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sabato 1 febbraio 2014

Qui la Madonna, ci insegna che io devo cambiare e non gli altri.



Carissimi amici, siamo qui per riflettere su Medjugorje.

La Madonna ci invita alla pace. La pace non c’è senza la conversione. Quindi la mia conversione è precondizione per la pace. Quindi la pace non esiste senza il cambiamento.

Spesso noi, invece, aspettiamo che cambino gli altri e pensiamo: “Quando cambieranno gli altri ci sarà la pace”. “Quando cambierà mio marito o mia moglie ci sarà la pace”. Quando cambieranno i vicini di casa o le circostanze esteriori…

Qui la Madonna, invece, ci insegna che io devo cambiare e non gli altri.

Una cosa è molto interessante: quando io comincio a cambiare anche gli altri cambiano. Questo è essenziale. Quando cambio il mio modo di pensare, quando cambiano i miei sentimenti, tutto comincia ad avere un altro aspetto. Sia le persone che le cose assumono un altro aspetto.

Gesù ci insegna: Non andare a togliere la pagliuzza nell’occhio dell’altro; prima verifica il tuo stato d’animo. Noi, invece, vogliamo sempre cambiare gli altri. E’ molto meglio. Come un uccello da mille metri di altezza vediamo la pagliuzza nell’occhio dell’altro. Invece i lati positivi facciamo fatica a vederli.

Gesù dice: “Verifica prima il tuo stato d’animo e cambia te stesso”. Liberati prima di tutto da ciò che è dentro di te.

Noi non vediamo in modo chiaro. Guardiamo attraverso i nostri filtri. Questo fa diventare la nostra vista distorta.

Pensiamo ad una persona a cui non vogliamo bene. Tu non sei capace di vedere questa persona. La tua vista non è più limpida. Tu forse vedi soltanto un lato. Vedi solo il negativo. Allora, prima di tutto, devi verificare se dentro di te c’è qualche trave, qualche filtro. La prima cosa che si deve fare è liberarsi da questo.

Ricordiamo le nostre sensazioni verso gli altri. Dentro di te c’è rabbia e reagisci in stato di nervosismo? Come sarà la tua reazione? Non potrà essere buona.

Prima di tutto dobbiamo essere coscienti di com’è il nostro stato d’animo. Quando abbiamo messo a posto le cose dentro di noi allora possiamo reagire.

Vi faccio l’esempio del vescovo san Francesco di Sales. Una volta un uomo lo ha insultato e ha bestemmiato. San Francesco taceva. Gli amici gli hanno chiesto: “Ma perché tacevi? Perché non hai risposto?” E lui rispose: “Io ho fatto un accordo tra la mia lingua e il mio cuore: la lingua può parlare appena il cuore si è calmato. In quel momento, invece, il mio cuore non era tranquillo”.

Mi ricordo molto bene quando facevo catechismo a scuola. Gli alunni qualche volta non sono proprio buoni. Mi sono trovato nella tentazione di dare la colpa a loro, ma poi ho capito che non riguardava loro. Ho domandato a me stesso: “In quale stato d’animo entro io nella classe? Sono fresco, riposato? Sono di buon umore?” Da questo dipende tutto il resto.

Con quale stato d’animo entro a casa mia? Come avvicino gli altri? Tutto dipende dalla mia interiorità. Ecco perché Gesù dice: “Prima di tutto devi pulire la coppa dall’interno”. L’esteriorità dipende dall’interiorità.

Che tipo di persona sei tu? Non dipende soltanto da te, ma anche da me. Da come io ti guardo. Che sentimento ho dentro: amore o odio?

La Madonna ci insegna di cambiare prima di tutto noi stessi. Questo cambiamento deve avvenire nella preghiera. Ovviamente anche dopo la preghiera, ma soprattutto nella preghiera. La preghiera, la santa Messa e l’adorazione devono essere momenti di cambiamento.

Ci domandiamo: ma di che cambiamento si tratta? Ricordiamo i due discepoli sulla strada da Emmaus verso Gerusalemme. Come erano loro quando hanno incontrato Gesù? Possiamo dire che erano ciechi. Non lo vedevano eppure Lui era lì. Delusi, depressi. Dicevano: “Noi speravamo e tutto è finito”. Loro non vedevano. Ricorda certe situazioni in cui cammini e sei pensieroso e così non vedi l’altra persona.

Ricordiamo qui una cosa molto importante. Dopo la resurrezione Gesù si mostra diverso. Dio è sempre diverso da quello che penso io. Nemmeno Maria Maddalena lo riconobbe, ma ha riconosciuto la Sua voce. Invece i due discepoli L’hanno riconosciuto nello spezzare il pane. L’apostolo Tommaso Lo ha riconosciuto quando ha toccato le Sue piaghe. Dio è sempre diverso.

