformazione intellettuale, dovuta alla mancanza di vera preghiera e di rilassamento morale.
Se prima il peccato lo consideravano un'offesa a Dio, og­gi non è più un'offesa, ma libertà, conquista. Questo modo di ragionare è lo stesso di come ragiona satana. Lui odia la verità. Per questo la Madonna ha detto che "satana si pren­de gioco di voi e delle vostre anime" (25 marzo 1992).
La Madonna nella Luce di Dio conosce ogni cosa, tutto il futuro a Lei è presente, conosce i buoni e coloro che vo­gliono distruggere l'umanità, perché si sono messi a servizio del primo impostore mondiale: satana.
Questo lo ha detto la Madonna il 25 marzo 1993: "Cari figli, oggi come mai prima d'ora vi invito a pregare per la pace: la pace nei vostri cuori, la pace nelle vostre famiglie e la pace nel mondo intero; perché satana vuole la guerra, vuole la mancanza della pace e desidera distruggere tutto ciò che è buono. Perciò cari figli pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! ".
E se qualcuno si lamenta perché non avverte aiuto dalla Madonna, mediti bene queste sue parole: "Io non posso aiu­tarvi perché siete lontani dal mio Cuore. Perciò pregate e vivete i miei messaggi e così vedrete i miracoli dell'Amore di Dio nella vostra vita quotidiana" (25 marzo 1992).
E dinanzi ad una mentalità corrotta che mette in discus­sione l'apparizione di Medjugorje, chi ne guadagna è satana, il nemico dell'uomo, l'odio personificato, l'avversario del Bene. Se la Madonna non avesse ricordato all'umanità che satana esiste (eccome se esiste!), che vuole distruggere la Chiesa, il mondo e tutti noi, chi si ricorderebbe più di sata­na? In un messaggio del 26 luglio 1983 la Madonna disse: "Vigilate! Questo è un periodo pericoloso per voi. Satana cercherà di distogliervi da questa strada. Coloro che si dan­no a Dio subiscono sempre gli attacchi di satana".
E quante volte ha parlato di satana, delle sue trame perfi­de, della sua astuzia malefica, della sua instancabile azione contro ogni essere umano, soprattutto contro coloro vicini a Gesù e a Maria Vergine, quindi, coloro che con molta pro­babilità si salveranno e andranno in Paradiso.
Chiedetevi come mai satana non disturba ed è contento di tutti coloro che vivono nei più gravi peccati. Come mai i cat­tivi di questa terra sono più fortunati, hanno meno malattie, hanno successo e sono sempre nella gioia. Ma è solo una for­tuna apparente. Non è la vera gioia che dà Gesù.
Perché molti cattivi vivono bene? È Gesù che li aiuta? Chiaramente non è così. Per la vita immorale o disonesta che conducono, queste persone si incamminano verso l'in­ferno, sono già possesso di satana, difficilmente si converti­ranno. Perché satana deve disturbare i suoi seguaci e adoratori? Se poi magari questi cominciano a pregare e si conver­tono? Li lascia tranquilli, adesso, poi nell'inferno darà quei tormenti che non ha dato qui e tutti i tormenti che si merita­no per essere caduti nell'inferno.
E sapete cosa succede a due persone che sulla terra si amavano fino alla follia e finiscono entrambi nell'inferno? Lì si odiano a morte, perché nell'inferno non c'è amore, solo odio e tormenti.

1° giorno di Novena della Regina della Pace


Primo giorno: preghiamo per i veggenti


1: Preghiera alla Regina della Pace:
Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi

Gesù disse ai suoi discepoli: “Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente all`intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall`alto”. (Lc 24, 44-49)

"Cari figli! Oggi vi ringrazio perché vivete e testimoniate con la vostra vita i miei messaggi. Figlioli, siate forti e pregate perché la vostra preghiera vi dia forza e gioia. Solo così ciascuno di voi sarà mio ed io lo guiderò sulla strada della salvezza. Figlioli, pregate e testimoniate con la vostra vita la mia presenza qui. Che ogni giorno sia per voi una gioiosa testimonianza dell'amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata." (Messaggio del 25 giugno 1999)

“La preghiera è l’elevazione dell’anima a Dio o la domanda a Dio dei beni convenienti”. DA dove noi partiamo pregando? Dall’altezza del nostro orgoglio e della nostra volontà o “dal profondo” (Sal 130,1) di un cuore umile e contrito? E’ colui che si umilia ad essere esaltato. L’umiltà è il fondamento della preghiera. “Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare” (Rm 8,26). L’umiltà è la disposizione necessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera: “L’uomo è un mendicante di Dio”. (2559)

4: Le litanie della Madonna

Preghiera finale: Signore, tu inviti tutti noi cristiani ad essere testimoni sinceri della tua vita e del tuo amore. Oggi ti ringraziamo in modo particolare per i veggenti, per la loro missione e la testimonianza che danno dei messaggi della Regina della Pace. Ti offriamo tutti i loro bisogni e ti preghiamo per ognuno di loro, affinché tu sia loro vicino e li aiuti a crescere nell’esperienza della tua Forza. Ti preghiamo perché attraverso una più profonda ed umile preghiera tu li possa guidare verso una sincera testimonianza della presenza della Madonna in questo luogo. Amen.

