mercoledì 11 marzo 2020

Ogni giorno alle 12.00 per chiedere la liberazione dall'epidemia con il cardinale Comastri

La preghiera mariana con il cardinale Comastri per chiedere la liberazione dall'epidemia

A partire da oggi per una settimana in Vaticano, per iniziativa del cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica di san Pietro, ogni giorno alle 12.00 verrà recitata la preghiera dell’Angelus seguita dalle litanie lauretane, per invocare l'intercessione di Maria in questo momento così difficile.
Paolo Ondarza - Città del Vaticano
Un atto di invocazione filiale a Maria per essere liberati dall’epidemia del Coronavirus che sta dilagando nel mondo. E’ la preghiera dell’Angelus seguita dalle litanie lauretane che a partire da oggi per una settimana, ad eccezione di domenica, per iniziativa del cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica di san Pietro e vicario generale del Papa per la Città del Vaticano., si svolge ogni mattina in Vaticano alle 12.00. Un’iniziativa – spiega un avviso firmato dal porporato – “per invocare l’intercessione di Maria in questo momento così difficile”. “Nei momenti di pericolo, spontaneamente, i figli si rivolgono alla mamma. Nella particolare circostanza che stiamo vivendo, ci rivolgiamo a Maria, la Madre che Gesù ci ha donato dalla croce”.

Maria dono di Cristo 

“Mentre era sulla Croce, cioè nel momento della massima manifestazione del suo amore per noi, Gesù – ha detto il cardinale Comastri questa mattina dalla Basilica di san Pietro, ai piedi della statua della Vergine collocata vicino all’Altare della Cattedra - ci ha fatto l’ultimo prezioso dono, l’ultimo regalo: ci ha donato la sua mamma. Infatti, indicando con gli occhi l’apostolo Giovanni, che rappresentava tutta l’umanità, Gesù disse a Maria: “Donna, ecco tuo figlio”, cioè: fagli da mamma”. L’arciprete della Basilica di san Pietro ha ricordato che “il primo compito della mamma è proteggere i figli nell’ora del pericolo”. Da qui l’invocazione a Maria “affinché ci liberi dal flagello dell’epidemia”:

L'invocazione alla Madre

“O Maria, per il tuo sì umile e libero
sei diventata la prima culla di Dio,
il primo tabernacolo dell'Altissimo,
l'inizio dell'ultimo capitolo della storia.

Tu hai visto gli apostoli felici attorno a Gesù.
Poi li hai visti tristi nell'ora della Passione
e hai raccolto nel cavo della tua mano
le loro lacrime di paura e di smarrimento.

Maria, Madre della Chiesa,
tu non hai avuto paura quando è giunta la Croce.
E provasti di nuovo l'emozione di Betlemme
quando Gesù dalla Croce ti chiamò Madre
aprendo nuovi orizzonti alla tua maternità.

Tu hai sentito il fremito della Pentecoste
 e hai visto gli apostoli uscire dal Cenacolo
 spinti da un'onda di entusiasmo
 che giunge inalterata fino a noi.

Maria, Madre della Chiesa,
stringici al petto
 e donaci il battito del Cuore del tuo Figlio Gesù.
Amen”.


 Vatican News

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