La Madonna desidera che io cambi nella preghiera. Il cambiamento è un processo. Anche nei due discepoli sulla strada da Emmaus a Gerusalemme è avvenuto questo processo di cambiamento. Pian piano i loro occhi si sono aperti e il loro cuore ha cominciato a svegliarsi. Dopo diranno: “Ma non ardeva forse il nostro cuore mentre Lo ascoltavamo?” Il loro cuore si è svegliato e hanno compreso sempre di più. Tutto questo è successo durante un cammino. Quindi il nostro cambiamento è un cammino.

Essere cristiano significa essere in cammino con Gesù. Quando io vado a pregare io incontro Gesù come quei discepoli. Continuo a camminare con Lui. Rifletto con Lui. Con Lui verifico me stesso, perché il nostro modo di vedere non è sempre giusto. Il nostro modo di riflettere non è sempre giusto. Spesso siamo ciechi come quel fariseo che pregava nel Tempio. Era cieco.

Noi preghiamo, ma questo non vuol dire che il cambiamento è avvenuto dentro di noi. Spesso rimaniamo così come quando abbiamo iniziato a pregare e ritorniamo a casa uguali. Questo non và bene.

La Madonna desidera che noi cambiamo. Noi ci mettiamo molto volentieri davanti allo specchio. Sempre di nuovo ci specchiamo. Questo riguarda ovviamente l’esteriorità. Facciamo, però, molta più fatica a guardare la nostra interiorità. Ed è molto più importante dell’esteriorità. Vedere se stessi. Vedere e capire che cosa ci muove. Vedere e comprendere che cos’è decisivo per me. Cosa influisce le mie decisioni? Perché io penso così di una certa persona? Bisogna sempre verificare il nostro modo di vedere.

Io vedo una persona in un certo modo. Ma questa persona è veramente così come la vedo? E’ veramente così oppure io la vedo così? Sono due cose diverse. Quindi, assieme a Gesù, dobbiamo esaminare sempre noi stessi.

Leggere la Parola di Dio. AscoltarLa. Essere come Maria, sorella di Marta. Quando ti raccogli nella preghiera devi essere come Maria. E’ uno degli elementi della preghiera col cuore.

La Madonna qui ci insegna a pregare col cuore. Pregare col cuore significa essere presenti. Noi spesso ci allontaniamo col pensiero. Non sono presente. Col corpo sì, ma non con lo spirito. Mi addormento come quei tre discepoli nell’Orto degli Ulivi. Ma Gesù li sveglia. Gesù desidera che anche noi ci svegliamo. Desidera che non siamo più come Marta, bensì come Maria.

Solo Tu Gesù. Nella Messa e nell’adorazione solo Tu Gesù sei importante. Ti contemplo e Ti ascolto. Sono completamente occhio e completamente orecchio.

Essere sveglio. “Pregate, pregate” dice Gesù. Questo ovviamente non è semplice, ma dobbiamo fare esercizio. La Madonna ci insegna che la preghiera col cuore è uno stato d’animo interiore, una disposizione. Nella preghiera abbiamo le parole e gli stati d’animo. Ricordiamoci della critica di Dio nell’Antico Testamento: “Questo popolo Mi venera con le labbra; il loro cuore è lontano da Me”.

Noi, quindi, pronunciamo le parole. Prendiamo il rosario, una bellissima preghiera, ma dobbiamo essere svegli. Dobbiamo svegliarci continuamente durante il rosario. Dentro di me ci deve essere una disposizione nel mio cuore.

Prendiamo per esempio questa parola: “Signore, Ti ringrazio”. Lo stato interiore è la gratitudine. Lo stato interiore è importante. Che io provi dentro di me la gratitudine. Che io dentro di me possa avere la fiducia nel Signore, l’abbandono al Signore. L’amore nel cuore.

Ai due discepoli è accaduto di svegliarsi. Questo stato interiore non deve essere presente all’inizio della preghiera, ma deve realizzarsi. Prega per questa intenzione. “Gesù sveglia l’amore dentro di me. Sveglia la fiducia in Te. Sveglia in me la gratitudine”.

Prega così e cerca di sentire nella preghiera almeno una volta ciò che ha sentito Elisabetta. Cosa ha sentito Elisabetta nell’incontro con Maria? “Il bambino sussultò nel mio grembo”. Così ha detto. Sussultò di gioia. Fai in modo che anche dentro di te possa sussultare il tuo cuore. Proprio perché sei con Gesù.

La Madonna dice: “Pregate con gioia”. Forse tu adesso non preghi con gioia. Và bene anche così, ma sappi che questo è possibile. Quando cominci a pregare con gioia cambia tutto.