sabato 14 giugno 2014

Ho sempre pensato male dei sacerdoti


TESTIMONIANZA DI ANKA BLASEVIC AD UN
INCONTRO DI SACERDOTI


Ringrazio P. Jozo di avermi invitata e voi tutti che avete la pazienza di ascoltarmi. Mi chiamo Anka Blasevic, ho 32 anni e sono nata nel Nord della Croazia in una città vicino a Zagabria. Ho chiesto prima la benedizione di P. Jozo per poter fare una testimonianza vera e non dire solo parole. Ho accettato di parlare perché voi siete sacerdoti, e sono lieta di poter fare la mia piccola parte in questo grandioso progetto per il mondo che è Medjugorje. Io sono appena giunta alla Chiesa e devo fare ancora una lunga strada.
L'essenza della mia testimonianza è la confessione, e voglio confessarmi davanti a tutti voi perché vi devo molto, perché ho sempre pensato male dei sacerdoti, per me erano uomini che manipolavano la gente. Devo farlo inoltre come gesto di riconciliazione verso la Chiesa che ho personalmente perseguitato.
Sono nata in una famiglia atea, in un paese socialista la cui tradizione e cultura è piena di guerre, conflitti e di opposizione alla Chiesa. La Chiesa da noi è divisa: nella parte occidentale sono in maggioranza i cattolici, in quella orientale gli ortodossi. Io sono nata nella zona ortodossa. A scuola ero brava e attiva nelle organizzazioni e quando avevo 14 anni sono entrata nel partito comunista dove ero una delle più giovani. Ho sempre avuto grandi ideali, volevo servire il mio popolo, il mio paese e tutto il mondo; volevo lottare contro la povertà per l'unità, la libertà, la verità.
Ma già quando avevo 13 anni la mia famiglia era distrutta, i miei erano divorziati e mia madre era caduta nell'alcolismo: aveva avuto una vita molto difficile, non ricorda quanti aborti ha fatto. A 20 anni ho iniziato a rendermi conto di tutti i problemi che esistevano nella famiglia, nella società: divorzi, alcolismo, malattie mentali. E come tutti i giovani ho iniziato a farmi delle domande, a chiedere a me stessa come tutto ciò fosse possibile.
Ma non sapevo da dove cominciare: nella scuola eravamo stati educati al disprezzo della Chiesa, si insegnava che i credenti hanno una mentalità inferiore, che i sacerdoti manipolano la gente, che l'ateismo è il livello più alto di evoluzione dell'autocoscienza umana, e la religione è da sempre uno strumento del potere. Avevo un forte desiderio della verità, dell'amore, della pace: non capivo come e quando il mondo aveva perso tutto questo.
Avevo la certezza di un giorno futuro in cui ci sarebbe stato un rinnovamento, ma non lo vedevo più. Nel 1981 ho avuto la possibilità di andare in Messico per fare la tesi. Avevo bisogno di andare via, di stare sola, di isolarmi da questo sistema che non capivo più, di tempo per pensare, ho visto perciò con favore questa opportunità e sono andata per un anno in Messico. Prima di partire, in una conversazione con gli amici, uno si chiedeva se Dio esiste davvero, che senso abbiamo noi. Ricordo di aver detto che Dio è amore, libertà, pace, verità, e che io credevo in questo Dio. Ma mi fermavo qui.
In Messico avevo già un ragazzo con problemi di droga e di adattamento, ma penso che lì sia iniziata la preparazione della mia conver sione, molto prima perciò di sentire P. Jozo dire in chiesa che la Madonna ha fatto una chiamata al mondo cercando i cuori e che i pellegrini sono stati preparati tanti anni prima di venire a Medjugorje. Per me è stato esattamente così. Infatti ho visto come una mano che mi guidava: in Messico ho trovato gente molto religiosa e Dio ha disposto che io abitassi a due metri dalla Basilica della Madonna di Guadalupe. Ci sono entrata poche volte pur passandoci davanti ogni giorno per andare in università: ho visto gente in ginocchio, venuta da 20 chilometri di distanza con bambini piccoli sulle spalle. La forte spiritualità dei messicani mi ha aiutato.
Non sapevo niente dei messaggi della Madonna in Iugoslavia, ma ho iniziato a digiunare, anche se erano digiuni scientifici, dovendo fare una tesi sull'alimentazione. Però dopo un digiuno di 15 giorni con solo acqua, chiaramente è cambiato qualcosa in me, infatti ho visto che non dipendo dai cibi, che io non sono solo il mio corpo, che esiste un'altra realtà, come un annuncio di qualcosa dentro e di cui mai prima avevo avuto coscienza.
In Messico ho avuto la certezza che Dio esiste ma, quando sono ritornata a casa mia, per molte ragioni non l'ho cercato nella Chiesa cattolica. Per prima cosa mi ha condizionato l'educazione ricevuta, la storia del mio Paese, i pregiudizi; inoltre la Chiesa mi sembrava un'istituzione morta e io volevo un Dio vivo, presente qui nel mio cuore, di cui fare un'esperienza diretta.
Ho finito col fare ciò che molti giovani anche in Europa e America fanno: ho accettato l'ipocrisia del sistema. Infatti, dal momento che ero cambiata, ero diventata scomoda e, pur rimanendo nel partito comunista, era una che teneva un piede in due staffe. Ero diventata loro estranea a causa di questa accettazione dello spirituale: penso che per non avere altri fastidi ho evitato di cercare Dio nella Chiesa cattolica. Mi sono messa a investigare nella filosofia orientale e studiavo meditazione, yoga. così avevo la scusa di poter dire che era solo per interesse culturale.
Ho cominciato a lavorare come guida a Dubrovnik in una grande agenzia e nel 1984 ho sentito parlare per la prima volta di Medjugorje, del posto dove appare la Madonna.
Ho deciso di venire qui, era novembre di 5 anni fa, esattamente come ora; ci sono venuta solo per un giorno, non ho visto i veggenti, e sono stata solo al monte delle apparizioni. Solo un attimo sono entrata in fondo alla Chiesa che era strapiena, mi hanno parlato dei veggenti ma per me era tutto estraneo; a mio modo però ho creduto a questo. Ma ritornando a Mostar in famiglia, mi hanno mostrato un periodico con un articolo di forte condanna di Medjugorje da parte del Vescovo; mi hanno detto che ero pazza ad andare a Medjugorje quando anche la Chiesa negava la cosa.
Questo per me era l'ultima goccia nel vaso della sopportazione di questa civiltà ipocrita e malvagia: ho desiderato di andarmene in India per poter cercare Dio liberamente: qui dove parlava, era negato perfino dalla Chiesa!
