domenica 5 aprile 2020

Una folla “osannante”. Ma che vuol dire “osanna”?


 Siamo nel pieno della Quaresima. Come sta andando il vostro cammino? State tenendo forte la mano di Gesù? È la cosa più importante... Lui non conta quante volte cadiamo, ma se gli tendiamo la mano per farci aiutare a riprendere la strada. E gli strumenti che abbiamo sono PREGHIERA, CARITÀ e DIGIUNO. Oggi è la Domenica delle Palme, il giorno in cui Gesù entra in Gerusalemme a dorso di un'asina passando sulla strada coperta dai mantelli del popolo che gli canta "Osanna!" 
Ma cosa significa OSANNA?

1. nella tradizione biblica ed evangelica, espressione di lode e saluto a Dio
2. grido di gioia, di esultanza: levare un osanna; gli osanna della folla

Etimologia: ← dal lat. eccl. hosanna, e questo dal gr. biblico hōsanná, che è dall’ebr. hōshá’nā ‘salvaci!’, invocazione rivolta dal popolo a gesù al suo ingresso a gerusalemme.

 La parola “Osanna” è di origine ebraica e significa “dona la salvezza”. Questa invocazione, usata pure dalla folla che acclama Gesù mentre entra a Gerusalemme, diventa anche una parola per esprimere la gioia, come se fosse un “Evviva”. Ecco cosa significa la parola “Osanna” che cantiamo nel “Santo”: vuol dire “Dai, salvaci… Su, vieni a salvarci!”. È anche un’invocazione di gioia (“Evviva”), perché quando chiediamo l’aiuto di Dio siamo certi che lui non mancherà di venirci incontro.

 Quella che chiamiamo “ La Domenica delle Palme” è la celebrazione che la comunità cristiana fa dell’episodio evangelico dell’ingresso trionfale di Gesù di Nazareth a Gerusalemme. Una folla speranzosa lo acclama come il leader che li avrebbe portati alla liberazione dal pesante giogo che li opprimeva. Di più, lo acclama come il Messia, il Cristo, il Salvatore, colui che finalmente avrebbe stabilito l’agognata shalom e le loro grida di osanna lo testimoniano.
 Gesù a Gerusalemme, acclamato come un Re





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