Ricordiamo un esempio. Una ragazza leggeva un libro di poesie. Poesia che era noiosa. Ha letto un po’ e poi ha riposto il libro. Dopo qualche giorno ha incontrato un giovane e se ne è innamorata. Parlando lui le ha detto che scrive poesie. Quando lei è tornata a casa subito ha cercato quel libro e ha scoperto che il ragazzo era proprio l’autore di quel libro. Ha ricominciato a leggerlo e non ha smesso finchè non lo ha terminato. Più volte rileggeva quel libro, perché non era più noioso. Ogni parola aveva il suo significato.

La Madonna dice a noi: “Innamoratevi di Gesù”. “Innamoratevi del Santissimo Sacramento dell’altare”. Quando avviene questo cambia tutto. Proprio per questo bisogna pregare per l’amore: “Gesù sveglia l’amore dentro di me”. L’amore è dentro di te, come lo era in quei due discepoli, ma a volte l’amore dorme dentro di te. Bisogna svegliarlo.

Un altro modo buono di pregare col cuore è ripetere le invocazioni. La Madonna dice: “Pregate preghiere brevi”. Per esempio: Ti ringrazio Gesù. Gesù ti amo. Gesù confido in Te. O semplicemente la parola “Gesù”. Fa penetrare il nome di Gesù nel tuo respiro. Ripeti questo nome. Ripetilo con gratitudine. “Gesù”. Con amore. Con fiducia. Oppure le parole di san Tommaso: “Mio Signore e mio Dio”. Oppure le parole di san Francesco: “Mio Dio, mio tutto”. Ripetilo dentro di te, perché il tuo cuore cominci a svegliarsi. Perché il tuo cuore inizi a pregare.

Ci sono alcune condizioni per la preghiera col cuore. Il perdono. Non puoi pregare col cuore se non perdoni. Se dentro di te ci sono sentimenti negativi è ovvio che non puoi pregare col cuore. Se non riesci ad accettare la tua croce è difficile pregare col cuore.

La Madonna dice: “Lavorate sui vostri cuori come lavorate nei campi”. Dobbiamo fare attenzione: posso pregare come quel fariseo nel Tempio, digiunare come lui due volte la settimana eppure può succedere che il cambiamento non avvenga. Bisogna fare una verifica interiore. Inizia il lavoro su se stessi.

Carissimi amici, questo sarebbe un riassunto breve, una breve introduzione alla scuola di preghiera di Maria.

Desidero dirvi un’altra cosa. Per poter pregare col cuore fa molto bene ringraziare. Ci sono tre dimensioni di ringraziamento. Aprire i nostri occhi, perché spesso siamo insoddisfatti perché non vediamo ciò che abbiamo: vedo solo i difetti. Quando ringrazio io scopro tantissime cose belle attorno a me.

Quindi: apri i miei occhi. Poi: sveglia il mio cuore. Perché quando scopro la bellezza del creato attorno a me il mio cuore inizia a gioire. E la gioia si sveglia dentro di me.

La terza dimensione è terapeutica. Quando ringrazio, per esempio per le croci – O Dio Ti ringrazio per le mie croci, per tutto ciò che è avvenuto nella mia vita, ti ringrazio per tutto – allora la gratitudine ti aiuta a riconciliarti con la croce, perché avvenga la pace dentro di te.

Cari amici, oggi forse avete uno, due o tre motivi per essere insoddisfatti. Tu hai questi motivi, ma ricordati bene: oggi hai mille motivi per essere felice.
Catechesi di P.Marinko

(Medjugorje 09/10/13 padiglione giallo)

Fonte:http://messaggimedjugorje.blogspot.it/2013/10/catechesi-di-padre-marinko-medjugorje.html

venerdì 31 gennaio 2014

Perchè si prega in ginocchio e con le mani giunte?

giovedì 30 gennaio 2014

Allontanate dalla vostra mente i problemi e tutte quelle cose che vi disturbano....

PADRE LIVIO INTERVISTA LA VEGGENTE VICKA:
Iniziamo la nostra giornata con la preghiera

Padre Livio: Ma ci sono delle persone che al mattino si svegliano e pensano subito ai problemi, alle angosce e alle preoccupazioni della vita. Tutto questo non toglie la pace?