In India ci sono andata ma sono presto ritornata. Ho fatto sacrifici per la mia famiglia e mia madre era guarita dall'alcolismo, mio fratello si era sposato, la famiglia andava bene e io dovevo prendere una decisione della mia vita: se fermarmi in città o andare a Dubrovnik o cosa altro fare: avevo già ventotto anni e non avevo ancora trovato Dio!
Aveva già iniziato a frequentare in Italia un centro di meditazione dove per otto mesi si facevano sei ore di meditazione al giorno e questo mi aveva molto aiutato perché avevo imparato come chiudere gli occhi, come stare seduta mezz'ora, un ora, due ore, sei ore come nulla fosse.
Avevo imparato a non avere solo e sempre la attenzione alle cose esterne, ma ad andare dentro. Qui devo dire che bisognerebbe aiutare le persone che fanno queste esperienze: certo, sbagliano perché stanno sempre nella stessa illusione, ma è importante portare loro Gesù.
Ma in tutto questo silenzio interiore sorgeva una domanda: dov'è Dio? Perché io avevo iniziato a fare questa esperienza di meditazione solo per trovare Lui e questo silenzio era solo silenzio, non accadeva niente! Io cercavo Dio!
A un certo punto avevo pensato di andare in Olanda in un monastero, in un centro internazionale di meditazione per le donne, perché non volevo più ritornare nel mondo. Però una settimana prima di partire mi sono svegliata con la certezza che invece sarei andata a lavorare a Dubrovnik come guida. Non sapevo da dove venisse tale idea perché temevo di ritornare in città, in quella vita, in una città bella ma decadente. Io volevo vivere una vita pura.
Sono ritornata a Dubrovnik e il primo lavoro assegnatomi fu accompagnare un gruppo di pellegrini a Medjugorje! Qui comincia la mia storia: non sono finita in Olanda in una istituzione che si chiama "Madre Santa", Dio mi ha portato a Medjugorje dove la Madre Santa è viva e presente!
Avevo delle perplessità, perché non ero cattolica, ma poi ci sono venuta per prepararmi prima di accompagnare il gruppo dei pellegrini cubani. Sono arrivata il sabato dopo Pasqua, volevo andare alla chiesa pensando di trovare informazioni. Sono entrata e ho notato e letto per prima cosa il messaggio che era esposto, era il messaggio del 25 di marzo. Non ricordo le parole esatte però ognuna sembrava scritta per me, mi sembrava di avere Dio al telefono che ti parla.
Volevo scriverlo e ho notato che in chiesa era in corso la Messa italiana: io non sapevo niente di Gesù vivo, non avevo mai visto l'ostia, non sapevo niente della spiritualità cristiana. In quel momento la gente riceveva la comunione.
E' successo tutto in un istante: vedevo le persone che prendevano qualche cosa in bocca, poi si giravano, venivano a inginocchiarsi e cantavano. Era come se ci fosse una linea invisibile fra il sacerdote e la gente: la gente veniva a prendere questa cosa, passava questa linea invisibile e succedeva qualcosa di strabiliante. In quel momento ho avuto la grazia particolare di vedere la trasformazione mistica che succede dentro di noi dopo aver ricevuto il Corpo e Sangue di Gesù!
Io che non sapevo niente di questo! Ho visto la gente passare questa linea e cambiare! La stessa persona quando ritornava nel banco era piena di luce, luce che veniva verso di noi, che illuminava tutto il viso, che riempiva la chiesa!
Allora mi sono accorta del canto: un canto che per me oggi è il simbolo di tutta la mia testimonianza. Quando dicono in chiesa: ora cantiamo il canto numero 75, cantano il mio canto! Ma come lo possono chiamare semplicemente "75", quando con esso ho avuto la grazia?! E un canto bellissimo che condensa tutta la fede cristiana: "Tu sei la mia vita, altro io non ho, tu sei la mia strada la mia verità, nella tua parola io camminerò, finché avrò respiro, fino a quando tu vorrai, non avrò paura sai, se tu sei con me, io ti prego resta con me."
Io ero ignorante, in quel momento ho solo ricevuto una grazia speciale, avevo solo il cuore aperto [piange, applausi in sala].
Ho ricevuto ciò che oggi so chiamarsi "comunione spirituale" e ho ricevuto Gesù nel mio cuore [piange]. E lui è restato con me. Mi sono sentita finalmente bene, perché l'avevo trovato, avevo ormai trent'anni, però l'avevo trovato! Dopo averlo cercato per tutta la vita.
Ero stata atea, pagana e comunista, però io cercavo quell'Uno che quel giorno ho trovato nella Chiesa. Ho viaggiato per tanti continenti, ho fatto migliaia di chilometri, ho smosso, si può dire ogni pietra, ho cercato ovunque e ho lasciato fuori proprio la Chiesa cattolica! Da qui si vede la potenza e astuzia di Satana.
Mi sono sentita bene e male allo stesso tempo, pensavo a San Paolo gettato giù da cavallo: ho visto improvvisamente tutta la mia vita, tutti i peccati commessi, che non erano pochi, e molti mortali. Stavo bene perché capivo di non essere pazza e ciò che cercavo esisteva. Pace, gioia, amore, tutto ciò esiste ed ha un nome, un nome molto dolce. Stavo male perché, insieme col sistema, avevo perseguitato la Chiesa cattolica e i credenti.
Non potevo più uscire di Chiesa, ma nemmeno restarci per la vergogna: volevo andare via ma non avevo la forza di farlo. Durante il rosario nel pomeriggio ero come un cane che faceva la ronda intorno alla Chiesa piangendo, perché vedevo tutto ciò che mi era mancato nella vita. La gente pregava insieme in tutte le lingue, l'amore era visibile, e io, una miserabile che non sa neanche un Padre Nostro!
Ho visto tutta la miseria del mio essere, perché con tutto quello che avevo fatto, non sapevo nemmeno una preghiera! Non sapendo pregare, non sapevo niente. Mi era chiaro che tutto ciò che avevo fatto fino ad allora non valeva niente, tutta la strada fatta era niente, in paragone a quei cinquanta metri che separano la porta della chiesa dall'altare, che tutti potevano fare liberamente e io no.
Sapevo bene che quei cinquanta metri erano gli ultimi da fare nella mia vita e che la libertà e l'eternità stavano a pochi passi ma credevo che sarebbe stato molto difficile farli: ignoravo che si può essere battezzati anche da adulti ed essere accolti nella famiglia cattolica.
Ho visto da lontano Ivan: un giovane con una dignità che io avevo perso, distrutta con i miei peccati, pur avendola sempre desiderata. Ho solo pianto, non avevo bisogno di vedere il veggente più da vicino, ma dopo, come guida, li ho incontrati tutti.
