domenica 3 gennaio 2021

Gesù rivelò alla Serva di Dio Suor Saint-Pierre, la DEVOZIONE al SANTO NOME di GESU'

 

3 Gennaio: IL SANTO NOME DI GESU'

 

Gesù rivelò alla Serva di Dio Suor Saint-Pierre, carmelitana di Tour (1843), l'Apostola della Riparazione:

 

"Il mio nome è da tutti bestemmiato: 

gli stessi fanciulli bestemmiano e l'orribile peccato ferisce apertamente il mio Cuore.

Il peccatore con la bestemmia maledice Dio, 

lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la propria condanna.

La bestemmia è una freccia avvelenata che mi penetra nel Cuore. 

Io ti darò una freccia d'oro per cicatrizzarmi la ferita dei peccatori ed è questa:

 

Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato 

il Santissimo, il Sacratissimo, l'adoratissimo - eppure incomprensibile - Nome di Dio 

in cielo, in terra o negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio. 

Per il Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen

Ogni volta che ripeterai questa formula ferirai il mio Cuore d'amore.

Tu non puoi comprendere la malizia e l'orrore della bestemmia.

Se la mia Giustizia non fosse trattenuta dalla misericordia, schiaccerebbe

il colpevole verso il quale le stesse creature inanimate si vendicherebbero,

ma io ho l'eternità per punirlo.

Oh, se sapessi quale grado di gloria ti darà il Cielo dicendo una sola volta:

 

O ammirabile Nome di Dio!

 

in spirito di riparazione per le bestemmie"

 

 

CORONCINA RIPARATRICE al

SANTISSIMO NOME di GESU'

 

Sui grani grossi della Corona del Santo Rosario:

 si recita il Gloria e la seguente efficacissima preghiera suggerita da Gesù stesso:

 

Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato 

il Santissimo, il Sacratissimo, l'adoratissimo - eppure incomprensibile - Nome di Dio 

in cielo, in terra o negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio. 

Per il Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen

Sui grani piccoli si dice 10 volte:

Cuore Divino di Gesù, converti i peccatori, salva i moribondi, libera le Anime sante del Purgatorio

Si conclude con:

Gloria al Padre, Salve o Regina e l'Etemo riposo...

 

IL TRIGRAMMA di SAN BERNARDINO

 Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso: il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro, sopra vi sono le lettere IHS che sono le prime tre del nome Gesù in greco ΙΗΣΟΥΣ (Iesûs), ma si sono date anche altre spiegazioni, come 
 
Iesus Hominum Salvator”.

Ad ogni elemento del simbolo, Bernardino applicò un significato, il sole centrale è chiara allusione a Cristo che dà la vita come fa il sole, e suggerisce l’idea dell’irradiarsi della Carità.
Il calore del sole è diffuso dai raggi, ed ecco allora i dodici raggi serpeggianti come i dodici Apostoli e poi da otto raggi diretti che rappresentano le beatitudini, la fascia che circonda il sole rappresenta la felicità dei beati che non ha termine, il celeste dello sfondo è simbolo della fede, l’oro dell’amore.
Bernardino allungò anche l’asta sinistra dell’H, tagliandola in alto per farne una croce, in alcuni casi la croce è poggiata sulla linea mediana dell’H.
Il significato mistico dei raggi serpeggianti era espresso in una litania; 1° rifugio dei penitenti; 2° vessillo dei combattenti; 3° rimedio degli infermi; 4° conforto dei sofferenti; 5° onore dei credenti; 6° gioia dei predicanti; 7° merito degli operanti; 8° aiuto dei deficienti; 9° sospiro dei meditanti; 10° suffragio degli oranti; 11° gusto dei contemplanti; 12° gloria dei trionfanti.
Tutto il simbolo è circondato da una cerchia esterna con le parole in latino tratte dalla Lettera ai Filippesi di san Paolo: “Nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, sia degli esseri celesti, che dei terrestri e degli inferi”. Il trigramma ebbe un gran successo, diffondendosi in tutta Europa, anche s. Giovanna d’Arco volle ricamarlo sul suo stendardo e più tardi fu adottato anche dai Gesuiti.
Diceva s. Bernardino: “Questa è mia intenzione, di rinnovare e chiarificare il nome di Gesù, come fu nella primitiva Chiesa”, spiegando che, mentre la croce evocava la Passione di Cristo, il suo Nome rammentava ogni aspetto della sua vita, la povertà del presepio, la modesta bottega di falegname, la penitenza nel deserto, i miracoli della carità divina, la sofferenza sul Calvario, il trionfo della Resurrezione e dell’Ascensione.

La Compagnia di Gesù, prese poi queste tre lettere come suo emblema e diventò sostenitrice del culto e della dottrina, dedicando al Ss. Nome di Gesù le sue più belle e grandi chiese, edificate in tutto il mondo.





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