Vicka: La toglie perché hanno messo al primo posto i loro problemi. Ma la Madonna dice: «Allontanate dalla vostra mente i problemi e tutte quelle cose che vi disturbano e aprite il vostro cuore alla grazia di Dio». Se tu al mattino quando ti svegli incominci a pensare a questo e a quello, allora dove hai messo Dio? La Madonna vuole che al mattino, quando ci svegliamo, mettiamo subito Dio al primo posto nella nostra mente e nel nostro cuore. Dobbiamo incominciare la giornata con una preghiera, ad esempio un'Ave Maria. Se io incomincio la giornata anche con una sola Ave Maria, ma recitata col cuore, ecco che la giornata incomincia con la gioia e con la benedizione. Se invece ti rivolgi ai tuoi problemi e alle tue preoccupazioni, la pace non arriva, perché non la cerchi.

Presentiamo i nostri problemi a Dio

Padre Livio: D'accordo, però, i problemi ci sono e ci assalgono. Per esempio uno non ha la salute, non ha il lavoro, è preoccupato per la famiglia, per il futuro...

Vicka: Ma queste cose dobbiamo presentarle tutte a Dio. Per quanto riguarda in particolare la sofferenza, la Madonna dice che quando Dio dà una sofferenza o una croce, questi sono dei grandissimi doni del suo amore. Lui sa perché lì dà e sa anche quando li toglie, noi dobbiamo solo dirgli: «Ti ringrazio per questo dono e se hai ancora qualcosa da darmi, io sono pronta ad accoglierlo, ma in questo momento solo ti chiedo la forza e il coraggio di andare avanti». La Madonna dice che oggi pochissimi sono pronti ad accettare il dono della sofferenza. Quando Dio manda qualche croce, subito ci lamentiamo dicendo: «Ma perché proprio a me?».

La sofferenza è un dono

Padre Livio: Per la verità sono pochissimi quelli che pensano che la sofferenza sia un dono. I più pensano che sia una disgrazia.

Vicka: Non è una disgrazia. Io dico proprio adesso con tutto il cuore che questo è veramente un grandissimo dono. Lo affermo per mia esperienza personale, perché io l'ho provato che è un dono. A Dio dico: «Tu sai che io sono disposta ad aiutarti. Scegli tu il modo. Io posso stare anche a letto malata. Fai tu quello che vuoi». Io sono sempre pronta ad accettare quello che Dio mi manda perché so che sono grandissimi doni.

Padre Livio: Perché sono dei doni?

Vicka: Sono doni perché Dio ti manda la sofferenza per aiutarlo nella realizzazione dei suoi piani, per aiutare un tuo fratello o un tuo vicino. Dio dà questi doni perché lui sa chi vuole aiutare.

Padre Livio: Sappiamo, Vicka, che tu hai avuto tante prove. Nessuna ti ha tolto la pace?

Vicka: Nessuna. Per me sono state un'esperienza bellissima. Quando sento che con una sofferenza posso aiutare la Madonna, la accetto volentieri e sono disposta a fare qualsiasi cosa per aiutarla.

Cosa toglie la pace alle persone

Padre Livio: Che cos'è che toglie la pace? Che cos'è che fa perdere la pace alla gente?

Vicka: Oggi la gente vive in un modo stressato, preoccupata per tante cose che non hanno vera importanza. Tutti hanno fretta e non hanno tempo gli uni per gli altri. Per esempio, i genitori non hanno tempo per i figli e i figli per i genitori. Ognuno vive la sua vita e così quando si rendono conto che hanno perso la pace è già troppo tardi. Uno che ha la vera pace, non la perde tanto facilmente. Ma uno che non ce l'ha, allora deve incominciare a trovare il tempo per la sua anima e per parlare un po' con Dio a tu per tu. Bisogna presentare a Dio quelle cose che fanno male al cuore. Allora Dio ti libera da ciò che ti rende inquieto e ti dà la sua pace. Non puoi avere la pace fino a che non ti sei aperto a Dio.


Fonte:http://www.santorosario.net/apparizionimedjugorje7.htm

"La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo".


Quante persone hanno cominciato a pregare solo quando un dolore ha bussato alla porta del loro cuore? E allora dovremmo chiederci come mai aspettiamo che un dolore sfondi la porta del nostro cuore per deciderci ad aprirla a Dio? Ma è proprio questo il momento di dirci e di credere che alla fine ogni cosa volge al bene. Ed è per questo che non è giusto pensare che sia per volontà di Dio che soffriamo. Perché se poi lo diciamo anche a un altro, che cosa penserà questi del nostro Dio? Quale immagine si farà di Dio, se pensa che sia Lui a volere la nostra sofferenza?

Quando soffriamo, quando le cose vanno male, allora, non dovremmo dire che è la volontà di Dio, ma piuttosto che è volontà di Dio che noi, attraverso la nostra sofferenza, possiamo crescere nel suo amore, nella sua pace e nella sua fede. Per capirlo meglio, pensiamo a un bambino che soffre e che dice ai suoi amici che sono i suoi genitori a desiderare la sua sofferenza.