Con il mio gruppo sono andata sul Podbrdo e sul Krizevac. A loro non avevo detto di non essere cattolica: era il mio lavoro, non sapevo come dirglielo. Siamo andati da Vicka ed ero a disagio, non sapevo come mi avrebbe ricevuto, come spiegarle chi ero. Lei invece mi ha parlato come se mi conoscesse da sempre, come se fosse la mia più grande amica e io ho tradotto per il gruppo le varie richieste di preghiere per questa e quella intenzione. Poi sono entrata in casa sua, lei si è girata e mi ha detto: "pregherò anche per te". Questo mi ha colpito molto e mi sono sentita ancora più colpevole.
Sono felice di testimoniare per voi italiani, ma spero per prima cosa di farlo nel mio paese, in Croazia, e di chiedere: chi è responsabile di questo crimine fatto al mio popolo dopo la seconda guerra mondiale? Chi risponderà per tutte queste generazioni cresciute senza Dio? Chi risponderà per quei milioni di giovani che si sono persi, per le famiglie distrutte?
Sul Podbrdo ho sperimentato la presenza della Madonna, che ho sentito come madre, madre perfetta, esattamente come pensavo, che ama tutti ugualmente, e se io non potevo ritornare in chiesa per la vergogna, per i pregiudizi, però avevo diritto di stare su quel monte. Perché lì c'era mia madre e mi diceva: io ti ho chiamata.
Lei ha iniziato a guarire il mio cuore, mi ha preso per mano e mi ha portato sul Krizevac dove ho sentito forte il contrasto fra i dubbi, gli interrogativi, e il mio cuore che voleva immediatamente dire sì. Sono discesa e il primo sacerdote incontrato fu P. Petar.
Avevo bisogno di dire la verità, perché nel mio gruppo mi lodavano come grande cattolica, grande pellegrina, e invece ero una miseria totale. Non sapevo come dire che non era vero ciò che dicevano di me, e ho pianto, ho pianto.
Il giorno dopo il mio gruppo andava a trovare P. Jozo e le mie colleghe mi avevano avvertita che quando lui mette la mano su una persona, immediatamente sa se è battezzata o no, e che aveva già distrutto tante guide dei pellegrini [risate in sala]. Ne ero così preoccupata, che ho detto al mio gruppo: P. Jozo non può riceverci!
Ma un'ora prima della partenza non ce la facevo più a sopportare il rimorso per la bugia: questa gente cubana veniva da tanto lontano col nome di Gesù sulle labbra, e solo per colpa mia non poteva vedere P. Jozo! A un certo punto ho detto: andiamo! Ho pregato lo Spirito Santo che mi salvasse solo per quella volta e che, dopo, avrei detto la verità. Siamo arrivati a Tihalijna e P. Jozo, come sempre affabile, mi ha trattato così amorevolmente che mi sono sentita anche peggio perché vedevo di non meritare tanto affetto. Penso di aver ricevuto il battesimo spirituale: mi sentivo morire di gioia e mi pareva di camminare a un metro da terra, era stupendo!
Non volevo più tornare a Medjugorje come guida; sola sì, ma non con un gruppo di pellegrini. Non avevo diritto di tradurre sulla confessione e non conoscerla, non potevo essere guida di cattolici quando io non ero cattolica. Però la mia agenzia dopo tre giorni mi mandò di nuovo a Medjugorje! Pensavo: Se P. Jozo mi dice che devo andare via, andrò via, però se devo stare, che mi aiuti.
Sono entrata nel suo ufficio e lui, come sempre, ha iniziato con la benedizione. Mi sentivo male e dicevo: Padre, aspetti che le dico la verità, dopo può darsi che mi butti fuori, ma lui rideva. Ma come - pensavo - io mi sento morire e questo prete ride, ma dove sono capitata? Poi si fece serio e mi ascoltò. Io dissi: Padre io non sono battezzata. Per me questo sembrava la fine del mondo, poi gli dissi che ero ortodossa e pensavo che con ciò sarebbe finito tutto, per via dei conflitti fra le due chiese, ma lui rimase tranquillo e allora non sapevo più cosa dire, non avevo più armi.
Mi disse la parabola del buon seminatore e io, che non sapevo niente della Bibbia, ero stupita della sua saggezza. Mi fece riflettere che Dio fino ad allora non aveva fatto che togliere i sassi dal giardino del mio cuore e adesso il campo era pronto per il seme e i massi enormi delle mie colpe, che non potevo più portare, erano caduti, non c'erano più!
E così poco a poco, con la Messa ogni giorno, con il rosario, con la croce datami da Padre Jozo, con la preghiera, tutte le mie domande trovarono risposta: ora la preghiera è la mia vita, Medjugorje è la mia vita, e Gesù è il mio salvatore.
Sono stata battezzata il 31 luglio dell'anno scorso, giorno bellissimo, solo di questo potrei parlare per ore. Ero felice di essere battezzata all'età di 30 anni, di essere cosciente della grazia del battesimo; ho visti gli occhi d'amore di Dio che mi ha battezzato, e non ero sola nella chiesa, con me c'era mia madre. Era venuta a Medjugorje con me, aveva iniziato a dire il rosario con me. Pensavo che a causa dell'alcolismo, di una vita distrutta, non avrebbe mai imparato, ma ha imparato bene, è andata al monte delle apparizioni e lì ha pianto per 5 ore e ha trovato anche lei la sua mamma; lo scorso anno c'è stata 10 volte e già tre volte quest'anno.
Mio fratello c'è stato con sua moglie, si è fatto battezzare, si è sposato in chiesa: la moglie viene da una famiglia cattolica, sono i giovani più belli che abbia mai visto.
La mia famiglia ha iniziato a convertirsi, pregano insieme. Avevano paura che andassi subito in convento! Mio nonno dopo essere stato 50 anni nel partito comunista, ex partigiano, ha voluto subito il libro di Medjugorje e il rosario. Il capo della polizia dove lavora mia zia, ha chiesto preghiere per sé. Mia madre, dopo esser stata 15 anni senza vedere mio padre dopo il divorzio, lo ha incontrato e hanno mangiato insieme! Grandi doni Dio mi ha dato!
Ho visto la Madonna a Medjugorje come la risposta di Dio al mio grido: ha sentito il grido della mia anima e l'ha mandata nel mio paese a parlare la mia lingua [piange].
E io ho trovato Dio e conosciuta la sua misericordia. Vivo di questa misericordia e di questa grazia, perché con quello che ho fatto meriterei di stare all'inferno, però alla figlia prodiga il Padre ha riservato la festa, l'abito nuovo, l'anello al dito, l'amore, tutto.
Dopo tutto il male che ho fatto, col suo perdono mi ha dato di ricominciare a vivere, e la vera dignità di essere umano!


