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lunedì 1 giugno 2015

Una fonte vaticana : Il Papa a Sarajevo parlerà di Medjugorje

Il Papa pronto a riconoscere Medjugorje?

Una fonte vaticana al Giornale d'Italia: "Lo farà il 6 giugno, a Sarajevo". La Chiesa finora non ha avvalorato le apparizioni mariane che si ripetono da 33 anni

Il Papa pronto a riconoscere Medjugorje?

Il Papa a Sarajevo, a due passi da Medjugorje, parlerà anche delle apparizioni che da 33 anni la Madonna ripete in quello che allora era un villaggio oscuro e martoriato dalla guerra nella ex Jugoslavia e oggi è uno dei luoghi di fede più visitati al mondo. Lo rivela una fonte vaticana al Giornale d’Italia, in controtendenza rispetto a quanto sostiene l’ufficialità della Chiesa, anche in queste ore, sempre attenta alla forma e in linea con il  fatto che la stessa Chiesa cattolica finora non ha riconosciuto le apparizioni di Medjugorje. Eppure, sul tavolo di Bergoglio da alcune settimane c’è il dossier che una apposita commissione ha preparato sui fatti che si vanno ripetendo nella cittadina “fra i monti” (questo il significato del nome Medjugorje) ora in Bosnia-Erzegovina, miracoli compresi. Dossier che, almeno nella parte sostanziale, Papa Francesco – sempre secondo quanto sostiene la nostra fonte, accreditata peraltro da una frequentazione ultraventennale con quei luoghi  – potrebbe in parte rivelare durante la sua prossima e ormai imminente visita pastorale a Sarajevo, il 6 giugno prossimo, quando celebrerà e parlerà davanti ad almeno sessantamila persone, tanti quanti sono i fedeli che finora si sono prenotati per l’evento.
Eppure, come dicevamo, l’ufficialità vaticana è ben altra: “Non dobbiamo aspettarci che Papa Francesco parli delle apparizioni di Medjugorje nel corso della sua visita a Sarajevo. Il Papa è libero di dire ciò che vuole e non tocca a me dire cosa deve fare. Io non mi aspetto riferimenti a Medjugorje", ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, nel corso del briefing sul viaggio apostolico nella capitale balcanica. “La Commissione internazionale di inchiesta su Medjugorje, presieduta dal cardinale Camillo Ruini - ha aggiunto il cauto portavoce vaticano - ha terminato il suo lavoro e consegnato, per parte sua, un contributo alla Congregazione della Dottrina della Fede che adesso continua a svolgere gli studi e le sue considerazioni. Normalmente  dovrebbe arrivare con la Plenaria della Congregazione una qualche conclusione. Al momento non ho nessuna previsioni di tempi e di modi specifici in cui potrebbe farlo”.
Secondo padre Lombardi, il viaggio del Papa sarà piuttosto “un messaggio di pace, di convivenza, di riconciliazione e di ricostruzione per il futuro comune della Bosnia. Una visita molto significativa poiché Sarajevo è, per la sua storia, il luogo dove parlare di guerra, di pace e di riconciliazione ma anche di dialogo ecumenico e interreligioso”. Ecco perché, spiegano ancora dal Vaticano, del seguito papale faranno parte anche i cardinali Jean Louis Tauran e Kurt Koch, rispettivamente presidente dei Pontifici Consigli per il dialogo interreligioso e per l’unità dei cristiani. Padre Lombardi, con riferimento alle eccezionali misure di sicurezza previste per questa visita, ha poi previsto che al termine della messa nello stadio di Sarajevo, Bergoglio comunque “farà in jeep aperta, che normalmente usa in piazza san Pietro, il giro di campo per salutare i fedeli”.
Ma torniamo a Medjugorje e all’attesa che – soprattutto tra le centinaia di migliaia di fedeli italiani che ogni anno e sempre più numerosi salpano da Ancora o Bari e da qui verso il luogo delle apparizioni – serpeggia per una eventuale parola del Papa su questo fenomeno mariano che, come indicano fior di testimoni, è soprattutto legato alla conversione dei cuori e alla riscoperta della preghiera e della confessione. Alcuni giorni fa sul tema si è espresso anche  il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo che, nel corso di una conferenza stampa convocata per parlare della visita del Papa, alla domanda su Medjugorje ha risposto: “Non posso parlarne, poiché ho fatto parte della commissione e sono legato dal segreto. La commissione ha terminato il suo lavoro e lo ha presentato alla Congregazione per la dottrina della fede, che lo inoltrerà al Papa, il quale esprimerà il proprio giudizio. Ma, Medjugorje non ha nulla a che fare con questa visita”. All’ombra del Cupolone, però, c’è chi la pensa diversamente. Molto diversamente.

Igor Traboni

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