Che cosa penseranno gli amici di quei genitori? Naturalmente nulla di buono. Ed è quindi bene che anche noi nel silenzio del nostro cuore, ripensiamo al nostro comportamento e cerchiamo cosa ha chiuso le porte del nostro cuore a Dio, o che cosa invece ci ha aiutati ad aprirle La gioia di cui parla Maria è una gioia evangelica, la gioia di cui parla anche Gesù nei Vangeli.

È una gioia che non esclude il dolore, i problemi, le difficoltà, le persecuzioni, perché è una gioia che li trascende tutti e porta alla rivelazione della vita eterna assieme a Dio, nell'amore e nella gioia eterna. Qualcuno disse una volta: "La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo". Cari amici, vi invito ora in nome di Maria, qui a Medjugorje, a decidervi per la preghiera, a decidervi ad avvicinarvi a Dio e a cercare in Lui lo scopo della vostra vita. Il nostro incontro con Dio cambierà la nostra vita e allora saremo in grado, gradualmente, di migliorare anche il rapporto nella nostra famiglia, nella Chiesa e in tutto il mondo. Con questo appello vi invito ancora a pregare...

Cari figli, anche oggi vi invito tutti alla preghiera. Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera; perciò cercate e pregate, perché possiate comprendere tutto ciò che vi offro qui. Io vi invito, cari figli, alla preghiera col cuore; sapete che senza preghiera non potete comprendere tutto ciò che Dio programma attraverso ciascuno di voi: perciò pregate. Desidero che attraverso ognuno si realizzi il disegno di Dio, che cresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. (Messaggio del 25 aprile 1987)

Dio, Padre nostro, Ti ringraziamo di essere nostro Padre, di chiamarci a Te e di desiderare di stare con noi. Ti ringraziamo perché con la preghiera possiamo incontrarTi. Liberaci da tutto ciò che soffoca il nostro cuore e il nostro desiderio di stare con Te. Liberaci dall'orgoglio e dall'egoismo, dalla superficialità e risveglia il nostro profondo desiderio di incontrarTi. Perdonaci se spesso ci allontaniamo da Te e se Ti incolpiamo della nostra sofferenza e della nostra solitudine. Ti ringraziamo perché desideri che preghiamo, in Tuo nome, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per tutto il mondo. Ti imploriamo, concedici la grazia di aprirci all'invito alla preghiera. Benedici coloro che pregano, così che possano incontrarTi nella preghiera e attraverso di Te trovino uno scopo nella vita. Dona a tutti coloro che pregano anche la gioia che viene dalla preghiera. Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te, che si sono allontanati da Te perché ora stanno bene, ma Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te perché sono nella sofferenza. Apri il nostro cuore al Tuo amore così che in questo mondo, attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, possiamo essere testimoni del Tuo amore. Amen.

P. Slavko Barbaric

Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/99-Desidero-guidarvi-verso-la-preghiera-del-cuore.php

giovedì 23 gennaio 2014

‘Per l’invidia del diavolo è entrato il male nel mondo’

“La gelosia porta ad uccidere. L’invidia porta ad uccidere. E’ stata proprio questa porta, la porta dell’invidia, per la quale il diavolo è entrato nel mondo. La Bibbia dice: ‘Per l’invidia del diavolo è entrato il male nel mondo’. La gelosia e l’invidia aprono le porte a tutte le cose cattive. Anche divide la comunità. Una comunità cristiana, quando soffre – alcuni dei membri – di invidia, di gelosia, finisce divisa: uno contro l’altro. E’ un veleno forte questo. E’ un veleno che troviamo nella prima pagina della Bibbia con Caino e Abele. Oggi, in questa Messa, preghiamo per le nostre comunità cristiane, perché questo seme della gelosia non venga seminato fra noi, perché l’invidia non prenda posto nel nostro cuore, nel cuore delle nostre comunità, e così possiamo andare avanti con la lode del Signore, lodando il Signore, con la gioia. E’ una grazia grande, la grazia di non cadere nella tristezza, nell’essere risentiti, nella gelosia e nell’invidia.”

(Papa Francesco stamani nella Messa a Casa Santa Marta)

Noi cristiani chiediamo a Dio « Voglio questo, voglio quello », però non sappiamo prendere.