Rovistando nelle carte di Medjugorje è saltato fuori il testo di una delle più belle testimonianze che siano nate intorno alle apparizioni di Maria in quel luogo. L'articolo era apparso su "Eco di Medjugorje" N. 65 (gennaio 1990): Don Angelo mi aveva passato la registrazione su nastro magnetico per trascriverla e pubblicarla sul bollettino.
Il discorso di Anka, in un italiano poco scorrevole, era molto più lungo di quello che appare qui; si imponevano l'adattamento del testo e la sua riduzione, che più o meno è quella qui riportata. Don Angelo poi, per motivi di spazio, la ridusse ancora e la pubblicò solo in parte. Ora che lo spazio su Internet abbonda, si può riproporla nella sua interezza.
Egli, che era stato presente all'incontro, mi disse di aver visto dei sacerdoti piangere per la commozione.

PG - Bolzano, 2002 
Fonte: http://www.euve24544.startvps.com/vari/anka1.html

Il fatto che la nostra preghiera venga esaudita dipende dalla nostra sincerità.

Alla fine del 1982, la Regina della Pace si è rivolta attraverso locuzioni interiori (Locutio cordis) a due ragazze di dieci anni: Jelena e Marijana Vasilj. Dal 1983 al 1987, attraverso il loro gruppo di preghiera, la Madonna stessa dava consigli al movimento di preghiera che si è formato fin dall'inizio delle apparizioni.
I messaggi della Regina della Pace a Medjugorje formano una scuola specifica di pace, di preghiera e d'amore.


Da bambina ho pregato tanto... di Jelena Vasilj - Eco di Medjugorje nr. 159

Avevo dieci anni quando cominciò in me qualcosa di nuovo, un dono di Dio che mi rendeva capace di ascoltare e di vedere interiormente la Madonna e Gesù ( locuzioni interiori). Forse non tutti sanno che anche la nostra anima è dotata di una vista e di un udito e che Dio si manifesta ad essa proprio attraverso questi sensi interiori.
Allora ha chiesto una libertà interiore, ci ha detto che la ragione principale della nostra chiusura è la nostra preoccupazione mondana, ed anche Gesù ci dice questo: "ci sono quelli che ricevono con gioia ma poi le preoccupazioni temporali facilmente soffocano il seme", perché il seme è già stato seminato e se non sappiamo chiudere il nostro cuore di fronte all’attacco del male e custodire gelosamente la purezza e la pace, ben presto arrivano gli uccelli e portano via il seme. Possiamo pensare a noi stessi come alla terra che l’aratro apre affinché vi cada il seme ma che, allo stesso modo, chiude perché possa produrre frutto. Questo significa che dobbiamo aprirci davanti a Dio, ascoltare la sua parola, ma quando ci assalgono parole di egoismo dobbiamo chiudere le orecchie. Così abbiamo passato ore in preghiera, insieme abbiamo partecipato all’Eucaristia, siamo andati alle veglie, siamo saliti sul Krizevac. La Madonna ci ha chiesto di pregare ogni giorno tre ore comprensive della S. Messa. Insieme al gruppo pregavamo tre volte insieme ed inoltre tre ore con la famiglia. La Madonna ci seguiva ogni giorno, Marijana si ritirava personalmente in preghiera e riceveva il messaggio per il gruppo di preghiera, a me spesso la voce si manifestava durante la preghiera comunitaria. Che cosa ci ha insegnato? Ci ha insegnato a pregare, a pregare col cuore. Pregare sinceramente ed ininterrottamente. Ci ha insegnato che la preghiera è il desiderio ardente di Dio, perché Dio è la nostra pienezza. Non ci ha dato nuove forme di preghiera, è chiaro che è la preghiera a rinnovare noi. Non ci ha insegnato a pregare per ricevere la pace o per risolvere i nostri problemi, ci ha insegnato piuttosto a cambiare noi stessi. Per questo la preghiera non è soltanto un’esperienza che finisce quando viene meno la dolcezza della preghiera.
La preghiera è un cammino e, spesso, un cammino faticoso. Il primo passo consiste sempre nella sincerità di fronte a Dio, e ci ha detto persino che il fatto che la nostra preghiera venga esaudita dipende dalla nostra sincerità. Quando entriamo nella preghiera, e questo lo facciamo all’inizio di ogni S. Messa, dobbiamo manifestare a Dio le nostre debolezze. Ci rivolgiamo a Dio perché siamo consapevoli della nostra pochezza, ma anche della sua grandezza. Naturalmente non è sufficiente che guardiamo soltanto alle nostre debolezze, Dio è molto più grande delle nostre debolezze, e non dobbiamo permettere che le nostre piccole debolezze nascondano la grandezza di Dio. Allora il Signore fascia e rimargina le nostre ferite, con la sua parola e poi con il suo corpo.
La Parola di Dio è un tesoro che dobbiamo portare nel nostro intimo, questa parola ci nutre e crea dal di dentro. Essa deve allora riempire la nostra anima, i nostri sensi, la nostra memoria, deve diventare nostra. Dobbiamo spesso esaminarci su quali parole abitano in noi, spesso si tratta solo delle nostre parole. Sappiamo dire no ai pensieri negativi e al male o ci chiudiamo in un monologo continuo? Siamo uniti a Gesù nei nostri pensieri oppure scegliamo continuamente i nostri pensieri che poi alla fine sono solo pensieri? Dio sta nel nostro intimo ma solo la Parola di Dio ci può insegnare ad ascoltare la sua voce. Subito dopo l’ascolto la Madonna ci ha insegnato a chiedere, davvero noi dobbiamo imparare a chiedere, la Sacra Scrittura ci insegna a chiedere, cioè a cercare innanzitutto la volontà di Dio.
Infine e al di sopra di tutto, ci ha insegnato a ringraziare, ogni nostro incontro con Dio deve trasformarsi in un grazie, in un incessante ringraziamento. Ringraziamento che è davvero un segno di maturità spirituale, segno che la nostra vista spirituale guarisce, che il vangelo si è già radicato in noi, segno che comprendiamo che questo sole caldo non deve splendere domani solo perché splende oggi, ma che splende in quanto Egli lo vuole e lo permette. Per questo la Madonna ci ha insegnato a benedire il Signore, a non dimenticare mai che le sue opere sono buone e più grandi del male che possiamo incontrare. Come vedete oggi non parlo più, né comprendo come una bambina, vedo chiaramente il tesoro che Maria ci ha donato, e che ugualmente dona anche oggi qui a noi e a voi. A partire da questa consapevolezza si risveglia la gratitudine e la sicurezza interiore, perché so che abbiamo trovato il regno di Dio e che davvero vale la pena di vendere tutto e di comprare questa perla preziosa ed essere così veramente saggi. Davvero non bisogna aspettare la vecchiaia per entrare nel mistero della vita divina, al contrario il tempo della gioventù è il tempo più adatto per donarci a Gesù. E la Madonna stessa lo conferma, Lei sceglie i giovani e i bambini.
Noi diciamo popolarmente "chiedi alla vecchiaia ciò che ha fatto la giovinezza" posso aggiungere, non solo alla vecchiaia ma anche all’eternità, e perciò non dobbiamo permettere a noi stessi di pensare come persone che si rapportano da sole con le difficoltà di questa vita, dobbiamo guardare oltre, dobbiamo vivere la realtà che la pienezza non è qui, i mai lo sarà per quanto viviamo nell’errore che sia qui. Essa comincia qui ma non si realizza qui. Perciò è un bene se oggi ci sentiamo delusi, se abbiamo scoperto infine che non possiamo contare solo sugli altri o su noi stessi, anche questo è segno che siamo sulla strada buona. Il nostro Dio è un Dio geloso e cerca il suo posto nel nostro essere e nulla può cambiare questo, per quanto siamo di dura cervice. Confidiamo nel Signore e comprendiamo umilmente che la sua provvidenza ci guida. Siamo gioiosi perché Egli è più grande di noi, e perché la sua sapienza oltrepassa la nostra, rallegriamoci perché siamo vasi di creta che la sua tenerezza conosce molto bene.
La Madonna ci parla spesso del tempo della grazia, e penso che la nostra giovinezza sia questo tempo di grazia perché Dio ci ha elargito molti doni e soprattutto il dono dell’amore. L'amore è quella cosa che il giovane conosce e desidera, gli amici sono tutto per lui, è totalmente aperto all'amore. per questo è bello essere giovane ma è anche pericoloso, perché il mondo cambia un cuore giovane, di conseguenza il cuore può ferirsi come anche guarire. S. Agostino dice: "dimmi che cosa ami e ti dirò chi sei". Dobbiamo chiederci seriamente: dov'è il nostro amore. Scegliamo sempre la linea che offre minori problemi, meno contrarietà? Così invecchiamo prima del tempo, ma con la fede in Gesù bisogna avere il coraggio di innalzarsi al di sopra di tutto.
Noi giovani possiamo farcela, non siamo creati per accontentarci delle briciole di questo tempo, siamo invece creati per l'eroismo. Non dobbiamo permettere che il peso del tempo ci soffochi. Naturalmente la solitudine e la sofferenza sono solo una parte del cammino. Gesù ci dà anche il cibo per camminare, cioè il suo corpo; la medicina per quando sulla strada ci feriamo; cioè la confessione e poi la comunione, che nasce quando tutti siamo in Lui, ovvero nella preghiera con la famiglia, con gli amici... Ma Gesù deve essere sempre il centro, altrimenti tutte le nostre iniziative cadranno.
Egli è un
mistero per i nostri sensi fisici, ma si rivela a tutti quelli che pregano e credono. Da bambina ho pregato tanto; oggi mia madre mi dice che ero migliore quando ero piccola, vuol dire che anche oggi devo cercare Dio con lo stesso ardore, altrimenti corro il pericolo di dimenticarLo. Il dono che ho ricevuto non era niente di nuovo né di strano; ci sono molte persone "spirituali", vecchi e giovani, che nella storia lo hanno avuto. Ricordiamo una s. Teresa D’Avila o un s. Giovanni della Croce che lo interpreta superbamente definendolo "una teologia ispirata". L'averlo ricevuto personalmente non mi pone in una categoria particolare, al contrario, sono i malati ad aver bisogno del medico, però lo devono anche cercare, devono sapere che ne hanno bisogno. Come ho già detto, questa esperienza non era destinata solo a me, ma a tutto il gruppo di preghiera che la Madonna guidava a Medjugorje. La Vergine Maria desiderava che i giovani della parrocchia si riunissero e rimanessero a sua completa disposizione per 4 anni. Devo dire che la Madonna era molto esigente: ci dettava delle condizioni precise per favorire la nostra crescita comunitaria. S. Agostino dice "dammi un uomo che ama ed egli mi capirà"...E noi amavamo veramente la Madonna, per questo avevamo fiducia in lei, anche se ci chiedeva davvero tutto: di non sprecare tempo davanti alla televisione, di rinunciare ai diversi vizi... Ricordo di quando ci ha detto persino: non preoccupatevi del vestito, tutto questo vi sarà dato.

