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domenica 7 giugno 2015

Dal volo Sarajevo-Roma: le domande fatte al Papa e l'annuncio dell'imminente decisione sulle apparizioni di Medjugorje

6/06/2015 

«Quei potenti che parlano di pace e vendono armi sottobanco»

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                                                                              Sul volo di ritorno da Sarajevo Francesco: annuncia l'imminente decisione sulle apparizioni di Medjugorje. 

E parlando dei programmi Tv negativi definisce il consumismo e il relativismo un «cancro della società». Sul mancato gradimento all'ambasciatore francese Stefanini: «I piccoli problemi non sono problemi; visiterò la Francia»  
ANDREA TORNIELLI

Viviamo una «terza guerra mondiale combattuta “a pezzi”», nel mondo si respira «un clima di guerra» e c'è chi «vuole crearlo e fomentarlo» attraverso lo scontro tra culture e civiltà e speculando sulla vendita delle armi, perché «alcuni potenti della terra parlano di pace ma sotto vendono le armi». Ma la pace è possibile, è «il progetto di Dio», e da Sarajevo, città simbolo delle guerre fratricide d'Europa, Papa Francesco dice di vedere segnali di speranza. 

Incontrando i giornalisti sul volo di ritorno verso Roma, Francesco spiega che la sua scelta di fare visite in Europa a partire dai piccoli Paesi «che hanno sofferto tanto», come l'Albania e la Bosnia Erzegovina, «è un segnale». E un segnale sono anche state le parole con le quali davanti ai politici ha detto che questo Paese «è parte integrante dell'Europa». Ecco la trascrizione delle domande e delle risposte nel dialogo avvenuto sull'aereo.

Lei ha parlato dei potenti della terra che trafficano armi e di chi fomenta il clima di guerra. Può approfondire?

«C'è sempre l'ipocrisia e per questo ho detto che non è sufficiente parlare di pace, si deve fare la pace. Chi parla soltanto di pace e non fa la pace, è in contraddizione. Chi parla di pace e favorisce la guerra, per esempio con la vendita delle armi, è un ipocrita».

C'è un grande interesse per il giudizio sul fenomeno delle apparizioni di Medjugorje. Che cosa può dirci su questo?

«Su Medjugorje Papa Benedetto XVI, a suo tempo, aveva istituito una commissione presieduta dal cardinale Ruini, con altri cardinali e teologi. Hanno preparato uno studio e Ruini me lo ha consegnato, dopo alcuni anni di lavoro. Hanno fatto un bel lavoro. Il cardinale Müller (Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ndr) mi ha detto che avrebbe fatto un'apposita riunione del dicastero su questo, credo sia stata fatta l'ultimo mercoledì del mese. Stiamo per prendere delle decisioni e poi saranno comunicate. Per il momento si danno soltanto alcuni orientamenti ai vescovi».

Ai giovani ha parlato della necessità di avere cautela con la Tv e i computer, ha parlato di «sporcizia» e di «fantasia cattiva». Che cosa intendeva dire?

«Ci sono due cose differenti: le modalità e i contenuti. Sulle modalità ce n'è una che fa male all'anima ed è l'essere troppo attaccati al computer. Questo fa male all'anima e toglie la libertà, ti fa schiavo del computer. È curioso, in tante famiglie i papà e le mamme mi dicono: con i figli siamo a tavola e loro sul telefonino sono in un altro mondo. Il linguaggio virtuale è un progresso dell'umanità, ma quando ci porta via dalla famiglia, dalla vita sociale, dallo sport, dall'arte e rimaniamo attaccati a quello, diventa una malattia psicologica. In secondo luogo, i contenuti. Sì, ci sono cose sporche, che vanno dalla pornografia alla semi-pornografia, ai programmi vuoti, senza valori, il relativismo, il consumismo, che fomentano tutte queste cose. E noi sappiamo che il consumismo è un cancro della società, il relativismo è un cancro della società e di questo parlerò nella prossima enciclica. Ci sono i genitori molto preoccupati che non permettono che ci siano i computer nelle stanze dei bambini, ma in un posto comune della casa e questi sono piccoli aiuti».

Un'ultima domanda ha riguardato il possibile viaggio in Francia, accennando anche ai «problemi» esistenti (un riferimento implicito al mancato gradimento all'ambasciatore Laurent Stefanini, della cui omosessualità si è parlato per settimane sulla stampa internazionale). Il Papa ha detto: «I piccoli problemi non sono problemi». E ha detto che visiterà la Francia perché l'ha «promesso ai vescovi».



Fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-sarajevo-41595/

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