Io  desiderare di essere come Gesù?
Una bella notizia: voi siete venuti col desiderio di trovare qualche cosa, ma vi aspetta molto di più di quel che desiderate, però dovete aprire i vostri cuori: Dio ci offre sempre più di quel che aspettiamo. Il problema è che non siamo aperti e veniamo qui preoccupati per qualche cosa, vogliamo ritenere per noi qualche cosa, siamo venuti con i nostri programmi. E Dio, per così dire, non ha spazio per agire dentro di noi. Perciò vi dico oggi: desiderate prima di tutto il regno di Dio. Che cosa vuol dire? Chiedete prima di tutto di togliere da voi ogni amarezza, preoccupazione per le cose, le famiglie e ogni cosa che vi assilla. Se siete in grado di togliere tutto, siete pronti a lasciare agire Dio dentro di voi e allora arriverete all'amore divino e attraverso quello tutto vi sarà dato.
A questo punto vi dico la mia esperienza. Noi cristiani siamo persone che dicono molte preghiere, ma purtroppo non pregano. Dicono tante preghiere e non sanno che cosa chiedono a Dio o che cosa chiedere. Ma nella preghiera devo sapere quello che desidero. Quel che domando dovrebbe diventare prima di tutto il desiderio di diventare come dice il Vangelo. Io devo desiderare di essere come Gesù. Leggete il Vangelo, mettetevi d'accordo con ogni parola del Vangelo. Quando i vostri desideri diventano i desideri di Gesù Cristo, allora saranno realizzati, allora sarete in grado di ottenere quello che Gesù Cristo ha promesso.
Un'altra cosa ho imparato qua. Noi cristiani chiediamo a Dio « Voglio questo, voglio quello », però non sappiamo prendere. Succede a noi come al figlio maggiore della parabola, rimasto in casa, mentre il prodigo si era allontanato. Quel figlio maggiore era in casa, ma non sapeva prendere quello che era suo, non era capace di vivere quello che possedeva. La cosa più importante nella preghiera è saper prendere, ma, purtroppo, noi non vogliamo prendere. Noi diciamo: Padre nostro, venga il Tuo regno... ma non vogliamo il suo regno. Diciamo: sia fatta la Tua volontà... invece vogliamo fare la nostra. Diciamo: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo... e non vogliamo perdonare. Dunque non vogliamo prendere. Quando pregheremo in maniera da voler fare quello che diciamo con la bocca, allora saremo in grado di ricevere tutte le grazie. Tutte saranno a nostra disposizione. Mentre se non vogliamo mettere in pratica le parole del Vangelo, che sono nel Padre Nostro, non siamo in grado di ricevere alcunché. Vedete allora come è semplice arrivare a ottenere. Basta prendere con semplicità le parole semplicissime che diciamo nelle preghiere quotidiane o che sentiamo nella Messa.
E se volete sapere come si arriva anche a trasportare le montagne con la preghiera della fede, dovete partire con passi concreti, dovete vivere sempre di più quelle parole. Perché può succedere una cosa tremenda: la parola può essere portata via dal nostro cuore e allora non può produrre frutto. Ci sono persone, spiega Gesù, che ascoltano la Parola é subito se la lasciano derubare da Satana, come il seme caduto sulla strada e portato via dagli uccelli. Stiamo attenti. Se andiamo in chiesa, ascoltiamo la Parola del Signore e non la viviamo, abbiamo permesso a Satana di derubarci: è una cosa tremenda. Se non accogliamo questa parola, che ci rivolge il sacerdote, il papà, la mamma, come possiamo avere dei frutti quando non abbiamo nemmeno piantato la Parola divina? Ora vi prego di mettervi con semplicità e umiltà ad accogliere. ogni Parola di Dio giorno per giorno e a farla crescere.
Voglio ricordarvi il messaggio dato dalla Madonna il Giovedì Santo del 1984: « Oggi vi svelerò un segreto spirituale. Se volete diventare più forti del male, pregate abbastanza di mattina, leggete un brano del Vangelo e piantate la parola divina nel vostro cuore. Durante la giornata poi ricordatevi spesso di quella parola, desideratela, fatela crescere: alla sera sarete più forti che la mattina ». In modo concreto, se voi siete impazienti, trovate una parola che guarisca la vostra impazienza. Siete persone che spesso portano amarezza? Trovate la parola che insegni a perdonare: fatela crescere durante la giornata, così praticherete una risurrezione continua durante la giornata. Se non c'è questo processo continuo di crescita in noi, non possiamo portare avanti il Vangelo. Oggi noi abbiamo visto tanti cristiani, ma quando vediamo un cristiano dopo dieci anni, lo vediamo più cristiano o uguale ad allora? Più santo o uguale? Spesso uguale. Se in dieci anni il cristiano non è cresciuto, non è diventato più santo, questa è una tragedia per il cristianesimo. E il messaggio perde la forza.
Perciò vi prego di accogliere la parola divina .
Cercate di trovare un po' di silenzio, mettete tutte queste parole nel vostro cuore e decidete di pregare ogni giorno, come dice la Madonna. Ogni mattina piantate la parola divina che guarisce, durante la giornata fatela crescere, allora capirete di aver ricevuto oggi più di quello che avete desiderato. Poi entrerete pian piano in una amicizia con Dio e col prossimo e vivrete nell'amore.
Allora non avrete più bisogno di chiedere tante cose. Vi saranno offerte, le troverete già ottenute. Cristo vi verrà incontro, sarà tutto per voi. Amen.