venerdì 13 giugno 2014

Le lacrima­zioni , dopo il restauro, della statua nella Chiesa di S. Giacomo a Medjugorje

Una delle domande che più di fre­quente il pellegrino si pone è: ma qual' è la vera immagine della Madonna di Medjugorje? Un mariano sa qual è l'imma­gine della Madonna di Gua­dalupe, di Loreto, di Chesto­chowa, di Lourdes, di Fatima o di Caravaggio.
Le immagini della Madonna di Medjugorje sono molteplici: quella sul piazzale stilizzata, quella avvolta nella nuvola di stile arabo, la Madonna nella cappellina, realizzata su indi­cazione dei veggenti, quella di Tihaljina, ancor oggi la più dif­fusa tra i pellegrini, quella che è stata collocata sul Podbrdo per volontà di p. Slavko.....
Pare quasi che la Madonna, nella sua lunga permanenza quotidiana a Medjugorje, abbia voluto manifestarsi a noi sotto diversi aspetti.
Da tanto tempo osservavo la Madonna oggetto di devozio­ne nel santuario-chiesa parrocchiale di Medjugorje e mi ponevo tanti perché.
Avevo cominciato a chiedere occasionalmente qualche in­formazione e avevo riscontra­to che le mie perplessità e le mie domande erano condivise da molti.

I lettori più attenti di Senapa

ricorderanno che sul numero di maggio del XIX anniversario (n. 3 del 2000), in copertina, avevo collocato a confronto la statua della Madonna della chiesa di Medjugorje e l'imma­gine delle Madonna di Guada­lupe, tracciando un paralleli­smo tra le due apparizioni e le simbologie che portano con sé. Concludevo l'articolo dicendo che tali simbologie "vanno approfondite, come in ogni apparizione. Vi sono studi che aiutano a capire e ad amare di più e meglio le esperienze che andiamo vivendo".
A dire il vero, la soffiata del confronto tra Medjugorje e Guadalupe mi era giunta da una ragazza di nome Morena, che avevo incontrato a Mo­dena, e la sua appassionata argomentazione mi aveva convinto della necessità di approfondire l'argomento. La fortuna, o forse un'assistenza angelica che non manca anche a chi lavora nell'infor­mazione, mi ha messo nella condizione di raccontare tutta la storia della statua della Madonna di Medugorje.
Da tanto tempo avevo perso i contatti con l'amico Giosuè Tribbia, restauratore di Ber­gamo, che ha sistemato tantis­sime statue anche a Medjugorje e dintorni. Alcuni mesi orsono mi telefona perché aveva biso­gno di certe pubblicazioni sul­l'angelo custode (ecco l'assi­stenza angelica) e il discorso cadde sulla statua del santuario di Medjugorje.
Giosuè - L'ho restaurata io, su incarico di padre Slavko, nel 1986.
D. - Ma sei sicuro?
Giosuè - Come, sono sicuro? E subito mostra fotografie che lo vedono impegnato nel restauro, ed altre foto di con­torno che documentano la veridicità del fatto.

