mercoledì 27 luglio 2022

Il ponte Pelješac, che collega Dubrovnik al resto della Croazia senza valichi (bosniaci) di frontiera- VIDEO



Pelješac, il ponte che collega Croazia, Unione europea e... Cina

 

Lungo 2,4 km, costato 526 milioni di euro, cofinanziato dall'Unione europea e costruito da un'azienda cinese, il ponte di Sabbioncello (nome italiano di Pelješac) collegherà Dubrovnik al resto della Croazia senza valichi (bosniaci) di frontiera




Uno spettacolo aereo e i fuochi d'artificio hanno celebrato l'apertura del nuovo tanto atteso ponte di Pelješac, nel sud della Dalmazia, in Croazia.

Il nuovo ponte collega due parti della costa croata del Mar Adriatico aggirando un piccolo lembo di territorio bosniaco ed evitando i valichi di frontiera.




Il ponte di Pelješac - penisola conosciuta anche con il nome italiano di Sabbioncello - è stato cofinanziato dall'Unione Europea e costruito da un'azienda cinese, la China Road and Bridge Corporation.

Il primo ministro croato Andrej Plenković è apparso molto soddisfatto.

"Questo è un giorno storico per la Croazia.
I miei sono sentimenti di gioia, orgoglio e gratitudine".


Cooperazione cinese ed europea

In collegamento video, il primo ministro cinese Li Keqiang ha commentato questo raro esempio di cooperazione cinese ed europea.
"Possiamo dire che questo ponte illustra le relazioni amichevoli tra Cina e Croazia. E la cooperazione tra Cina e Unione europea. Le aziende cinesi hanno vinto il bando attraverso una gara pubblica in concorrenza leale, in conformità con i principi di mercato e le regole dell'Ue".
Screenshot
Finalmente relazioni amichevoli Cina-Ue.Screenshot
Il ponte di Pelješac, aperto ai pedoni prima dell'inaugurazione ufficiale, è già diventato un'attrazione turistica.
La struttura, lunga 2,4 km, costata 526 milioni di euro (di cui 357 milioni sono dell'Unione europea, a fondo perduto), collega a sud la terraferma alla penisola di Pelješacconsentendo un accesso più agevole a Dubrovnik, una delle mete turistiche più popolari della Croazia.

Molto soddisfatti anche gli operatori turistici della zona.
"Non dovremo più fare affidamento sul traghetto, non dovremo aspettare a due valichi di frontiera. Questa attesa in fila alla frontiera poteva durare da cinque minuti a due ore e mezza. È stato davvero estenuante e ha creato una sorta di amarezza tra le persone che vivono qui", ha detto un'imprenditrice.

 


 

Fonte:it.euronews.com

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