(P. Tomislav Vlasic - 2 agosto 1985)

martedì 21 gennaio 2014

"Coraggio". Bisogna incominciare a pregare insieme !-Intervista alla veggente Vicka

INTERVISTA FATTA DA PADRE LIVIO ALLA VEGGENTE VICKA DI MEDJUGORJE 

VICKA: Oggi la gente vive in un modo stressato, preoccupata per tante cose che non hanno vera importanza. Tutti hanno fretta e non hanno tempo gli uni per gli altri. Per esempio, i genitori non hanno tempo per i figli e i figli per i genitori. Ognuno vive la sua vita e così quando si rendono conto che hanno perso la pace è già troppo tardi. Uno che ha la vera pace, non la perde tanto facilmente. Ma uno che non ce l'ha, allora deve incominciare a trovare il tempo per la sua anima e per parlare un po' con Dio a tu per tu. Bisogna presentare a Dio quelle cose che fanno male al cuore. Allora Dio ti libera da ciò che ti rende inquieto e ti dà la sua pace. Non puoi avere la pace fino a che non ti sei aperto a Dio.
Molti non credono in Dio e non hanno neppure la fede, ma noi siamo quelli che possono dare l'esempio. Ognuno di noi con la sua vita e con il suo esempio può trasmettere il messaggio di Dio. Sai,  quante persone arrivano qui senza sapere nulla di Dio. Ma per me è una grandissima gioia se quei fratelli possono conoscere l'amore di Dio, possono scoprire che Dio è Padre, che ci è vicino e che è in mezzo a noi. Lui ti vuole aprire gli occhi del tuo cuore, affinché tu pian piano possa rinascere e possa incominciare da solo a cercare la sua presenza Ci sono delle persone che dicono: "La fede è un dono, ma a me Dio non l'ha dato" e così continuano a restare nell'incredulità....Ma questa è soltanto una scusa. Dio bisogna cercarlo. Dio ti dà il dono, ma tu devi darti da fare per scoprirlo. Queste persona non ha chiesto il dono della fede. Accampa una scusa troppo facile e troppo comoda. Nel suo caso Dio gli risponderebbe: "Tu non l'hai cercato e io non ti ho forzato. Sei libero. Prendi dunque le tue decisioni".

Tutte le volte che qualcosa non va o che noi non riusciamo a spiegare, subito diciamo: "Ma Dio perché?" e diamo la colpa a Dio invece di fare un esame di coscienza e vedere che cosa non va nei nostri cuori. Dio è un Padre pieno di misericordia e aspetta anche fino all'ultimo momento il nostro "sì". È sempre pronto a darci la mano anche all'ultimo istante. Sappiamo quanto Gesù è buono e quanto grande sia. Siamo molto lontani dal suo amore. Quando incominciamo a credere al suo amore, allora la vita cambia per davvero.
 Forse per comprendere più a fondo questa chiusura al dono della fede dobbiamo fare riferimento al mistero del male. Infatti non si spiega perché spesso le persone preferiscano le gioie passeggere, che sono causa di infelicità, all'amore di Dio che ci ricolma di grande gioia.
 A questo riguardo vorrei raccontare un'esperienza di Mirjana, la nostra veggente. Un giorno aspettava l'apparizione della Madonna recitando il rosario, quando è arrivato un ragazzo molto bello, che però parlava contro la Madonna e diceva: "Ma guarda, Mirjana, che cosa ti dà la Madonna? Ti dà dei messaggi da trasmettere, ma io ti do ben altre cose". E alludeva a cose materiali. Mirjana, guardandolo, ha visto che i suoi occhi roteavano. È fuggita via e dopo qualche momento è apparsa la Madonna che le ha detto: "Vedi, Mirjana, satana non viene sempre come una persona brutta che fa paura, ma anche come una persona attraente e in questo modo cerca di ingannarvi". Così avviene quando egli ci offre tutte le cose passeggere di questo mondo per allontanarci da Dio.
Si vede come satana attacca laddove siamo più deboli. Oggi in modo speciale agisce contro i giovani e le famiglie. È un momento molto difficile.
 Molti vengono sedotti dall'inganno satanico. L’abilità di satana consiste nel presentare il male sotto forma di bene. Come si fa a non farsi ingannare?
 Certe persone che sono sotto l'influsso di satana sono facilmente riconoscibili. Anche qui a volte arrivano delle persone che incominciano a gridare e a urlare. Certamente alcune di loro sono semplicemente malate, ma ve ne sono altre che sono disturbate dal maligno. A volte è capitato che delle persone hanno incominciato a gridarmi contro, pronunciando parole contro la Madonna e contro i messaggi. In questi casi abbiamo incominciato a pregare fino a che la persona si è calmata. Così col nostro silenzio, col nostro amore e con la nostra gioia possiamo in questo modo aiutarle.