Il cuore della storia
D - Sì, ma i segni che vi sono sulla statua, da dove arrivano?
Giosuè - Sono stati fatti dallo scultore Giacomo Crepax di Ortisei.
Ero arrivato al cuore della sto­ria della statua.
D - Adesso Giosuè mi devi raccontare per filo e per segno tutta la vicenda che riguarda la statua.
Giosuè - Per la Pasqua del 1986 un gruppo di Medju­goriani bergamaschi aveva preparato una statua [di cui mostra la foto] che intendeva regalare al santuario.
Giunti a Medjugorje, conse­gnammo la statua a padre Slavko. Parlando del più e del meno, padre Slavko mi fece notare la statua in pessimo stato che si trovava allora a destra della chiesa, vicino al coro, attorno alla quale i croati gira­vano in preghiera, secondo la loro tradizione.
Mi resi conto subito, dalla linea e dal materiale ligneo di cui era fatta, che era una statua di valo­re. Dissi a padre Slavko: "Io fac­cio, di mestiere il restauratore; se lei si fida, io sono in grado di metterle a posto questa statua". Padre Slavko mi incaricò di effettuare il restauro e a set­tembre andai a Medjugorje per realizzare l'opera.
Il restauro
D - Sì, ma i segni c'erano già?
Giosuè - La statua era ridotta in uno stato pietoso, tanto da essere irriconoscibile. Durante il restauro emersero questi simboli, i più evidenti dei quali erano la parola MIR a sinistra e la bilancia alla destra delle mani della Madonna. La scritta MIR su una statua nella chiesa a Meclugorje arrivata prima delle apparizioni aveva suscitato stupore e molta curiosità. Durante i lavori giunse a trovarmi un giovane brasiliano che lavorava presso il laboratorio Crepax di Or­tisei.
Fu lui ad avvertire il figlio di Giacomo Crepax, Antonio, deceduto alcuni anni fa, che la statua di cui spesso aveva parlato suo padre, con simbo­li particolari, era probabil­mente quella di Medjugorje.
Antonio Crepax andò a visio­nare la statua e subito riconob­be che l'opera veniva sicura­mente dal suo laboratorio ed era stata scolpita da suo padre. E così diede a Giosuè Tribbia la spiegazione dei segni sulla sta­tua.
Giosuè - Antonio Crepax mi disse che suo padre spesso raccontava che, mentre realiz­zava quella statua, sentiva dentro una grande emozione, perché avvertiva che la stessa era destinata ad andare in un luogo importante di devozio­ne mariana; per questo sentì l'impulso di disegnare sulla veste alcuni simboli.
D - Ma gli stessi simboli ave­vano un significato particolare e intenzionale?
Giosuè - No, da quello che disse il figlio. Siccome sapeva che andava in un paese dell'e­st, scrisse la parola pace-MIR; dall'altra parte, non si sa per­ché, mise una bilancia, e nella parte inferiore della veste dise­gnò un santuario e altri diversi simboli, secondo la sua sensi­bilità.
Finito il restauro, la statua ap­pariva così bella che padre Slavko decise di collocarla nella nicchia dove oggi si trova e dove ancora oggi accoglie le preghiere, le suppliche e le lacrime di milioni di pellegrini da tutto il mondo.

Interpretiamo i segni della statua

Per interpretare correttamente i segni dipinti sulla statua, bisogna andare oltre il signifi­cato più immediato e anzitutto capire perché la Madonna si è proposta in diverse immagini, quando proprio nel suo san­tuario, per vie inimmaginabili, aveva già provveduto a far giungere la più autentica sta­tua di Medjugorje, quella certa­mente da lei voluta, e che porta sulla veste la sua firma di Regina della Pace.
1. Le diverse immagini
La presenza di Maria nella nostra generazione non si identifica con un solo volto, ma si adatta ai più svariati modi di vedere dell'umanità. Si pensi ad esempio all'imma­gine di stile arabo, che apre il dialogo con il mondo mussul­mano, situato ai confini dell'Erzegovina. Quanti sforzi fa oggi la Chiesa per aprire il dialogo con il mondo arabo, a dire il vero con risultati non sempre brillanti.
2. Le mani giunte
È evidente a tutti i Medjugo­riani che il messaggio princi­pale della Madonna di Erze­govina è la preghiera. Ed allora Lei, maestra della preghiera, si fa vedere nel più tipico atteggiamento della pre­ghiera, con le mani giunte.
3. La figura e i colori
Basta un rapido confronto tra la statua della Madonna di cui parliamo con quella che ripor­tiamo realizzata da un artista su indicazione dei veggenti per capire che, al di là delle sfumature (come ad esempio la fascia azzurra), il manto e la veste hanno i colori della Madonna delle apparizioni.
4. La parola MIR
È il simbolo più semplice da interpretare. La Madonna ap­pare a Medugorje come Regina della Pace, quindi la parola pace, più che simbolo, è autentica manifestazione di Medjugorje.
Questa parola è sormontata da una corona. Ed anche questo è segno manifesto: Pace incoro­nata = Regina della Pace.
5. La bilancia
Un po' più difficoltosa risulta l'interpretazione del segno della bilancia alla destra delle mani, anche perché si presta a interpretazioni giustizialiste che ho sentito e che non con­divido completamente, perché la sua tenerezza è davvero ineffabile.
La Madonna è madre, ma è una madre regina, che non fa giustizia di chi sbaglia perché è madre, ma al tempo stesso è giusta perché è regina. Il sim­bolo della bilancia rappresenta l'universalità di Maria, la sua centralità e la sua globalità nel nostro mondo del XXI secolo. Ma ancor più questo segno indica il contesto nei tempi dell'uomo in cui avvengono le Apparizioni di Medjugorje: è il segno della giustizia di Dio che giunge alla fine dei tempi; il tempo dei segni di Dio, per dirla con le parole di un recen­te messaggio della Madonna. Le ultime apparizioni della Madonna sulla terra avvengo­no sotto il segno di Dio giusto, che giudica l'uomo e pesa la sua iniquità.
6. II Calice
l'altro segno evidentissimo sulla statua è il calice al di sotto delle mani di Maria.
La preghiera non è fine a se stessa, ma conduce a Gesù e all'Eucaristia.
La stessa presenza di Maria a Medjugorje non è fine a se stes­sa, ma è finalizzata a condurre l'umanità ad un'altra presenza centrale del Cristianesimo, al vero cuore della vita cristiana, simboleggiata nel calice, che a sua volta indica Gesù, il Cristo e nostro salvatore, che con il suo Sangue rappresenta ed è l'unica salvezza.
7. I santuari sparsi
Anche il santuario disegnato nella parte inferiore della veste e i diversi simboli che l'accompagnano hanno una facile interpretazione qualora si pensi alle migliaia di gruppi di preghiera che sono nati da Medjugorje.
Questi simboli devozionali sparsi stanno ad indicare che non vi è una centralizzazione a Medjugorje della presenza mariana, ma che questa tra­scorre tutte le nazioni e i paesi del mondo, perché il messag­gio partito da Medjugorje è destinato a raggiungere anche i luoghi più sperduti del piane­ta terra, che è regno di Maria. Sta anche ad indicare che le apparizioni alla nostra genera­zione non si chiudono a Me­djugorje ma trovano in tanti altri luoghi presenze significa­tive e percorsi originali per la crescita spirituale (ovviamente la prudenza suggerisce di te­nere gli occhi - due anteriori e uno dietro - ben aperti per paura delle mistificazioni).
8. Altri segni
Molti hanno visto e vedono anche sul manto tanti segni. lo mi sono limitato a quelli più evidenti.

Conclusione

È molto difficile, a questo punto della nostra ricerca, ritenere che le intuizioni o sol­lecitazioni interiori di Gia­como Crepax nel realizzare questa statua (che evidente­mente deve essere considerata la primigenia e la più autenti­ca di Medjugorje) fossero sola­mente frutto dell'ingegno umano.
È molto più semplice, e quasi ovvio, concludere che la ma­no e la mente dell'artista siano state guidate da una potenza superiore che voleva essere scolpita e dipinta così.
Nelle pagine seguenti riporto altre documentazioni che me­glio illustrano le particolarità storiche della vera statua di Medjugorje come le sue lacrima­zioni subito dopo il restauro, ed anche testimonianze della sua presenza a Medugorje da circa un secolo.

La statua ha lacrimato nel 1986 ecco la documentazione

Mentre stavamo elaborando questo nume­ro, ci sono giunte fra le mani due foto­grafie della statua della Madonna di Medjugorje, scattate nel 1986 dalla signora Olga di Ponte Nossa (BG). La fotografia di destra era stata scattata da altra angolatura (completa) qualche istante prima; la foto di sinistra, scattata poco dopo, mostra negli occhi i segni evidenti di lacri­mazione (nella foto in basso vedi l'ingrandimento). Don Angelo Bena, un grande devoto morto nel 1999 scriveva così alla signora Olga il 23 gennaio 1987: «Scusami se ho tardato tanto a rispondere alla tua lettera. Grazie per la foto che mi hai man­dato. A me sembra proprio che la statua abbia GLI OCCHI LACRIMANTI E APERTI, perciò ritengo che la Madonna abbia voluto dirti che anche lei soffre, ma sarebbe peggio se continuasse la presen­te crisi di fede, che sta dannando all'inferno una grande quantità di persone». Anche don Angelo Mutti, fondatore dell'Eco di Medjugorje, morto i 13 marzo 2000, si esprimeva in modo analogo.
La signora Olga, in una lettera ad un'amica del Canton Ticino, inviata in occasione del Natale 1988, con la fotografia della Madonna in lacrime scriveva: «Ave Maria. Sono lieta di potervi spedire questa foto miracolosa che fotografai personalmen­te. Completamente mossa e con lacrime agli occhi. Ella ci invita alla preghiera del cuore... Con affetto. Olga». Ognuno può trarre le conclusioni che vuole, ma le foto-documentazioni sono queste.
 
Quando arrivò a Medugorj e la statua della Madonna?
Prima di concludere il nostro servizio sulla statua della Madonna nel santuario di Medjugorje, vi erano diversi particolari non del tutto chiari, per cui, con la collaboratrice Andreina abbiamo fatto una breve visita a Medugorje. Fra tutti, un dubbio era predomi­nante: in quale epoca la statua era arrivata a Medugorje? Queste ricerche, si sa, non sono mai faci­li. All'ufficio informazioni ci dico­no che bisognerebbe consultare l'archivio, ma l'addetto non c'era. Rivolgersi ai padri, con tutti i loro impegni non è agevole. Voci rac­colte qua e là ci portavano assai indietro nel tempo, fino alle origi­ni della parrocchia di Medugorje che è stata fondata nel 1892; la chiesa venne terminata nel 1897 e dedicata a san Giacomo.
La chiesa era stata costruita su un terreno instabile e presto cominciò a sprofondare e a creparsi, anche per opera di alcuni terremoti. L'attuale santuario venne iniziato dopo la seconda guerra mondiale e fu finito e consacrato il 19 gen­naio 1969. Oggi la chiesa è rico­nosciuta come santuario. Della vecchia chiesa sono rimasti i rude­ri nella rotonda che siamo costret­ti a percorrere con gli automezzi per andare dalla chiesa al Podbrdo e che siamo riusciti a fotografare. Nella nostra ricerca sapevamo già dal restauratore che la statua era ridotta in condizioni precarie e che tutti i particolari erano sepolti da uno strato di polvere accumu­lata nel tempo. Quindi la statua non poteva che essere arrivata a Medugorje tanti anni prima. Ma quanti? Persone anziane alle quali abbiamo domandato ci facevano capire che bisognava andare molto indietro nel tempo. Infine ci venne in aiuto suor Cornelia, cugi­na di padre Slavko: «Bisogna andare molto indietro nel tempo, penso ancora all'impero asburgico [Da qui probabilmente la diceria che la statua sarebbe stata acqui­stata in Austria - allora anche il Trentino era territorio dell'impero asburgico]. Sono sicura, perché l'ho sentito dai nostri vecchi che nella vecchia chiesa di Medugorje c'erano solamente tre statue: quel­la del patrono san Giacomo, quel­la di sant'Antonio da Padova, e quella della Madonna».
Ecco quindi chiaro il tassello che mancava. È abbastanza ovvio che la prima statua giunta a Medugorje sia stata quella dei patrono san Giacomo prima della fine del secolo scorso.
Successivamente i parrocchiani al­la stessa fonte devono avere acqui­stato la statua di san'Antonio (la chiesa è retta dai francescani) e, quasi certamente prima della pri­ma guerra mondiale la statua della Madonna di cui andiamo lunga­mente parlando in questo servizio. E anche questa è una scoperta straordinaria. Una statua con la fir­ma Regina della Pace, prima e a statua della Madonna a Medjugorje giunge nel regno della Regina della Pace con tanto di firma sull'abito oltre sessant'anni prima delle apparizioni della Madonna che hanno attirato nel paesino dell'Erzegovina milioni di persone da tutto il mondo. Anche questo è certamente un segno di un "piano", un "progetto" ben pre­ciso della Madonna previsto nei disegni del Cielo. Anche la statua quindi era un segno premonitore.

                                 Fonte:http://www.preghiereagesuemaria.it/sala/la%20statua%20della%20madonna%20nella%20chiesa%20di%20medjugorje.htm