Mi capita spesso di parlare con dei giovani che non sanno che cosa fare della loro vita. A volte non hanno ancora vent'anni e si sono già stancati di vivere. Dicono che la vita è senza senso e che sentono un grande vuoto. Si chiedono: "Perché la vita? Che senso ha?" e vogliono morire.  Perché siamo arrivati a questo?
Perché oggi hanno troppo, anzi hanno tutto di quelle cose che passano e invece hanno pochissimo per quanto riguarda le cose spirituali, quelle che aiutano ad andare avanti. Sono pieni di quelle cose che non contano, chi di droga, chi di altro. Sono caduti in un precipizio e non cercano, non chiedono aiuto per uscirne fuori, ma restano lì a lamentarsi che la vita non vale niente. Io rispondo: "Ma che cosa non va della vita? La vita è un grande dono di Dio e io personalmente sono contentissima di questo dono". Anche prima che la Madonna mi scegliesse, io ho sempre guardato alla vita come a un grande dono e ho voluto viverla nel modo giusto. Ora però devo trasmettere questa mia esperienza e aiutare gli altri a comprendere. Bisogna prendere per mano questi fratelli e dire: "Coraggio". Bisogna incominciare a pregare insieme a loro pian piano, chiedendo quella luce che Dio ci dona sempre, affinché entri nel cuore, dove c'è buio. In questo modo la tenebra diviene luce e scende nel cuore il suo perdono e la sua pace. Bisogna poi andare a confessarsi, aprirsi al sacerdote, chiedere qualche consiglio, così pian piano ritorna di nuovo la voglia di vivere.
 Molte volte i giovani non trovano né i genitori né i sacerdoti che li possano aiutare.
 Purtroppo oggi spesso i genitori non hanno tempo per i figli. Chi lavora, chi fa altre cose. I figli vanno fuori senza sapere dove e con chi. Non trovano tempo per pregare insieme e non trovano neppure tempo per parlare. Manca il dialogo e si perde il valore della famiglia.

 Parlando con te si vede che hai maturato una tua ricchezza spirituale e anche una sapienza che non hai certo imparato sui libri. Questa visione della vita così piena di luce, questa grande gioia che trabocca dal tuo cuore da dove viene? Vorrei chiederti: te l'ha insegnata la Madonna, oppure ti è bastato guardarla e contemplarla ogni giorno per crescere spiritualmente?
VICKA: Basta guardarla e stare con lei per maturare. Ma io non ho mai aspettato che la Madonna mi desse tutto, ma anch'io ho dovuto fare la mia parte. Sarebbe troppo facile se la Madonna desse tutto. Ma anche noi dobbiamo corrispondere. Io non ho mai chiesto una sola volta alla Madonna qualcosa per me e non voglio chiederlo.
Chiedo alla Madonna di dirmi  se c'è qualcosa che non va, perché mi possa correggere e me lo fa capire
 La Madonna è nostra Madre e noi come suoi figli dobbiamo essere sempre pronti a cambiare quando lei ce lo dice o ce lo fa sentire.
La Madonna non ha chiesto niente. Lei non forza.
Ecco, io ho detto alla Madonna: "Ti offro tutta la mia vita e faccio tutto per amore tuo". Questa è la mia risposta. Ho voluto collaborare liberamente con la Madonna, ma lei non ha forzato.

Senz'altro io sono fortunata, ma voglio dare questa mia fortuna anche agli altri. Non voglio essere un'egoista, come se la Madonna mi avesse dato tutto questo amore solo per me. Lei ha scelto me, grazie a Dio, ma mi ha scelto per trasmettere questo suo amore. Da parte mia mi sforzo di fare il possibile per donare il suo amore agli altri. Ed è la missione che tutti dovremmo fare
  Io ho questo dono, ma anche tu, come sacerdote, hai i tuoi doni, come quello di prendere Gesù vivo nelle tue mani e questa è una cosa più grande della stessa presenza della Madonna. La Madonna ce lo ha spiegato dicendo che Gesù è al primo posto. Così chi in un modo, chi in un altro, riceve il suo dono per donarlo agli altri. Nessuno rimane a mani vuote.

Padre Livio Medjugorje, 4 Gennaio 2000
Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/vicka/13-04012000.php